Dal naufragio a largo delle coste turche alle sventate morti in mare dell’Eneide

Il naufragio del 17 Giugno in pillole

Non cessano i naufragi dei disperati migranti. Solo che questa volta l’attenzione non è puntata su di loro. Il rischio che l’Italia possa essere sottoposta ad una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea sembra aver raffreddato l’opinione pubblica e mediatica riguardo l’aspetto migranti. Eppure altre persone hanno perso la vita, il giorno 17 Giugno, poco lontani dalle coste di Bodrum, in Turchia. Secondo quanto riportano alcune fonti giornalistiche locali, il gommone stava procedendo tranquillamente in direzione della Grecia (forse verso le isole) quando improvvisamente si è rovesciato.

Pronto è stato l’intervento della Guardia costiera turca, che è riuscita a salvare circa 31 persone. I corpi ritrovati senza vita ammontano a una dozzina e sono stati recuperati dal relitto del natante a 32 metri di profondità. Non si sa ancora se le autorità locali siano riuscite nel difficile intento di stabilire il numero esatto di naufraghi.

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La morte dell’etica

…E pensare che cercavano di raggiungere le coste della Grecia, la madre della letteratura, affettuosa e docile nei confronti di chi non vuole violarne le sue bellezze. Omero la esaltava e la faceva conoscere al mondo. Successivamente, durante l’egemonia romana, la penisola italica tutta vi si rivolgeva in un rapporto di amore e odio. Virgilio l’apprezzava a tal punto da scrivere l’Eneide sulla scia dei due poemi epici omerici. Vi chiederete, forse, dove stia andando a parare. Orbene, all’interno del IX libro dell’Eneide è raccontato uno straordinario prodigio: la trasformazione delle navi troiane in ninfe durante un attacco dei Rutuli. Il fuoco che sta per incendiare le navi troiane sta alle stesse navi come la noncuranza e la poca comprensione nei confronti dei migranti stanno ai gommoni che ogni giorno si rovesciano in mare.

 

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Questa volta, però, non ci saranno né GioveCibele a garantire la salvezza di anime innocenti, perché siamo noi, in questo momento storico più che mai, ad essere artefici del nostro destino. L’attenzione nei riguardi della vita umana dovrebbe essere ai massimi livelli, invece l’individualismo sembra regnare sovente sullo sfondo di quella che sembra essere una cruenta lotta Eneidiana. Ma l’aristia dell’individualismo non si ferma qui. Si espande alla stessa stregua del sangue dei migranti nel mare. Certo, farebbe meno male continuare a non rendersene conto e immaginare il mare come una semplice distesa d’acqua dominata da volti virginei che nuotano “delphinum modo” (a guisa di delfini).

Mattia Vitale

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