Dopo due mesi in quarantena, cosa ci dice il cervello ?

I meccanismi chimici che governano i nostri comportamenti come agiscono con il nostro stress ?

Dalla dopamina alla serotonina, viaggio attraverso la nostra materia grigia per cercare di capire la natura biologica dietro le nostre emozioni

Questione di chimica

Proprio la chimica, in particolare la chimica organica, opera nei meandri del nostro cervello. Neurotrasmettitori chimici come ad esempio la dopamina sono responsabili di risposte più o meno visibili da parte del nostro corpo, questa in particolare agisce sul sistema nervoso simpatico accelerando il battito cardiaco e aumentando la pressione sanguigna, risultando essere uno degli ormoni legati alla sensazione di piacere e della “ricompensa”. Ad esempio durante l’orgasmo provocano una sensazione di intenso benessere semplicemente per indurre l’individuo a ripeterlo successivamente, per una mera questione evolutiva. La serotonina è invece coinvolta nella memoria e nell’apprendimento, rigenerando i neuroni se danneggiati. Nella regolazione dell’umore, e i suoi meccanismo di risposta alle varie situazioni, sono coinvolti anche vari tipi di ormoni, come ad esempio il testosterone, coinvolto nella produzione di estrogeni, responsabili dello sviluppo sessuale. Altri ancora come il cortisolo sono gli artefici di stress, depressione, aggressività, soprattutto in quarantena.

Ho perso la cognizione del tempo

Siamo a fine aprile, sono due mesi che siamo chiusi in casa e ormai conosciamo alla perfezione il percorso più efficacie ed efficiente per raggiungere il forno dal divano ed evitare che i sofficini si brucino. Inoltre la nostra conoscenza matematica del sudoku in salotto è tale da far invidia al più grande scacchista mai esistito, e nonostante ciò le nostre capacità culinarie stentano ancora a sbocciare, ergo è normale essere incazzati. Scherzi a parte l’uomo, come tutti gli animali, reagisce in misura più o meno grave a situazioni che lo sottopongono a forte stress. Essere rinchiusi in casa, anche se per un validissimo motivo, pesa a tutti, e il cortisolo sopracitato non aiuta. In quantità eccessive infatti va a danneggiare vari apparati e inibisce la sintesi di DNA ed RNA, oltre che proteine ed ormone della crescita. Per questo motivo quando si soffre di depressione o in generale di uno stress prolungato, anche il nostro sistema immunitario ne soffre, rendendoci più esposti a varie patologie.

Combattere lo stress

Sono molte le indicazioni consigliate da medici e psicologi per ridurre lo stress, a cominciare dall’igiene  del sonno. Essere sempre a casa permette di svolgere tutte le nostre faccende garantendoci tuttavia uno spazio comodo come il divano per riprendere fiato, e a fine giornata chiunque dotato di internet e motivato da un’ottima serie tv non saprebbe quando cedere. Eppure numerosi studi dimostrano quanto sia fondamentale dormire non meno di 7 ore (e non svegliarsi dopo l’ora di pranzo) in modo da costruire un equilibrato ciclo del sonno, meglio se abbinandoci alcune attività di routine 1o minuti dopo essersi alzati e 10 minuti prima di andare a dormire. Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante nel controllo dello stress, mangiando sano ed evitando alimenti troppo pesanti la sera. Infine è scontato che lo stress si combatte soprattutto durante il giorno, mantenendoci positivi con varie attività come la meditazione, parlando online con gli amici oppure giocando con loro in un universo di videogiochi, per tutti i gusti. A chi sta preparando gli esami come me, consiglio di tenersi  2 orette appena mangiato il pomeriggio per una corretta digestione ed una sana visione di cartoni, lavorare duramente il pomeriggio fino a cena, con mini pausa per la merenda, per poi finire con 2-3 orette di relax dopo cena. Sperando che non arrivino i nuovi episodi di Rick and Morty a rovinare tutto.

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