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E’ facile essere ingannati dagli stereotipi? Scoprilo con il libro “Questa è l’america”

Quanto della tua vita è condizionato dagli stereotipi? Dal rapporto uomo-donna, al cantante preferito, all’opinione su un continente, tutto è condizionato da stereotipi. Alcune volte ci aiutano, altre ci ingannano. Vediamo perché. 

Qual è la definizione di stereotipo per la psicologia? Uno stereotipo è un’opinione precostituita. Lo stereotipo ci permette di generalizzare in modo da facilitare la comprensione di qualcosa. Tuttavia questo generalizzare porta spesso ad errori, soprattutto nel caso degli stereotipi negativi. Questi preconcetti, infatti, possono essere positivi (es. gli stereotipi che abbiamo sull’America come paese da sogno) oppure negativi. Quando sono negativi spesso diventano pregiudizi (ovvero opinioni su qualcosa con accezione negativa).

Il libro Questa è l’America

A gennaio 2020 il giornalista Francesco Costa ha pubblicato un libro intitolato Questa è l’America. In questo libro Costa conferma, ma soprattutto smentisce moltissimi preconcetti che tutti noi abbiamo sull’America.

Parla, ad esempio, della grave epidemia di tossicodipendenti da Oxycodone che ha colpito l’America negli ultimi 20 anni e di come questa e altri avvenimenti ad essa collegati abbiano portato all’elezione di Trump nel 2016. Costa racconta dei prezzi esorbitanti degli affitti a San Francisco (una media di 2500$ al mese per un posto letto) e di come molti lavoratori che vengono da fuori città dormano in auto durante la settimana per non dover pagare un affitto così alto. Parla del fatto che possedere le armi sia un qualcosa di culturalmente radicato e di tanti altre dinamiche.

E’ incredibile come, in questo caso specifico, l’America sia un paese di cui conosciamo così tanto (causa i film, le serie tv, le riviste scientifiche, i cantanti) eppure gran parte di ciò che pensiamo di sapere non è altro che un’idilliaca rappresentazione dell’America dal punto di vista di Hollywood.

Gli stereotipi non esistono solo per l’America

Come abbiamo visto, lo stereotipo consiste in una valutazione rigida. Partendo da alcuni exempla, questa valutazione viene estesa a tutta una categoria. Gli stereotipi sono molto utili perché sono di scorciatoie mentali che ci permettono di non dover sprecare energia per farci continuamente una nuova opinione su tutto. Questo preconcetto quindi non è altro che un giudizio che si forma su una classe sociale o su una particolare cultura. Tuttavia, a causa degli stereotipi, abbiamo la tendenza ad estendere a troppi membri di una categoria determinate caratteristiche.

Ad esempio, nel caso dell’America, siamo abituati ad immaginarci New York come se fosse tutta Manhattan (ricca, piena di opportunità, lussuosa, un po’ alla Gossip Girl). E questo perché? Perché estendiamo ciò che vediamo nei film su NY alla vita vera.

Oppure siamo abituati a pensare che ai maschi piacciano il calcio e la birra, mentre alle femmine la danza e il vino. E questo perché? Perché estendiamo quella che può effettivamente essere la maggioranza a tutta la popolazione maschi e a tutta la popolazione femmine, inciampando però in errori.

Gli stereotipi però servono anche per incasellare i nostri comportamenti e modularli in base alla categoria con la quale abbiamo a che fare. Ad esempio, se siamo convinti che tutti i milanesi siano dei gran lavoratori, quando avremo a che fare con qualche milanese probabilmente ci porremo di conseguenza.

Quindi gli stereotipi sono un male?

Gli stereotipi non sono necessariamente un male. Molte volte ci salvano perché ci permettono di immagazzinare più informazioni dal momento che abbiamo un posto in cui incasellarle.

In questo processo cognitivo di osservazione ed interpretazione possono verificarsi delle distorsioni cognitive causate dal pregiudizio. Un giudizio può diventare pregiudizio quando non deriva da una conoscenza diretta, ma da qualcosa di appreso, da qualcosa che per comodità la cultura della quale facciamo parte valuta in un certo modo. Quando si verificano delle distorsioni cognitive, pecchiamo di bias valutativi, commettiamo cioè degli errori che ci possono portare ad avere un’opinione distorta (negativa o idilliaca) sull’intera categoria, oppure che ci possono far generalizzare il comportamento es. di parte dei milanesi a tutti i milanesi.

Dobbiamo rassegnarci? E’ possibile eliminare i pregiudizi? Dovremmo eliminarli? Sicuramente non dobbiamo rassegnarci, l’eliminazione dei pregiudizi non è immediata perché si tratta di qualcosa di radicato. Tuttavia dobbiamo effettuare una doverosa differenziazione tra pregiudizi e stereotipi. I pregiudizi è bene che con il tempo vengano ridimensionati e si arrivi a parlare di giudizi in seguito a conoscenza diretta. Mentre, per quanto riguarda gli stereotipi possiamo dire che essendo scorciatoie cognitive sono sicuramente utili, è solo necessario non abusarne e tenere presente che si tratta di riassunti imprecisi di una vasta categoria.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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