fbpx
Perchè un libro da Nobel mancava nelle librerie italiane? Capiamolo analizzando la figura del libraio

Averno, raccolta di poesie della poetessa Louise Glück, ha vinto il Nobel, ma vediamo perchè l’opera era pressoché sconosciuta in Italia.

Facciata della libreria Dante&Descartes (cultura.iltabloid.it)

Chi è il libraio? Qual è il suo lavoro? Quali scelte è tenuto a fare? Risponde lo strambo caso del Nobel di quest’anno e l’unico libraio in Italia che ci ha davvero visto lungo pubblicandolo: Raimondo di Maio della libreria Dante&Descartes.

Louise Glück: un premio inaspettato

Maryse Condé, Murakami Haruki, Lyudmila Ulitskaya, tanti nomi sono stati fatti prima dell’assegnazione del Nobel per la letteratura, ma nessuno avrebbe scommesso sulla poetessa americana Louise Glück. E’ incredibile come “la sua inconfidibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale” non si sia affermata con decisione prima della consegna del premio.

La carriera della poetessa ha ottenuto non pochi riconoscimenti in America, ma è all’estero che essa risulta quasi inedita. Lei è una delle poetesse più importanti della letteratura americana contemporanea tanto da aver vinto il premio Pulitzer per la poesia nel 1993 con la raccolta ‘L’iris selvatico‘. Tuttavia, mentre L’iris selvatico ha ottenuto popolarità anche in Italia, perchè pubblicato nel 2003 dalla casa editrice Giano, lo stesso non si può dire per la raccolta da Nobel ‘Averno’.

Ma perchè vale la pena leggere e conoscere la raccolta? Forse perchè, tra le pagine di questo premiato libro, possiamo trovare pezzi della Glück e attraverso questi ed il suo sguardo, riscoprire pezzi di noi e del mondo. Infatti, ogni componimento di Averno ha origine dall’esperienza personale dell’Autrice ma assume valore universale. La Glück parla della natura e di come l’io sia in relazione con essa. Tutto ciò è espresso da una poesia precisa, pulita e perfettamente equilibrata. Dominanti sono anche i riferimenti al mito classico ed in particolare il mito di Demetra e Persefone,  esemplificativo del rapporto madre-figlia.

Louise Gluck (lalettricecontrocorrente.it)

Le scelte della Dante&Descartes da vicino

Come fa un prodotto libresco di questo livello a non esser riuscito a farsi spazio tra gli scaffali di tutte le librerie d’Italia? Solo la piccola libreria di Napoli, la ‘Dante&Descartes’, ed il suo libraio hanno colto e deciso di condividere la semplice efficacia di questa poesia. Raimondo di Maio, proprietario ed editore della libreria, è stato l’unico in Italia a voler tradurre e pubblicare la raccolta prima della proclamazione del Nobel. Inizialmente i pezzi venduti erano davvero pochi, ma dall’8 Ottobre le richieste in tutt’Italia sono diventate migliaia ed hanno avviato una vera e propria ‘caccia al libro‘.

Quali sono state le ragioni della scelta del signor di Maio? Innanzitutto egli con sensibilità ed intuito è riuscito immediatamente a comprendere che la raccolta rappresentava “un libro di qualità, onesto e necessario“. Inoltre ha dato ascolto al consiglio del suo amico e poeta spagnolo Josè Vicente Quirante Rives che si chiedeva come un’opera di quel calibro potesse non essere tradotta in Italia. Per ultimo, Raimondo dichiara che un libro intitolato ‘Averno’, dal nome di un lago vulcanico situato vicino Napoli, dovesse avere obbligatoriamente il proprio spazio nel nostro Paese.

Il libraio della Dante&Descartes si affretta allora a cercare un professionista che potesse seguire la traduzione dell’Opera. Viene scelto Massimo Bacigalupo, traduttore ufficiale della poetessa che si è rivelato capace di trasporre in Italiano la grandezza della poesia della Glück.

Il lavoro del libraio: tra mercato e cultura

Raimondo di Maio è oggi un libraio invidiato e stimato da tutti, ma questo risultato è il frutto dell’impegno in un lavoro oggi ancora poco conosciuto: quello del libraio. C’è chi crede che tale figura sia niente di più di un venditore, un commesso, ma non è affatto così. Essere un libraio significa prima di tutto fare scelte, tutti i giorni. Sia che gestisca una libreria indipendente che una di catena è tenuto a selezionare l’assortimento, cioè i titoli da proporre ed esporre in libreria. Questo non è sicuramente un compito facile poichè proporre un titolo è sia una scelta economico-commerciale che simbolico-culturale. Il libraio deve agire con una prospettiva di guadagno ed al contempo trasmettere una determinata idea di cultura. Il libraio ha inoltre grandi responsabilità rispetto al lettore. La libreria è infatti il luogo di incontro tra l’offerta letteraria e le esigenze immaginative del cliente-lettore. Il libraio deve essere in grado di proporre un’ampia offerta in grado di soddisfare tutti i tipi di pubblico e fare da mediatore tra ciò che il lettore vorrebbe ma ‘non sa’ e ciò che può trovare nella libreria.

Riprendendo l’esempio del signor Raimondo, egli si definisce un libraio, oltre che editore, ‘artigiano e civile’. Questo perchè è avverso alla letteratura commerciale e, da proprietario di una libreria indipendente, autonomo dai vincoli economici delle grandi catene editoriali. Ha sempre compiuto le proprie scelte mettendo al primo posto la finalità culturale, prediligendo anche titoli di autori minori rispetto ai grandi nomi della letteratura o a prodotti ‘di tendenza’.

Sensibilità, intuito ed equilibrio tra mercato e cultura sono i tre ingredienti per essere un libraio di successo e Raimondo di Maio li possiede.

 

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: