Il Superuovo

Bioshock e il fallimentare tentativo di realizzare la Morte di Dio nietzscheana

Bioshock e il fallimentare tentativo di realizzare la Morte di Dio nietzscheana

Le ambizioni, i principi e le contraddizioni che stanno dietro alla drammatica storia di Rapture, città finalizzata allo sviluppo di un nuovo tipo umanità finalmente libera dai vincoli tradizionali delle proprie potenzialità espressive.

Rapture
(fonte: flickr.com)

Bioshock è un videogioco sviluppato dalla 2K Games e uscito per le principali console tra il 2007 e il 2008. Il giocatore impersona un giovane di nome Jack, che in una data imprecisata del 1960 sopravvive per miracolo ad un incidente aereo nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Emerso tra le macerie del relitto, il personaggio è illuminato dalla luce di un faro, che si erge perentorio davanti a lui malgrado la distanza dalla terraferma. L’edificio non è altro che l’ingresso della città subacquea di Rapture, raggiungibile attraverso una batisfera attraccata sotto la struttura. Per il giocatore inizia un tortuoso percorso in cui ogni incontro e avvenimento sarà determinante per scoprire i segreti di una metropoli ormai in rovina, martoriata dalla guerra civile, e per conoscere le sue figure maggiormente di rilievo politico e sociale. Nell’articolo mi concentrerò sui principi alla base del progetto Rapture, concepito con l’intento di creare un luogo adatto alla prosperità di un oltre-uomo libero da vincoli etici e morali, ma che nei fatti si rivela essere un esperimento disastroso e brutale.

La fondazione della città

No gods or kings. Only men.

Nel secondo dopoguerra il magnate inglese Andrew Ryan dà il via al progetto che porterà, già dal 1946, all’inaugurazione della città sottomarina di Rapture. Sorta in segreto da eventuali divieti o coercizioni delle maggiori potenze mondiali, la metropoli è pensata come una nuova patria per le menti più brillanti del globo, al riparo da ogni limitazione creativa di origine etico-religiosa. Ogni individuo avrà la possibilità di sviluppare al massimo il proprio genio artistico o scientifico senza rischio di censura, al fine di esplorare le potenzialità della mente umana in tutte le sue forme espressive. Meritocrazia e competizione rappresentano dunque le chiavi del successo: maggiori saranno il talento, le ambizioni e la determinazione, più elevato sarà il prestigio sociale del singolo. Questa prospettiva utopica appare ancora più significativa alla luce delle politiche totalitarie dei decenni precedenti, in cui qualunque istanza artistica doveva conformarsi ai valori della nazione ed essere funzionale alla propaganda del partito dominante. Andrew Ryan si propone invece di abbattere le ‘divinità’ del mondo moderno, rappresentate sia dalle norme etico-religiose delle società liberali, sia dai nuovi idoli introdotti appunto dai totalitarismi, come il culto di un sovrano autocratico e la purezza razziale del popolo di appartenenza. Paradossalmente il crollo del sogno di Ryan si concretizzerà proprio quando, da pioniere del progetto Rapture, diventerà un sovrano dispotico e autoritario, imponendosi come il condottiero-guida della città e fomentando l’odio reciproco tra i cittadini.

(fonte: flickr.com)

Un declino inesorabile

Le prime criticità emergono col passare degli anni a causa di un’economia marcatamente capitalistica. Tutti coloro che non riescono a ritagliarsi una posizione di rilievo cadono nella povertà e nella disperazione, senza che vengano presi dei provvedimenti per un loro sostegno economico. All’interno di Rapture sorge perciò un nucleo sociale molto ampio di reietti, poveri ed emarginati, tutti uniti dall’odio per il responsabile della loro condizione, il fondatore Andrew Ryan. Il loro capo carismatico è Frank Fontaine, un personaggio capzioso ed elusivo, in grado di sfuggire alla giustizia e manipolare mentalmente i suoi sottoposti, come accadrà anche al protagonista del gioco. Il capo criminale coglie l’occasione di innescare una crisi irreversibile quando la sua troupe di scienziati scopre l’esistenza di un batterio capace di ricombinarsi geneticamente con gli esseri umani. Chi si espone alle mutazioni genetiche indotte si trasforma in un Ricombinante, acquisendo forza e poteri sovrumani. La competizione per il controllo del mercato del batterio mutante (ADAM) coinvolge presto lo stesso Andrew Ryan, che teme l’inarrestabile ascesa del suo rivale al dominio della città. Il fondatore allora istituisce un regime autocratico che vieta la mutazione genetica e discrimina i Ricombinanti, soppressi con la forza bruta. Per accumulare le scorte di ADAM, Ryan ne creerà dei veri e propri ‘serbatoi’ umani, le Sorelline, bambine strappate a famiglie emarginate che ospitano il batterio nel loro corpo. Affinché siano protette dalle orde di sediziosi, sono sorvegliate a vista da mostruose guardie corazzate, i Big Daddy, sterminatori di Ricombinanti ribelli. La situazione precipita rapidamente: il gruppo di ribelli di Fontaine comincia a catturare le sorelline opponendosi con la guerriglia all’autoritarismo di Ryan, mentre le classi benestanti diventano presto dipendenti dalla ricombinazione genetica. La città si trasforma in un inferno, lo scenario tetro, dissoluto e claustrofobico in cui si svolgono le vicende del gioco.

Nietzsche e un ideale aldilà di ogni utopia

La Morte di Dio è un concetto che appartiene alla cosiddetta Fase Illuministica del pensiero nietzscheano, ovvero il momento in cui, allontanandosi dall’influenza di Wagner e Schopenauer, il filosofo pone al vaglio della sua critica demistificante la metafisica e la religione. L’indagine genealogica lo porta a svelare il carattere “umano, ahi troppo umano” delle più influenti convinzioni filosofico-morali della storia, come l’esistenza di un mondo ‘vero’, ontologicamente superiore al nostro, oppure come il mito di un agire giusto e disinteressato nei confronti del prossimo. La filosofia ‘del martello’ si propone quindi di prefigurare per le nuove generazioni un’esistenza privata consapevolmente di ogni senso oltremondano, di ogni prospettiva di salvezza che guarda al di là della nostra vita transeunte. Il culmine di tale proposito è da ricercarsi nell’annuncio della Morte di Dio, che troviamo in un aforisma de La Gaia Scienza:

Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo, voi ed io! Siamo tutti noi i suoi assassini! […] Anche gli dei si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di più sacro e più possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? […] Non dobbiamo noi stessi diventare dei, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un’azione più grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtù di questa azione, ad una storia più alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi.

Un bersaglio meno evidente del ‘Maestro del Sospetto’ è il culto della ragione dei positivisti. Nietzsche accusa il loro razionalismo scientifico di sostituire le tipiche ‘divinità’ metafisiche con un surrogato della stessa tipologia. Le controversie dell’ideologia di Rapture muovono proprio da qui. Se da un lato Ryan cerca di sbrogliare la rete di credenze tradizionali, limitante per la libera espressione umana, dall’altro immagina questo nuovo luogo a partire dalla fede nelle potenzialità della ragione. L’incentivo supplementare per il progresso sarà un sistema economico capitalista troppo rigido e senza paracaduti sociali. Questa sorta di ‘neoumanesimo’ si autodistrugge proprio quando le scoperte scientifiche della città sono sfruttate a vantaggio di pochi per la supremazia, quando la competizione prevale di netto sulla solidarietà. Per di più, in un scenario di forte conflitto interno, il fondatore decide di ristabilire l’ordine reprimendo i suoi contestatori e introducendo un ulteriore idolo, ovvero se stesso come despota assoluto. La conclusione tragica della storia può aiutarci a comprendere meglio l’effettiva portata del pensiero di Nietzsche (che non si esaurisce certo in questa trattazione molto parziale). I concetti rivoluzionari introdotti dal filosofo tedesco richiedono di sganciarsi da una eventuale interpretazione politica e di analizzarli a livello esistenziale. Il ‘nuovo’ uomo, l’Oltreuomo, che risorge dalle ceneri delle divinità di cui si è sbarazzato, è colui che trascende ogni valore antropologico dato, che accetta la vita come unico e ultimo orizzonte di sé, libero di agire e di imporre se stesso sul mondo.

 

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