La siccità colpisce attualmente più di due miliardi di persone nel globo. Diversi fattori, umani e climatici, stanno velocemente esaurendo le risorse d’acqua potabile delle falde e dei ghiacciai tanto che da diverso tempo si parla di crisi idrica ubiquitaria. Le conseguenze sono di duplice natura: da una parte i conflitti che nascono per il controllo delle risorse acquifere, dall’altro le migrazioni intercontinentali. In proposito, il 26 ottobre dello scorso anno, si è tenuto un incontro nei Paesi Bassi in cui il Consiglio di Sicurezza ONU insieme agli Stati membri ha evidenziato le criticità che derivano d’allarmante situazione e ha proposto delle eventuali soluzioni. In primo piano si sono definiti i modi con cui il Consiglio di Sicurezza potrà cercare di arginare i disagi internazionali diplomatici dovuti alla crisi idrica la quale è stata inserita tra le cause di fondamentale importanza tra quelle profonde di potenziali conflitti.

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Il Lago Chad si è ridotto del 90% dal 1960 ad oggi. Era il sesto lago più grande del mondo.

Esempi di crisi idrica nel mondo: la Syria e l’India.

Per decenni in Siria sono state condotte politiche che favorivano l’agricoltura di sussistenza, in particolare per i cereali. Il vero problema è nato con l’incredibile aumento demografico che lo Stato ha subito tra gli anni Sessanta del Novecento e il Nuovo Millennio, da 4,5 milioni di abitanti a 23 milioni. Con l’incremento della popolazione, la produzione agricola non ha potuto far altro che aumentare, sostenuta anche dal governo. Esso forniva, infatti,  il carburante per estrarre acqua dalle falde acquifere come sussidio ai coltivatori. Il risultato è stato l’impoverimento repentino delle stesse, causa di una siccità rivelatrice dell’insostenibilità di certi ritmi agricoli.

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Siria senz’acqua.

Ad aggravare lo stato delle cose i cambiamenti climatici: scarsità delle piogge e aumento della temperatura hanno reso la zona ancora più debole sotto questo punto di vista. Ecco che 1,5 milioni di siriani che si affidavano alla coltivazione nelle zone rurali, iniziavano a migrare verso le città. Tra il 2003 e il 2007, anche 1,2-1,5 milioni di iracheni hanno iniziato a spostarsi nelle città siriane già caratterizzate da un basso tasso di occupazione e povertà sotto il governo di Assad, incurante dei problemi sociali dovuti alla siccità e dell’influenza della primavera araba. Ci stupisce che sia scoppiata la guerra civile?

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Un’immagine di devastazione dovuta alla guerra civile in Siria.

Esempi di siccità nel mondo: l’India.

Nel 2012 in India la mancanza d’acqua ha causato un fallimento della rete elettrica, lasciando 670 milioni di persone, cioè il 10% della popolazione mondiale, senza energia. Le centrali idroelettriche non fornivano più energia sufficiente, nemmeno per irrigare i campi. Cronicamente, l’India è soggetta a problemi di questo tipo che comportano la chiusura delle centrali elettriche per periodi di tempo variabile. Per far fronte alla gravissima situazione, è nato un progetto di ingegneria ambientale, l’Inter Linking of Rivers, che con 3.000 dighe e 30.000 mega canali trasporti acqua dai più grandi fiumi indiani, tra cui il Gange e il Brhamaputra, alle zone più colpite dalla siccità. L’obiettivo è di ottenere 35 milioni di ettari di terra arabile e 34.000 megawatt di energia idroelettrica disponibili. Nel 2016 sembrava che stesse per essere iniziato, ma oggi resta un progetto, peraltro osteggiato fortemente da geologi, climatologi, ambientalisti ed esperti di agricoltura. Cambiare forzatamente il corso dei fiumi potrebbe far aumentare le zone ad alto rischio idrogeologico, alterare il deposito di fanghi fertilizzanti nelle zone soggette ad alluvione, cambiare il corso dei Monsoni durante l’anno e distruggere degli ecosistemi.

Per saperne di più: https://www.wri.org/news/water-stress-helping-drive-conflict-and-migration

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La siccità dell’India rende i terreni incoltivabili.

Le guerre attuali per l'”oro blu”

Fu nel  2500 a.C. in Mesopotamia che avvenne la prima guerra convenzionalmente riconosciuta per l’acqua, quando il re di Lagash costruì canali per deviare il fiume, tagliando fuori la città di Umma. Oggi sono 343 le guerre combattute per l’ oro blu. Abbiamo già citato la guerra civile in Siria che tra le sue cause presenta anche la siccità, ma dobbiamo ricordare che tutta la zona del Medio Oriente condivide un po’ lo stesso destino. In Giordania, Cisgiordania, Israele e Libano, le trattative di pace, purtroppo tutte fallite, tra israeliani e palestinesi hanno qualcosa in comune: un accordo sull’acqua. Altre zone calde: il fiume Mekong sfruttato ampiamente dalla Cina, l’Indo che scorre tra Pakistan e India (non amichevoli tra di loro), il Nilo che bagna ben dieci paesi africani (tra cui l’Etiopia che progetta una grande diga per trattenere l’acqua sulle sue rive).

Camilla Viola

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