Il Concertone di Melpignano sempre più mainstream, ma sui social parte la polemica: ”Meno ospiti, più pizzica”.

Pizzica, pizzica e ancora la pizzica. La Notte della Taranta riesce a svegliare anche gli animi più cupi. Sul palco sempre di più gli ospiti, alcuni direttamente dal Festival di Sanremo. Ma in molti si sono lamentati proprio di questo, ovvero di un evento che sembrerebbe perdere sempre di più la propria identità.
I NUMERI
“Una piazza gremita che ha registrato un incremento stimato del 30 per cento delle presenze rispetto alla precedente edizione”. E’ quanto si legge in una nota della fondazione La Notte della Taranta. Protagonisti sul palcoscenico gli artisti dell’Orchestra Popolare la Notte della Taranta e del Corpo di Ballo, affiancati dagli ospiti speciali Giuliano Sangiorgi, Canzoniere Grecanico Salentino, Antonio Castrignanò, Ermal Meta, Tara, Serena Brancale, Settembre e Anna Castiglia. L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai 3, condotto da Ema Stockholma, e ha “raggiunto l’8% di share, con punte dell’11% dopo la mezzanotte e 777 mila spettatori collegati”. Il Concertone è stato trasmesso in diretta anche su Rai Radio2, RaiPlay e Rai Italia. Insomma, numeri da capogiro. Gente proveniente da tutta Italia e che ha ballato una pizzica improvvisata fino a notte fonda. Un grande evento che però non è stato capace di soddisfare tutte le richieste, prima fra tutte la presenza di più collegamenti notturni con Melpignano, piccolo comune salentino isolato dal resto del mondo quando si tratta di accogliere molti turisti come durante il Concertone.
Ermal Meta ospite sul palco della Notte della Taranta 2025
CROCEVIA DI CULTURE
“Mi sembra che sia stata una bella festa. Una festa popolare – dichiara il Presidente della Fondazione La Notte della Taranta Massimo Bray -. Avevamo bisogno di speranza, rispetto, dialogo, pluralità”. E c’è stata, anche molta. L’energia che investe il pubblico durante il Concertone è assurda. Sembrerebbe essere un Festival di Sanremo, un’edizione estiva. Effettivamente anche gli ospiti spesso provengono dalla kermesse. Geolier, Angelina Mango e quest’anno è toccato a Serena Brancale. C’è chi l’ha amata per aver fatto fare pace alla città di Bari e di Lecce storicamente rivali e chi invece ha considerato il suo barese come estraneo al Concertone, al dialetto e soprattutto alla sacrosanta pizzica. Ma il Presidente ha la sua visione:
“Ieri sera eravamo tutti sotto lo stesso cielo per condividere un messaggio di pace e provare a ricostruire quel concetto di identità culturali di una terra dove siamo nati e dove vorremmo scrivere un futuro profondamente legato alle storie e alle tradizioni del passato. Adesso ci metteremo al lavoro per cercare di dare continuità a questa storia”.
LE POLEMICHE SOCIAL
Le tifoserie social sanno sempre schierarsi per una coreografia tale da far storcere il naso persino alla Notte della Taranta stessa. Da un lato c’è chi apprezza l’iniziativa, a tal punto da voler far conoscere la pizzica al di fuori dei confini nazionali. Infondo tutti vanno pazzi per il Salento, dove non esistono soltanto resort di lusso presi d’assalto dai vip di tutto il globo. C’è però chi crede che la troppa esposizione mediatica di un evento possa portarlo alla rovina. Molti salentini sarebbero indignati persino dalla presenza degli ospiti. Alcuni leoni da tastiera si appellano al dialetto storpiato, ai movimenti grotteschi e alla totale estraneità dell’artista e della sua musica col concetto di “u suli u mari u ventu”.