Il numero uno al mondo, pronto per gli US Open. Le origini: ”Vengo da una famiglia povera”.

E alla fine arriva Sinner. Dopo Federer e Djokovic, il tennista del momento è italiano. Una macchina da guerra, ma ci ricorda spesso di far comunque parte della Generazione Z. Colleziona Lego e si professa innamorato. Ma rispetto ai suoi coetanei, il ventiquattrenne non sa usare i social.
TUTTI PAZZI PER IL TENNISTA AZZURRO
Nessuno si sarebbe mai aspettato di poter vedere lo chef pluristellato Bruno Barbieri tifare Sinner dal divano di casa. Lui che passa il tempo in cucina. Eppure la nuova stella del tennis piace proprio a tutti. Anche agli italiani, soprattutto agli italiani. Loro che hanno fatto del calcio una religione. Nel mini-documentario realizzato con Rolex e intitolato “Jannik Sinner – The Return“, il tennista azzurro si spoglia di tutto. Non sembra un campione, ma un ventenne come tanti. Lo abbiamo intuito nel mondo in cui Sinner ha descritto il suo stato d’animo dopo la notizia bomba sul presunto coinvolgimento nel Caso Clostebol:
“L’anno scorso ho fatto molta fatica a essere felice in campo, perché avevo sempre in mente questa vicenda di doping, ed è stato molto difficile. Lo Us Open 2024, con la notizia della positività che diventà di pubblico dominio solo 5 giorni prima dell’inizio del torneo fu molto complicato, ero molto nervoso. Alcune persone mi guardavano con occhi diversi, non è stato facile e riuscire a vincere il torneo in quel modo lo ritengo davvero una grande conquista”.
Allora sei umano, Sinner.
IL MENTAL COACH DI CUI AVEVAMO BISOGNO
“If you work you will rise higher”.
Immaginate Andrea Bocelli e Sinner chiusi in uno studio di registrazione. Perché è successo. Ne è nata una canzone, Polvere e Gloria. Chi poteva cantarla (più o meno) se non il Re Mida che non sapevamo di avere? Perché sì, tutto quello che Pel di Carota tocca si trasforma in oro. Certo, la canzone è diventata un meme in poche ore (colpa di TikTok), ma c’è da chiedersi il perché: l’applicazione numero uno al mondo è nelle mani della Generazione Z. Anche Sinner ne fa parte, ma non sembra. Il campione Wimbledon sembra essere caduto dal cielo. Non ha nulla a che vedere con i suoi coetanei, che vivono nel precariato e sono sempre più dipendenti dai social, l’unico campo in cui Sinner ha preferito rimanere alla larga. “Ho qualcuno che gestisce I miei profili per me” ha detto al Corriere. Vediamo quindi ventenni filmarsi mentre studiano o lavorano, prossimi all’ennesimo burn-out. Poi parte il verso di Sinner nel brano e questi ragazzi ubbidiscono al comando. Ce l’ha fatta lui, possiamo farcela tutti
FUORI DAL CAMPO
Tutto ci saremmo aspettati da Jannik Sinner, tranne che collezionasse Lego. Ci vuole molta pazienza a costruire Porsche fatte di mattoncini, lui che il set lo vuole chiudere subito. Poi ammette di essere innamorato. Come ogni stella, ha scelto il suo cielo. La modella danese Laila Hasanovic sembrerebbe essere la prescelta. Eppure non vuole parlarne, non sivuole esporre. È lecito, considerando che il gossip prenderebbe il sopravvento. Ascolta musica, ma non ha artisti preferiti. Chissà cosa ha nelle cuffie durante i suoi allenamenti. C’è chi pensa al brano con Bocelli, in fondo Sinner ascolta solo quello che dice Sinner. Tradotto, Sinner è mentore di se stesso. Sembra che i suoi amici siano tutti tennisti. Preferisce la lettura alla discoteca, ma anche giocare a carte. D’altronde è nato in Trentino: “Never Forget Where You Came From”.