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Da dove prende ispirazione la legge Basaglia? Scoprilo con l’esperimento di Kingsley Hall

Da dove prende ispirazione la legge Basaglia? Scoprilo con l’esperimento di Kingsley Hall

La legge Basaglia, legge 180/1978, portò alla chiusura dei manicomi. Lo scopo della legge fu quello di dare dignità ai malati psichiatrici.

La dignità che la legge Basaglia restituì ai malati psichici fu quella di riconoscere la centralità della persona in tutti i casi. Franco Basaglia, da cui prende il nome la legge in questione, era uno psichiatra, neurologo e docente italiano. La sua riforma della disciplina psichiatrica si ispirò, in parte, all’opera dello psichiatra Laing.

Da dove nasce l’idea della legge Basaglia?

Lo stesso Basaglia, in merito alla discussione di questa riforma, disse:

«Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c’è un altro modo di affrontare la questione; anche senza la costrizione.»

È doveroso dire che Basaglia più di tutto si ispirò al lavoro dello statunitense Thomas Szasz. Tuttavia, anche l’opera dello scozzese Laing orientò tutta la rivoluzione psichiatrica nel mondo, fra cui quella di Franco Basaglia. Il lavoro di Laing diede fondamento, in Italia, alla critica delle istituzioni manicomiali.

Kingsley Hall: una cultura antipsichiatrica

Ronald David Laing, definito da molti l’antipsichiatra, iniziò a valorizzare sempre di più la dimensione intersoggettiva della relazione fra terapeuta e paziente e iniziò a portare avanti l’idea che ci dovesse essere una cura maggiore nella relazione fra paziente e medico.

Il 1965 segnò, grazie al lavoro di Laing, l’inizio del primo esperimento di comunità terapeutica per pazienti psicotici, luogo alternativo all’ospedale psichiatrico. L’esperimento in questione fu quello di Kingsley Hall.
Kingsley Hall era un centro sociale nell’East End londinese. Questa prova sociale è da allora di ispirazione per centinaia di psichiatri, psicoanalisti, intellettuali e artisti (Laing aveva uno spiccato spirito artistico, veniva infatti considerato il poeta che ebbe una breve parentesi psichiatrica).

Laing descrisse così lo spirito di questa iniziativa:

“Diversi di noi vivevano con un certo numero di persone ‘psicotiche’, che altrimenti sarebbero state in manicomio o in unità psichiatriche, e trattate di conseguenza. Tra noi non c’erano né staff, né pazienti, né porte chiuse a chiave, né terapie psichiatriche per bloccare o modificare gli stati mentali. Il comportamento trasgressivo per qualunque ragione e di qualunque tipo, era disapprovato. In questo, come in ogni altra occasione, correvamo i nostri rischi”.

La portata storica di Kingsley Hall

La portata storica di questo esperimento fu quella di elaborare una cultura antipsichiatrica innovativa. L’esperimento voleva mostrare l’attuabilità del modello di Laing nella cura della psicosi e contribuire inoltre al processo di crescita e di liberazione per i pazienti psicotici.

Nei primi 4 anni dell’esperimento (durò 5 anni), a Kingsley Hall, abitarono 113 persone (75 uomini e 38 donne) fra i 16 e i 60 anni. Di questi 43 non erano mai stati diagnosticati come pazienti psichiatrici, mentre, dei restanti 70, circa la metà erano stati ricoverati in ospedali psichiatrici. Le regole comunitarie, al principio, avevano come comune denominatore la responsabilità personale ed erano modificate ogni qualvolta ve ne fosse bisogno. Le linee guida di questo esperimento furono quelle di alleviare le malattie mentali e in particolare la schizofrenia, incoraggiare la ricerca delle cause delle malattie mentali, fornire una residenza è un aiuto finanziario formare professionalmente uomini e donne che potessero curare malattie mentali e cambiare il modo di avere a che fare con questi pazienti.

Che risultati ebbe questo esperimento? I risultati furono notevoli. In particolare divenne famoso il caso di una donna, Mary Barnes, a cui era stata diagnosticata la schizofrenia. Mary Barnes fu incoraggiata ad essere folle, ad esaudire ogni suo desiderio. Con il tempo le manifestazioni della schizofrenia diminuirono e Mary Barnes diventò una famosa pittrice, scrisse anche un libro intitolato Viaggio verso la follia. Uno degli aspetti però controversi di questo esperimento fu il presunto uso di LSD, come farmaco, all’interno di Kingsley Hall. Il risultato fu quello di attirare molti senzatetto e tossicodipendenti, tanto che la struttura in seguito dovette essere chiusa.

Non si arrivò mai a delle vere e proprie conclusioni, da parte di Laing, su questo lavoro. Quello che è certo è che alcuni pazienti guarirono. È altrettanto certo che il lavoro di Laing fu uno di quelli che diede il via ad una concezione completamente nuova e più umana della cura dei pazienti psichiatrici.

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