Il Superuovo

“E tu, che segno sei?”: analizziamo il potere magnetico degli astri e la loro validità

“E tu, che segno sei?”: analizziamo il potere magnetico degli astri e la loro validità

Volgiamo lo sguardo al cielo ed osserviamo allineamenti, pianeti e stelle da secoli. Perché credere (o non) all’astrologia?

Esempio di “carta natale”

C’è chi la definirebbe una pseudo-scienza, chi una religione, chi semplicemente “qualcosa in cui credere”: l’astrologia è una tradizione, talmente antica da accompagnarci sin dai primi inizi; alcuni reperti hanno dimostrato l’interesse degli uomini negli astri già nel Mesolitico (nel 23.000 a.C. circa).

L’ASTROLOGIA, UN FASCINO LUNGO MILLENNI

Pochi ne sono stati immuni, il fascino del cielo ha per secoli condotto all’affermarsi di una cultura astrologica, che potesse congiungere l’uomo ad un luogo così lontano come quello delle stelle. Un tentativo, forse guidato dal tipico egocentrismo che distingue tutto ciò che è umano, che ha avuto un riscontro così ampio da avere, ancora oggi, un’impronta importante nella nostra vita.

Non si tratta solo di oroscopi, ma di un tipo di conoscenza che, oggi, viene declassificata a “superstizione”, ma che precedentemente vantava un’autorità non poco notevole. I più grandi filosofi ci raccontano dell’astrologia come una branca della filosofia naturale e spesso descrivono l’arte divinatoria del proprio tempo (basti guardare a quanto scriveva Platone sulla mantica, come “capacità superiore persino alla ragione”).

TRA ANTROPOCENTRISMO E CRITERI DI SCIENTIFICITÀ

L’intento di ricercare un riscontro su quanto riguarda la vita terrestre negli astri, è un palese riferimento antropocentrico che vive della nostra umanità la sua componente più soggettiva. Siamo affascinati da ciò che potrebbe inaspettatamente riconoscerci, descriverci, aiutarci a comprenderci e darci consigli.

Siamo autocoscienze, esistenze capaci dell’atto conoscitivo, emotivo e conservativo: tutto questo ci rende necessariamente ego-riferiti, personali, intimamente ossessionati dalla conoscenza della nostra “essenza” più pura e più vera – in parole povere, l’astrologia moderna ci dona gli strumenti per poterci raccontare agli altri, in un linguaggio che possa essere visto come universale.

Eppure, sarebbe riduttivo affidare il successo secolare di questa disciplina a mero soggettivismo: per quanto riguarda la componente scientifica e gnoseologica, il discorso deve rifarsi all’epistemologia.

EPISTEMOLOGIA: LA VALIDITÀ DELLA SCIENZA

Epistemologia: si parla di quella branca della filosofia che ha come oggetto di studio il metodo scientifico e la validità di quanto conosciamo. Ad esempio, ne abbiamo sentito parlare in riferimento all’argomento dei vaccini, che ha visto nascere, negli ultimi tempi, opinioni anche molto diverse.

Ciò che potrebbe essere descritta come “crisi scientifica del 1900”, è nata proprio in seno alle teorie filosofiche di nomi quali Karl Popper e Thomas Kuhn. Con l’avvento del nichilismo di Nietzsche, ecco che ogni certezza viene interrogata ed ogni autorità, scientifica o religiosa che sia, deve superare l’osservazione attenta di coloro che hanno deciso di contemplare ogni aspetto della realtà.

Per Kuhn, ad esempio, la scienza dev’essere vista come un susseguirsi di epoche, dove ogni validità scientifica è strettamente riferita alla conoscenza del periodo. Centrale diventa la componente storica, vista attraverso paradigmi. Questi ultimi, vengono messi alla prova dalle anomalie, che lo scienziato si ritrova a dover risolvere. Una volta che il modello attuale viene messo alla prova da un numero insostenibile di discrepanze insorge, irruento, un nuovo paradigma, che, per affermarsi, usa come mezzo quello della rivoluzione scientifica (cfr. la rivoluzione copernicana del sistema eliocentrico).

Tornando a prima, come potremmo etichettare una conoscenza come quella astrologica? Scienza o superstizione?
La risposta di Kuhn potrebbe essere “conoscenza temporanea”, per altri un’arte antica. Per chiudere la questione, si potrebbe citare un famoso detto: per la filosofia, 2+2 può anche risultare in 5; in breve, niente è più certezza.

 

 

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