Il trailer di Avenger: Endgame è già uscito e i fan della MCU non aspettano altro che arrivi aprile per prendere parte all’evento più importante di tutto il franchise. E’ bene quindi arrivare preparati e sviscerare ogni segreto dei personaggi. Il protagonista di oggi è Captain America e analizziamolo cercando di capire come assomigliarli.

Biografia del personaggio

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Captain America venne ideato nel 1941, in piena Seconda Guerra Mondiale, e fu uno degli elementi di propaganda, simbolo dei valori americani contro quelli nazifascisti. Il personaggio è inizialmente fisicamente gracile e debole ma desideroso di dare un contributo alla guerra. Riesce comunque ad entrare nel progetto che ha l’obiettivo di generare dei supersoldati e grazie ad un mix miracoloso (formula chimica ignota) del dott. Abraham Erskine si trasforma nel supereroe che conosciamo. In realtà, al mix è stata necessaria anche un’irradiazione da parte dei Vita-Rays, intensi raggi di energia. Ciò che accade dopo sceglietelo voi tra film e fumetti (che variano un po’).

Può la scienza creare un Captain America?

Se pensiamo al personaggio rispetto agli altri eroi della Marvel, è uno dei pochi o forse l’unico a non avere superpoteri. Non è un dio e non usa la tecnologia per combattere (fatta eccezione per lo scudo di vibranio). Ma la sua qualità sta nella straordinaria forza fisica, nella velocità e nell’elaborazione mentale. Insomma, un essere umano alle sue massime capacità. Dal punto scientifico, esistono dei geni che producono proteine coinvolte nell’aumento della massa muscolare e nel trasporto dell’ossigeno, requisiti fondamentali per una prestazione fisica ottimale. Secondo Sebastian Alvarado dell’università di Stanford  è possibile tramite strumenti come zinc finger e CRISPR/Cas9 amplificare l’attività di questi geni. Con problemi biologici e etici conseguenti.

CRISPR/Cas9

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Come funziona CRISPR/Cas9

Dell’innovativo metodo CRISPR/Cas9 ne abbiamo già parlato al Superuovo, sia riguardo alla battaglia dei brevettti sia delle bambine OGM che sono state generate. Questo strumento sfrutta un meccanismo naturale dei batteri nella difesa dai virus per generare dei tagli precisi nel DNA. Ciò permette quindi di modificare a piacimento alcune sequenze geniche in tempi relativamente brevi. E’ usato per la maggior parte dai ricercatori nello studio sui topi, ma non mancano ricerche curiose, come quella di George Church che sta cercando di riportare in vita il mammut dal DNA ritrovato nei resti.  

Secondo Zehr è possibile

Il prof. E. Paul Zehr dell’università della Victoria ha scritto un libro riguardo a ciò. Dopo aver parlato della forza di volontà e della disciplina di Batman e delle possibilità tecniche tramite Iron Man, si è concentrato anche su Captain America. Secondo Zehr, tramite la scienza medica come terapie ormonali, impianto di cellule staminali e ingegneria genetica, si potrebbe pensare di costruire un superuomo. Zehr porta l’esempio di Messi, il campione del Barcellona. Senza una terapia ormonale per permettergli di crescere pagata dal club stesso, probabilmente non avrebbe mai potuto giocare a calcio. Oppure le modifiche possono permettere all’uomo di sopravvivere nello spazio. Insomma le idee sono molte.

Da tutto ciò si evince che il desiderio di progresso dell’uomo è ancora ben radicato e cerca in tutti in modi di essere migliore di quello che è. Ora con le nuove tecniche scientifiche sembra esserci uno spiraglio di possibilità. Tuttavia i passi da fare sono ancora molti.

Alberto Martini


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