Dr House e Sherlock Holmes risolvono casi grazie all’isolamento emotivo: vediamo come

Ci sono professioni in cui è importante separare la sfera emotiva dalla realtà: come utilizzare i meccanismi di difesa?

Medici chirurghi, poliziotti, criminologi, medici legali. Grandi nomi per grandi professioni che hanno tutte un elemento fondamentale, anche se non necessario: una sana dose di isolamento, il meccanismo difensivo che aiuta a compiere atti eroici.

Cosa sono i meccanismi di difesa e a cosa servono?

Definiamo come meccanismi di difesa quelle operazioni mentali che avvengono per lo più in modo inconsapevole e che hanno come funzione la protezione dell’individuo da delusione, mortificazione, umiliazione, vergogna. Il conflitto tra i desideri più profondi e la vera realtà produce angoscia e tensione, le varie istanze della mente (Es, Io e SuperIo) sono costantemente in lotta e l’individuo deve proteggersi. Non sempre l’utilizzo di meccanismi di difesa, come si pensa, deve abbracciare una sfera negativa. Anzi! Spesso questi meccanismi sono fondamentali per l’adattamento della persona, che spera di gestire il sentimento intenso e minaccioso o di mantenere intatta l’autostima. Dipendenti dal temperamento del singolo e dalla combinazione di disagi dell’infanzia, queste funzioni dell’Io sono inconsce, dinamiche e mutevoli.

L’isolamento: il meccanismo alla base delle imprese eroiche

L’isolamento fa parte delle difese secondarie e invece di occuparsi del rapporto tra l’Io e e il mondo esterno, abbracciano le dinamiche interne come pensieri, sensazioni e sentimenti. Perché parliamo di gesta eroiche? L’isolamento avviene nel momento in cui il sentimento è isolato dalla conoscenza. La mancata soddisfazione emotiva va a spingere la parte razionale di se stessi che, grazie all’adrenalina derivata da sentimenti repressi, riesce ad analizzare la situazione, reagire con meno pressione e con più lucidità. Questa difesa può avere un grande valore in alcune professioni o in alcuni casi, ma rappresenta un ostacolo nell’isolamento dell’affetto a livello sociale. L’esperienza non è tagliata dalla coscienza, ma la parte emotiva viene eliminata del tutto. Non necessariamente è una difesa legata ad un trauma, spesso una buona parte razionale influisce all’utilizzo di questa tecnica per la sopravvivenza permettendo all’individuo di non rimanere apparentemente coinvolto in situazioni dalla forte carica psichica e traumatica. Un utilizzo eccessivo e incontrollato del meccanismo porta a personalità ossessive.

Dr House: medico brillante perché “isolato” dal mondo

Uno tra i più famosi medici del grande schermo diceva: “Tu preferiresti un dottore che ti sta accanto mentre muori o un dottore che ti ignori mentre guarisci?”. Stiamo parlando del cinico, geniale e per alcuni versi insensibile Dr House, il medico dell’omonima serie TV, famoso perché sarcastico, drogato e schietto. Questa frase riassume bene quello che sarà il suo approccio ad ogni caso che gli verrà sottoposto ed è l’approccio che lui cerca di insegnare al suo team e di cui spesso si prende critiche. Il Dr House non visita mai i pazienti se non per rimbeccarli, il Dr House non si affeziona mai eccessivamente, ma risolve tutti i casi risultando il miglior medico dell’ospedale. Come ci riesce? Notiamo che, sia in ambito lavorativo che sociale, mette in atto l’isolamento. Per risolvere i casi non pensa ai sentimenti e al dolore delle persone, ma solo all’enigmatica malattia che hanno; questa tecnica gli fornisce lucidità, prontezza e lo spinge a rischiare e a dare il tutto per tutto. Nella sfera privata ha meno successo proprio a causa di questa repressione sentimentale, basti pensare ai continui litigi con il suo amico Wilson, che nonostante conosca i suoi meccanismi difensivi si trova a scontrarsi con lui, oppure alle sue storie d’amore impossibili da proseguire. Viene accusato spesso di narcisismo o di pensare solo a sé, ma in realtà il suo modus operandi non è che legato alla cancellazione del sentimento.

La risposta della polizia all’isolamento

Anche nell’ambito dei detective si destreggiano figure che separano emozioni e fatti e che fanno di questo fattore il loro punto di forza. Il famoso dottore va a braccetto con un’altra figura nel mondo dei sociopatici ad alta funzionalità intellettiva: Sherlock Holmes. Nessuna relazione amorosa stabile, una destrezza fuori dal comune nel risolvere casi, nessuna reazione emotiva alla vista di cadaveri, sangue, omicidi e crimini di vario genere, tanto da parlarne anche a tavola. Sembra un déjà-vu? No, è solo un altro esempio lampante di come i meccanismi di difesa determinano alcuni comportamenti. Ma i crimini trattati da Sherlock non lasciano la bocca così schifata, alziamo la posta in gioco e analizziamo i comportamenti delle squadre di polizia in altri casi. La nota serie TV Law and order: unità vittime speciali, porta sullo schermo casi di stupro e violenza aggravata, anche su minorenni. Come si comporta la squadra? Come nei casi precedenti analizza le scene del crimine in modo impassibile e scrupoloso senza che i sentimenti di rabbia, disgusto, paura e dispiacere intacchino l’ambito lavorativo. In alcuni episodi della serie possiamo vedere quando una persona è troppo coinvolta viene allontanata dalle indagini e dal crimine perché incapace di affrontarlo al meglio.

I meccanismi di difesa possono risultare estremamente utili e funzionali in alcuni ambiti tanto da poterli trasformare in motivi di pregio e riconoscenza, ma se spinti troppo oltre, come ogni eccesso, rovinano le relazioni con l’altro.

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