Avvelenamento da monossido di diidrogeno, un esperimento sociale rivelatosi verità scientifica

Una burla che è passata alla storia, quella del DHMO, nasconde un fondo di verità: l’acqua può davvero uccidere.

(wikipedia.org)

Quando si parla di fake news e del potere che i media sono in grado di esercitare sull’opinione pubblica, l’esempio più utilizzato riguarda la “beffa del DHMO“: uno scherzo nato nel lontano 1989, ma che è perdurato fino al 2010. Un evento che può suscitare ilarità, ma che fa anche riflettere su quanto siamo creduloni, spesso ignoranti e manipolabili. La burla, nota anche come “beffa dell’avvelenamento da monossido di diidrogeno“, pur essendo solo uno dei tanti casi che vedono coinvolte fake news colossali, è diventata famosa per aver coinvolto anche esponenti governativi, ignari di quanto stesse realmente accadendo. Eppure, nonostante tutto ciò possa sembrare ridicolo, dietro questa farsa si nasconde una strana verità: l’acqua può davvero uccidere, e tra poco vi diremo il perché.

Come tutto ebbe inizio

La brillante idea di diffondere il panico tra la popolazione venne (come si ci potrebbe aspettare) a n gruppo di ragazzi. Gli studenti, che all’epoca frequentavano l’Università della California diedero il via alla loro impresa diffondendo dei volantini all’interno del campus. Da quel momento la notizia si diffuse a macchia d’olio. Basti pensare che in un’edizione del 1983 di April Fools ‘Day del Durand Express venne pubblicata la notizia secondo la quale “l’ossido diidrogeno” era stato trovato nelle condutture dell’acqua della città avvertendo la popolazione di quanto esso fosse fatale se inalato. Addirittura i vapori di questa sostanza “secondo gli studi” erano bollenti e altamente irritanti.

Come se non bastasse alla Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2010, alcuni delegati dell’Onu furono convinti a firmare una petizione-burla per la messa al bando del DHMO senza neanche sapere cosa fosse.

Ancora oggi è possibile reperire un elenco dei danni che l’acqua avrebbe causato. Per visitare il sito clicca qui.

(get-digital.it)

L’acqua può davvero uccidere

Ebbene sì, l’acqua può davvero uccidere e per farlo è necessario che ne vangano ingeriti più di cinque litri nell’arco di qualche ora. Ciò accade poiché un eccesso di H2O comporta una significativa riduzione dei livelli di sodio con conseguente sbilancio degli equilibri elettrolitici all’interno dell’organismo. Questo tipo di intossicazione, noto anche come “avvelenamento da acqua” può essere curato evitando di assumere ulteriori liquidi fino alla completa normalizzazione del bilancio idrico. L’utilizzo di diuretici può facilitare tale processo.

Ma è davvero possibile ingerire tutta quell’acqua? Beh, di certo bisogna avere uno stomaco molto largo, ma a volte questa non è l’unica soluzione: l’avvelenamento può infatti avvenire anche come conseguenza di un’anomalia nel funzionamento dell’ormone antidiuretico.

(ibseedintorni)

Il potere della disinformazione

Come difendersi da simili fake news? Non basta essere diffidenti, il segreto sta nella cultura! Usando la giusta terminologia e omettendo opportunamente alcuni dettagli rivelatori, infatti, si può far leva sull’emotività e l’ignoranza dei lettori. Questo fenomeno viene talvolta alimentato dagli stessi mass media ai quali attribuiamo una veridicità assoluta. Ebbene, spesso bisogna prestare più attenzione a ciò che non viene detto che a quanto è rivelato. Le omissioni, infatti, non equivalgono alle menzogne, non si dichiara il falso, bensì una parte della realtà è omessa per concentrare l’attenzione del lettore solo su alcuni aspetti. Quando vi informate dunque, non limitatevi a un singolo articolo, ma documentatevi attraverso più fonti per avere un quadro più ampio della situazione. Ricordatevi che leggere non fa mai male, ma in casi come questi, potrebbe anche salvarvi la vita.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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