La storia romana dell’età imperiale è ricca di personaggi ambigui, dispotici, instabili. Scopriamo insieme chi era Nerone, l’imperatore che -forse- più di tutti ha lasciato parlar di sé attraverso i secoli.
![]()
Le testimonianze sull’operato di Nerone ci vengono raccontate da due importanti storici: Publio Cornelio Tacito e Gaio Svetonio Tranquillo. Grazie ai loro scritti, è possibile ricostruire non solo i fatti, ma anche i caratteri e i pensieri degli imperatori e dell’elitario circolo che si riuniva attorno a loro. Per quanto concerne Tacito, è negli Annales che descrive il principato di Nerone, mentre Svetonio ce ne parla nel libro VI del De vita Caesarum.
1. Questioni di famiglia
Lucio Domizio Enobarbo, più comunemente conosciuto come Nerone (Anzio, 15 dicembre 37 – Roma, 9 giugno 68) appartiene alla dinastia giulio-claudia, che governò Roma dal 27 a.C. al 68 d.C.. Ed è proprio con Nerone che si chiude la parentesi governativa delle famiglie Giulia e Claudia. Tale dinastia prende avvio con Augusto, il primo imperatore de facto, il quale -non avendo figli maschi e, quindi, eredi- ripiegò su Tiberio. Tiberio era il figlio di primo letto di Livia, la moglie di Augusto, e venne succeduto da Caligola, figlio di Germanico.
Se il prozio Tiberio era stato un buon amministratore e un valido comandante militare (l’unica sua macchia pare essere stata l’avvelenamento di Germanico), Caligola -al contrario- fu un tiranno folle e sanguinario, che prima ancora di salire al trono uccise il potenziale rivale, il cugino Tiberio Gemello. A Caligola -ucciso in una congiura- successe Claudio, fratello di Germanico e, quindi, zio di Caligola stesso.
Claudio fu un accorto amministratore, sempre rispettoso del Senato, forse fin troppo ingenuo: fu succube, infatti, delle mogli: Messalina, prima, Agrippina, poi. Valeria Messalina era celebre per la sua dissolutezza dei costumi, venne condannata a morte dallo stesso Claudio per aver pianificato un attentato contro l’imperatore. L’ultima moglie, Agrippina Minore (figlia di Agrippina Maggiore e di Germanico), convinse Claudio ad adottare il figlio di primo letto, Nerone.
Degni antenati di Nerone sono stati Caligola -condannato poi alla damnatio memoriae- e, ancor prima, Tiberio (accusato di aver avvelato Germanico, marito di Agrippina Maggiore, padre di Agrippina Minore e nonno di Nerone; e di avere esiliato o lasciato morire i figli di Agrippina Maggiore) e, ovviamente, la madre di Nerone, Agrippina Minore.

2. Tale madre, tale figlio
Agrippina Minore – figlia di Germanico e di Agrippina Maggiore– sposò giovanissima Gneo Domizio Enobarbo, di trent’anni più grande di lei. Da quest’unione nacque Nerone. Successivamente, sposò – in terze nozze- l’imperatore Claudio, suo zio, e lo convinse ad adottare Nerone; poco dopo, avvelenò il marito per favorire l’ascesa al trono del figlio.
Inizialmente, Nerone avrebbe dovuto governare congiuntamente con Britannico, figlio di Claudio e Messalina. Ma, misteriosamente, Britannico venne a sua volta avvelenato, probabilmente dalla stessa Agrippina, in modo tale che Nerone non avesse rivali.
Agrippina fu una donna straordinariamente astuta, aveva un carattere deciso e una grande sete di potere. Non voleva semplicemente essere la moglie di un imperatore (Claudio) o la madre di un imperatore (Nerone), no, ella ambiva a divenire una sorta di imperatrice: infatti, alla morte di Claudio, quando salì il giovane Nerone sul trono, appena diciassettenne, era effettivamente Agrippina ad avere le redini dell’impero. Voleva controllare tutto, anche il figlio. In realtà, vi riesce fino a quando Nerone -ormai stanco di vivere sotto il suo giogo- decide di eliminarla nel 59 d.C.

3. Le complicate vicende sentimentali di Nerone
Come abbiamo visto, Nerone era costantemente sottomesso all’influente personalità materna. Agrippina interveniva anche nelle questioni di cuore del figlio e arriverò a scontrarsi con l’altrettanto decisa personalità di Poppea Sabina, seconda e ultima moglie di Nerone.
Per tutta la sua vita, Nerone ebbe rapporti irregolari con le donne: la sua prima moglie fu Claudia Ottavia (figlia di Claudio e Messalina, e sorella di Britannico) che, però, non riuscì dare eredi a Nerone e per tale motivo venne ripudiata, esiliata e poi uccisa, nel 62 d.C..
“Scacciò Ottavia, col pretesto della sterilità e subito sposò Poppea” (cit, Tacito, Annales, libro XIV).
Entra, così, in scena Poppea Sabina: sia Poppea, sia Agrippina erano ambiziose e senza scrupoli. Agrippina temeva che Poppea potesse rappresentare un pericolo per l’intero apparato imperiale e cercò più volte -invano- di persuadere Nerone a liberarsi di lei.
Poppea aveva sposato, dapprima, Otone, grande amico di Nerone. I due, entrambi innamorati di Poppea, per un po’ di tempo, raggiunsero un compromesso e decisero di condiverLa: Poppea apparteneva a entrambi.
Il rapporto tra Nerone e Otone si ruppe quando Nerone -divenuto intollerante già nei confronti della madre- aveva deciso di sposare Poppea. Otone, da parte sua, si rifiutò di divorziare da Poppea e perciò venne allontanato dalla corte.
Poppea era una donna esigente e manipolatrice, le sue abilità persuasive contribuirono a insinuare in Nerone la volontà di uccidere la madre.
Alla fine, anche Poppea verrà eliminata: dopo aver dato alla luce una bambina, poco prima di partorire il secondo figlio, Nerone la farà uccidere (non tutte le fonti, però, concordano su questo punto).

4. Madre che seduce il figlio
Agrippina aveva capito da tempo, ormai, che il suo posto a corte era minato dalla presenza di Poppea. Alcune fonti ci dicono che era davvero pronta a tutto pur di non rinunciare al suo status. Tacito afferma, sempre nel libro XIV degli Annales, riprendendo come fonte Cluvio, che Agrippina era addirittura pronta a sedurre il figlio, pronta all’incesto. L’autore, però, sottolinea che probabilmente si tratta di una calunnia, anche perché Fabio Rustico attribuisce l’infame desiderio non ad Agrippina, ma a Nerone.
A ogni modo, pare che Agrippina durante un banchetto si sia offerta più volte al figlio ubriaco. Seneca, vedendo i baci lascivi tra madre e figlio, avrebbe fatto chiamare una liberta, Atte, con lo scopo di distrarre Nerone e di informalo del piano della madre. Così, da quel giorno Nerone fece di tutto per evitare di rimanere da solo con Agrippina.

5. Uccisione della madre
Poppea aveva capito che Nerone non avrebbe mai ripudiato Ottavia se avesse continuato a seguire tutti i consigli della madre.
Dopo che Poppea aveva portato Nerone a riflettere su quanto la madre lo stesse condizionando, schernendolo di continuo e chiamandolo pupillum, Nerone – anche in seguito al presunto tentativo di incesto- decise di eliminare la madre. Il matricidio segnò la svolta nel principato neroniano, la fine del quinquennio felice.
Nel marzo del 59 d.C Agrippina venne assassinata su ordine del figlio, forse su consiglio del prefetto del pretorio Afranio Burro e, soprattutto, del suo maestro, Seneca.
Il piano per eliminarla fu molto sofisticato,organizzato nei minimi dettagli, grazie alle ingegnose idee del liberto Aniceto: per non destare sospetti, si pensò di inscenare un finto naufragio. Agrippina, però, riuscì a sfuggire, evitando di rimanere schiacciata dalle travi dell’imbarcazione e saltando prontamente in acqua, raggiungendo la costa e, da lì, la sua villa.
Grazie ai suggerimenti di Burro, Seneca e Aniceto, alla fine Agrippina venne uccisa nelle sue stanze. Nerone inviò Aniceto, il trierarco Erculeio e il centurione navale Obarito che colpirono Agrippina prima con dei bastoni e poi le trafissero il ventre.
Le sue ultime parole sarebbero state: “Colpisci qui!” (Tacito), indicando il ventre che aveva portato in grembo di Nerone.
6. Nerone era davvero così crudele?
Nerone è veramente uno dei personaggi storici più controversi: moltissimi hanno scritto su di lui, sulle sue imprese, sulle sue decisioni discutibili a livello sociale, economico, urbanistico (es. incendio del 64 d.C., accusa dei cristiani e conseguente persecuzione), sulle sue malefatte (uccisione delle mogli, della madre; eliminazione di avversari politici, congiurati e sospettati, filosofi e pensatori).
La maggior parte degli storici antichi lo dipinge come un personaggio negativo, come un despota megalomane, assetato di potere e di vendetta.
Oggi, invece, gli storici tendono a ridimensionare la sua crudeltà e a sottolineare anche le sue qualità: non si può certo negare che fosse un individuo piuttosto instabile (vedi fine del quinquennio felice), ma fu anche un appassionato di poesia e di sport, interessatissimo alla cultura greca e grande mecenate di tutte le arti, promotore di lavori pubblici e accorto nelle finanze.