Trama

Jacklyn è una giovane architetto di successo che sta per coronare il suo grande sogno d’amore e cioè sposare Peter, un medico e scrittore. Tutto procede come previsto fino a quando, poco prima delle nozze, la ragazza viene assalita dai dubbi. Lei infatti non è così innamorata di Peter, ma più che altro dall’idea di stabilità. A complicare tutto ci pensa anche la suocera che si mostra molto invadente, ma soprattutto incontra il fratello del suo futuro marito, Max, tornato da una missione in Africa. Alla fine del giorno del matrimonio la protagonista desidererà altro per la sua vita e, magicamente, si ritroverà a rivivere ancora e ancora il grande giorno. Sconvolta da questo ripetersi degli eventi, sarà la stessa Jacklyn ad accorgersi che in realtà non vuole sposare Peter. E, solo seguendo il proprio cuore, potrà spezzare questa specie di maledizione e trovare la sua vera strada.

Jacklyn impara a vivere

Jacklyn rivive un centinaio di volte lo stesso giorno. Inizialmente è sconvolta, scossa e infastidita da questa esperienza. Successivamente comincia a cambiare prospettiva. Il ripetersi continuo del giorno le insegna a vedere la vita in un modo diverso, a valutare le sue azioni e quello in cui crede. Jacklyn attraverso questa esperienza della ripetizione riprende in mano la sua vita, impara a ballare, esce a fare un sacco di passeggiate, capisce quali sono le persone veramente importanti e passa del tempo con loro. Inizialmente coglie l’occasione per modificare la cerimonia aggiungendo i dettagli che la soddisfano. In seguo rivaluta radicalmente l’idea del matrimonio. Giunge ad un punto in cui è un’altra persona, è maturata e ha una visione totalmente diversa delle cose, ha imparato a rischiare e a vivere pienamente ogni singolo attimo. Rifiuta la stabilità che prima ricercava costantemente, impara a lasciare che alcune cose accadano. Jacklyn ha assunto la prospettiva dell’Eterno Ritorno di Nietzsche.

L’eterno ritorno

L’eterno ritorno viene spiegato da Nietzsche nel celebre brano della “Gaia Scienza” che è riportato qui di seguito. Un testo in cui si ipotizza che un demone annunci il concetto dell’eterno ritorno. Quest’ultimo consiste nell’ipotesi che tutto ritorni, la stessa identica sequenza di eventi, senza novità alcuna. È il ripetersi infinito di ogni singolo attimo, di ogni sofferenza, difficoltà o paura ma anche di ogni piacere.

Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!». Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: «Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina»? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: «Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?» graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun’altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello?” (da La gaia scienza, Libro IV, n. 341)

Reazioni

Come si reagirebbe di fronte ad un simile annuncio? Secondo Nietzsche le reazioni possibili sono due. La prima è la reazione di chi si dispera perché gli sembra che nulla abbia senso e che toglie valore alla vita: reazione pessimista e nichilista. La seconda è la reazione di coloro che accettano la sfida dell’eterno ritorno, come ha fatto Jacklyn, vivendo alla massima potenza ogni istante. Non sente più il passato come un peso, e il futuro come un’angosciosa incertezza dimenticandosi del presente. Il tempo è espressione di un flusso costante ed ininterrotto che dobbiamo accogliere con un immenso “si“. La protagonista decide infatti di accettare la vita in ogni sua manifestazione. La reazione di Jacklyn è quella di chi è riuscito ad uscire dall’orizzonte del senso della vita. Essa risulta giustificata in ogni singolo momento senza bisogno di cercare ragioni o un senso profondo.

Elena Bellinello 

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