Il Superuovo

Cosa dobbiamo fare per vivere appieno? Ce lo spiegano Ligabue e Orazio

Cosa dobbiamo fare per vivere appieno? Ce lo spiegano Ligabue e Orazio

Cosa significa per te vivere? Hai mai trovato o cercato una risposta?

L’uomo deve trovare un senso alla vita quando il sentimento del tempo si fa pressante sulla pelle e non vede più la morte come un insetto posato sul cappotto da far volar via ma come un fiore che cresce in lui ogni giorno e ogni giorno si prepara a fiorire. La morte, come afferma Seneca, non si consuma in un solo istante ma ci accompagna per tutta la vita, prende una parte di noi trascinandola nell’abisso del tempo istante dopo istante.

Dicono che tutto sia comunque scritto quindi tanto vale che non sudi

Ligabue nella canzone Happy Hour provoca l’ascoltatore con frasi forti e polemiche. Se la vita fosse già stata scritta, determinata allora perché dovremmo affaticarci, sudare per raggiungere un qualcosa che in qualche modo non ci appartiene? L’opinione di coloro che hanno paura di vivere, che rinchiudono la loro esistenza in sillogismi errati, risuona nelle parole del cantante. La nostra vita è un appiglio verso l’oltre, l’unico fiammifero che abbiamo per poter trovare nel buio il sentiero della verità che si cela dietro l’apparenza ingannevole delle cose. Se tutto fosse determinato in un binario da seguire l’uomo perderebbe la sua libertà e tutto diverrebbe necessario e quindi giustificabile. Non esiste una giustificazione al male, ogni uomo ha un dovere sia morale che civile da rispettare in quanto creatura libera. La vita scorre e Ligabue ci invita a vivere un’ora di felicità, fuori dal tempo e dagli obblighi che la società impone. Ci chiama ad alzarci dal nostro trono di bugie, di false giustificazioni e trovare la piena dimensione del mondo, non da eterni sconfitti ma da effimeri vincitori.

Orazio ci pone una domanda: nella vita è più importante la virtù o il denaro?

Per Orazio è più giusto indirizzare la vita verso la strada della virtù, della conoscenza filosofica e morale. Nella società romana in cui Orazio viveva si privilegiavano la ricchezza e la carriera. L’uomo romano era corroso da vizi tra cui l’ambizione politica. Era pronto ad affrontare qualsiasi pericolo e difficoltà per raggiungere un’effimera ricchezza materiale che, secondo il Poeta, non può regalare felicità alla vita quanto la filosofia, fonte di nutrimento dello spirito. Per diventare consoli gli uomini erano disposti a tutto, invece per raggiungere la saggezza e per trovare un timone che guidasse lo spirito, lo mantenesse saldo nelle difficoltà del vivere, non spendevano nulla, nemmeno un po’ di fatica. Orazio ci invita ad ascoltarci, a nutrire la nostra anima, perché l’uomo non è solo carne ma è anche spirito.

Il sentimento del tempo che passa ci spinge a vivere

Quando abbiamo un po’ di tempo libero lo passiamo davanti a uno schermo, in silenzio. Il tempo passa, il sole tramonta stendendo un tappeto alla luna. Siamo ancora davanti a uno schermo, guardiamo fuori dalla finestra e in un lampo è già buio. Illuminati sempre da una luce artificiale non ci accorgiamo di star sprecando gli istanti della nostra vita che cadono inesorabili uno dopo l’altro inghiottiti dal tramonto. La tecnologia è un modo per non pensare, per cancellare la malinconia, ma quanto vediamo che il sole fuori dalla finestra non c’è più ci assale il vuoto, l’angoscia del non saper vivere. Il sentimento della morte sempre più vicina e la consapevolezza del cattivo uso del tempo concesso, ci invitano a scavare dentro di noi, ad accudire e nutrire lo spirito. Cosa significa per noi vivere? È una domanda scomoda ma non possiamo non rispondere. Alcune illusioni potrebbero essere verità ma spesso il pensare di possedere verità è un illusione.

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