“È più facile rompere un atomo che un pregiudizio”… ma a volte serve!

Il pensiero ha ricoperto un ruolo fondamentale nella psicologia sociale, le persone ragionano riguardo al proprio mondo sociale e, sulla base del loro pensiero, agiscono in determinati modi. 

In ambito psicologico, differentemente dal linguaggio corrente, pensiero e cognizione non sono sinonimi. Il pensiero coincide in particolare con il linguaggio interiore e con i simboli che usiamo; è spesso conscio, o almeno è qualcosa di cui potremmo essere consapevoli. Il termine cognizione ha un’altra connotazione, dato che si riferisce a processi mentali prevalentemente inconsci. Quest’ultimo concetto sarà il protagonista di questo articolo, che si pone come obiettivo l’identificazione dei processi legati alla nozione di pregiudizio, ormai visto come il peggiore di tutti i mali. 

 

LA COGNIZIONE E LA CODIFICA SOCIALE: COME VALUTIAMO LA REALTÀ 

La cognizione è un’attività mentale attraverso cui si elaborano, comprendono e memorizzano informazioni percettive e attraverso cui si pianifica e programma ciò che si dice e si fa. Non ne siamo consapevoli e ce ne accorgiamo solo facendoci attenzione, in questo senso agisce come il programma di un computer, lavorando sullo sfondo. Provate a digitare ‘fiore’ su Google. Probabilmente vi stupirete nell’osservare che come primo link è presente il nome di un ristorante al posto di un bel tulipano. Ma se chiedeste ai fondatori di Google, saprebbero dirvi per filo e per segno il funzionamento della loro piattaforma e conseguentemente il motivo per il quale è uscito il ristorante. Ora immaginate che Google sia la cognizione e che il link sia il nostro comportamento. Risulta evidente che, se comprendiamo la cognizione, possiamo anche comprendere come e perché le persone si comportino in determinati modi. Ed è proprio questo il nodo cruciale della psicologia sociale la quale, come già detto, si occupa di decodificare i comportamenti delle persone in interazione con l’ambiente.

Per codifica sociale si intende, infatti, il processo di rappresentazione degli stimoli esterni nelle nostre menti. Sinteticamente, se a determinate cognizioni ne consegue un comportamento, la codifica sociale studia il comportamento per identificarne la cognizione. Dipende in larga misura da ciò che cattura la nostra attenzione, a sua volta influenzata dalla salienza, ovvero la proprietà che distingue uno stimolo dagli altri in un contesto specifico (per esempio, in una classe di studenti biondi salta all’occhio un ragazzo con i capelli blu), e dall’accessibilità degli schemi che abbiamo già in testa (per esempio, le persone preoccupate per la discriminazione razziale possono vedere razzismo ovunque).

 

ESPLORIAMO LA COGNIZIONE: SCHEMI E SCORCIATOIE COGNITIVE

Correlato alla cognizione è presente lo schema (pattern), un insieme circoscritto e coerente di cognizioni interconnesse, come pensieri, atteggiamenti e convinzioni, che ci permette di comprendere rapidamente una persona, un luogo o una situazione in base ad informazioni limitate. 

Una volta attivati, gli schemi agevolano il processo di top-down, o deduttivo, o quello di bottom-up, o induttivo. Generalmente se le conseguenze dell’errore hanno costi elevati, stiamo più attenti ai dati e adoperiamo schemi accurati (bottom-up), viceversa, se ad essere elevati sono i costi dell’indecisione, le persone prendono decisioni rapide e formano velocemente le proprie impressioni (top-down). Per esempio, se non conferisci particolare importanza all’alimentazione, scegliere cosa mangiare a pranzo può essere piuttosto semplice: se mangi sempre pasta a pranzo, allo schema pranzo si attiverà l’associazione pasta, perciò avverrà un processo deduttivo. Contrariamente, se stai seguendo una dieta particolare, allo schema pranzo si attiveranno varie associazioni legate ai macronutrienti, all’abitudine, al rapporto bontà-salubrità: in questo caso si attiverà un processo induttivo.

Come stiamo cominciando a notare, il nostro comportamento deriva dagli schemi che attiviamo, schemi che non sempre ci portano a svolgere l’azione più corretta. Molto spesso, infatti, i nostri quotidiani processi inferenziali sembrano adeguati, anche se occasionalmente si dimostrano sbagliati o ingiusti nei riguardi di altri. Questi processi “adeguati” si basano su strategie cognitive definite euristiche, scorciatoie cognitive che traducono la soluzione di un problema dalle caratteristiche più complesse a più semplici operazioni di giudizio.

CAPIRE IL PREGIUDIZIO PUÒ FARVI INNAMORARE 

Come ha sottolineato Gordon Allport il termine “pregiudizio” significa letteralmente “giudizio prematuro”, dunque avere una opinione sulla base di indizi insufficienti. Secondo il percorso che stiamo intraprendendo, possiamo dire che il pregiudizio deriva dalle scorciatoie cognitive delle quali difficilmente siamo consapevoli. È in virtù di questo che esse possono essere considerate un’arma a doppio taglio. 

Da un lato, queste scorciatoie non sono necessariamente da eliminare. Il nostro organismo necessita di energia per poter svolgere qualsiasi funzione, perciò provate ad immaginare se dovessimo pensare minuziosamente a qualsiasi opzione che ci si presenta davanti, sarebbe un consumo che il nostro organismo probabilmente non riuscirebbe a gestire, rispondendo con lo stress. Perciò, coscientemente o inconsciamente, indirizziamo le nostre energie dove riteniamo più opportuno per cercare di mantenere il nostro equilibrio mentale e conseguentemente fisico (perché ricordate che mente e corpo sono costantemente in connessione).

Altrettanto spesso, invece, questi pregiudizi si tramutano in atteggiamenti malsani, distruttivi, che possono compromettere molte relazioni. Un esempio lampante è la discriminazione razziale, per tutelarsi si associa ad un soggetto di una determinata razza un determinato appellativo o giudizio, generalizzando un atteggiamento di una persona a tutta la razza. Come questo caso, si possono individuare molteplici pregiudizi derivanti da paure che, se non risolte, possono portare ad un atteggiamento scorretto.

È dunque importante sottolineare come il pregiudizio sia figlio di scorciatoie cognitive non facili da eliminare in quanto utili per il nostro organismo. Allo stesso modo accorgersi del pregiudizio e modificarlo può essere utile dal punto di vista sociale: individuare la nostra rappresentazione mentale errata può persino farvi innamorare della vostra migliore amica (se volete approfondire questo argomento cliccate il link qua sotto).

L’amicizia può annullare l’amore? Distruggiamo le categorie tramite la rappresentazione

L’obiettivo, infatti, non è eliminare il pregiudizio ma trovare il giusto equilibrio così da non ritrovarsi né stressatichiusi mentalmente. 

 

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