Nella Repubblica del Congo bambini nati con disabilità o malformazioni sono accusati di essere stregoni. Vengono discriminati, abbandonati, maltrattati, torturati o addirittura uccisi. Obbligati a partecipare ai riti di fatiscenti guaritori che si fanno pagare somme esagerate per una presunta capacità di poterli curare, alimentando così il business dell’esorcismo.

Persecuzione di individui sospetti di esercitare poteri oscuri o avere correlazione con forze infernali da cui ricevono poteri per danneggiare persone, animali o cose; costretti a subire violenze e esorcismi da parte di fatiscenti guaritori. Caccia alla stregoneria durante il medioevo? Purtroppo no, è la descrizione di ciò che avviene oggi nella Repubblica democratica del Congo.

Orfani o abbandonati dalla famiglia perché nati con un qualche disabilità o malformazione (o semplicemente poiché albini o gemelli) vengono chiamati “enfant sociers” e sono accusati di esercitare poteri occulti. Negli ultimi anni, come conferma uno studio dell’Unicef, si è registrato un aumento di accuse di stregoneria nei confronti di questi bambini, specialmente nei paesi dell’Africa nera come Angola, Benin, Camerun, Repubblica centrafricana e Repubblica del Congo.

In particolar modo in Congo si evidenzia la presenza di una serie di personaggi: i guaritori, i quali sostengono di essere in grado di poter curare questi bambini dal maligno. Si fanno pagare circa 150 euro per questi fatiscenti rituali (una somma importante per la popolazione di un paese come il Congo). Molti in questi rituali perdono la vita, altri preferiscono vivere in strada per scappare da queste barbarie. A Kinshasa, metropoli di oltre 10 milioni di abitanti e capitale della Repubblica Democratica del Congo, i bambini che sopravvivono in strada sono circa 30mila. (fonte fanpage.it)

Esattamente come al tempo della caccia delle streghe durante il medioevo, basta poco per essere accusati di stregoneria: un sonno agitato, un atteggiamento troppo indisciplinato o malattie come l’epilessia. E una volta che viene mossa un’accusa del genere non c’è modo di salvarsi, non si può dimostrare la propria innocenza seppur evidente.

La cultura Bantù, prevalente in diverse zone del Paese, attribuisce grande importanza al ruolo dei mediatori che sanno evocare il favore degli spiriti, comunicare con l’altro mondo e in questo modo ricevere potenti forze vitali scrivono Helena Pérez e Casimira Benge, autrici del rapporto Unicef. ”Questa forza è chiamata Kundu, ma se viene manipolata per scopi distruttivi o per interessi personali che non sono quelli della comunità, si trasforma in forza negativa: Kindoki, o stregoneria. Adesso questi bambini, ritenuti colpiti dal Kindoki, sottoposti a ogni tipo di sopraffazione, devono recuperare il diritto a una crescita senza violenza”. (fonte lastampa.it)

La causa principale in questo caso non può essere ricercata nella tradizione di queste popolazioni, anche se la stregoneria ha da sempre rappresentato un problema diffuso, ha iniziato a interessare i bambini solo all’inizio degli anni novanta. Le motivazioni di questo fenomeno sono molto più complesse e di profonda natura economica. Bisogna tenere conto anzitutto della guerra civile che ha dilaniato il paese per diversi anni, smembrando famiglie, costringendole allo sgombero forzato da villaggi abitati da sempre. Questa situazione ha ridotto molte popolazioni a uno stato di miseria e le condizioni economiche sono peggiorate notevolmente. Altro elemento da cui deriva la situazione attuale è il proliferare delle sette religiose, in particolare di quelle appartenenti al movimento pentecostale e profetico. Sono proprio i pastori di queste chiese a essere decisi nella persecuzione ai bambini. In cambio di denaro, i pastori propongono poi la “cura dell’anima”, ovvero, la guarigione divina e la liberazione del bambino. E’ quindi il business dell’esorcismo, uno dei nuovi problemi che l’Africa si trova ad affrontare.

-pincorno