Il Superuovo

Cosa sono davvero i miracoli? Rispondono il film “Si accettano miracoli” e i filosofi razionalisti

Cosa sono davvero i miracoli? Rispondono il film “Si accettano miracoli” e i filosofi razionalisti

Cosa sono davvero i miracoli e qual è il modo corretto per interpretare queste “azioni straordinarie”?

Da sempre filosofia e teologia dibattono per cercare di dare una corretta interpretazione dei numerosi eventi “miracolosi” considerati dall’una lacuna della ragione umana e dall’altra espressione dell’onnipotenza di Dio.

“Si accettano miracoli”

Si accettano miracoli è un film del duemila quindici diretto ed interpretato da Alessandro Siani. La pellicola racconta la storia di Fulvio Canfora, uomo senza scrupoli che, grazie al suo ruolo da vicedirettore di una prestigiosissima azienda, ha sempre licenziato i dipendenti trattandoli male. La vita dell’uomo cambia radicalmente quando è lui ad essere licenziato, infatti, reagendo d’impulso finisce col dare una testata al direttore facendosi arrestare. Dopo un breve periodo di detenzione, Fulvio viene rilasciato ed affidato al fratello Germano, parroco e dirigente di una casa famiglia di Rocco di Sotto. La parrocchia gestita da Germano, però, è oramai diroccata e prossima alla chiusura, così, Fulvio, decide di inventarsi un miracolo facendo lacrimare la statua di San Tommaso apostolo. Il fenomeno attira molti turisti e la piccola parrocchia riesce a racimolare parecchi fondi. Il vaticano, informato dell’evento miracoloso, invia i suoi vescovi per verificare l’autenticità del miracolo; scoperto l’inganno la statua viene prelevata dalla chiesa e portata via ma, a causa di un guasto ai freni della macchina, i vescovi del vaticano finiscono sul guard-rail e la statua di San Tommaso finisce in mare impedendo agli uomini di chiesa di smascherare “il miracolo”.

Il miracolo di Fulvio

Il vero miracolo a cui allude il titolo del film è Fulvio; presentato come un uomo cattivo e senza scrupoli il giovane imprenditore riuscirà, grazie allo stratagemma ideato per raccogliere fondi per la piccola parrocchia del fratello, a stravolgere la sua vita. Grazie al miracolo della statua, infatti, Fulvio riesce a riavvicinarsi al fratello Germano e a trovare il vero amore. Durante tutta la pellicola, il miracolo della statua di San Tommaso fa soltanto da sfondo al “vero miracolo” che è il processo di cambiamento che si innesca in Fulvio nel momento in cui mette piede nel piccolo borgo di Rocco di sotto. Grazie all’affetto di suo fratello e all’amore di Chiara (una ragazza cieca che si occupa dei bambini nella casa famiglia gestita dal parroco) il giovane imprenditore matura riuscendo a diventare un uomo migliore.

Il miracolo tra teologia e filosofia

La parola “miracolo” deriva dal latino “miraculum” e significa letteralmente “cosa meravigliosa”; in teologia il miracolo rappresenta un evento straordinario operato da Dio al di sopra delle leggi della natura. All’interno della Bibbia sono molti gli eventi che vengono presentati come miracolosi ma è necessario fare una distinzione tra religione ebraica e cristiana: la religione ebraica, infatti, tiene conto soltanto del vecchio testamento, quella Cristiana, invece, legge il vecchio testamento come una prefigurazione di ciò che sarà ritenendo fondamentali gli eventi del nuovo testamento e, in particolare, i miracoli compiuti da Gesù di Nazareth. Anche la filosofia ha tentato di dare una risposta concreta per cercare di capire cosa siano realmente i miracoli e una delle interpretazioni più interessanti è quella data da i filosofi razionalisti; quest’ultimi, infatti, identificano il creatore con le leggi da lui create, dunque, il miracolo non è un evento straordinario, ma un evento che gli uomini non sono capaci di spiegare poiché non possiedono ancora una conoscenza esaustiva delle leggi naturali che governano il mondo. L’atto straordinario diviene, dunque, una mera ammissione di ignoranza da parte della ragione umana che riconosce di non aver ancora raggiunto una conoscenza “assoluta” delle leggi che governano il cosmo.

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