Il Superuovo

Come vivere felici? Rispondono Epicuro e ”Il suonatore Jones” di Fabrizio De André

Come vivere felici? Rispondono Epicuro e ”Il suonatore Jones” di Fabrizio De André

Vivere una vita felice è uno dei più antichi e ambiziosi traguardi che l’uomo ha sempre voluto raggiungere. Scopriamo cosa dicono Epicuro e De André sulla questione.

L’etica di Epicuro e il brano musicale ”Il suonatore Jones” di Fabrizio De André offriranno delle risposte alla nostra domanda, che per certi aspetti sono analoghe nonostante la distanza di tempo che li separa.

Epicuro e l’etica

Epicuro fu un filosofo, vissuto nell’Antica Grecia tra il 341 a.C. e il 271 a.C., fondò la sua scuola chiamata il ‘Giardino’ in cui si svolgeva pratica filosofica insieme ai suoi discepoli. Secondo gli scritti di Diògene Laèrzio, compose circa trecento opere, ma a noi è giunto ben poco: tre lettere, una raccolta di massime e sentenze e una serie di frammenti. Nella lettera sulla morale/felicità (a Erodoto) viene riassunta la sua parte della dottrina legata all’etica.

Il rimedio per la felicità, secondo Epicuro, si ricava dalla celebre sistemazione definita il tetrafarmaco che si suddivide nei seguenti punti:

  1. non aver timore degli dèi: essi vivono incuranti del mondo e degli uomini, quindi ritenere che intervengano con premi e castighi è un inutile fonte di turbamento;
  2. non aver paura della morte: quando ci siamo noi, non c’è la morte, e quando c’è la morte non ci siamo più noi;
  3. considera il piacere facilmente conseguibile: bisogna orientarsi verso quei desideri che vengono perseguiti in vista della felicità (come la filosofia e l’amicizia) o in vista del benessere del corpo (come mangiare, bere) che Epicuro definisce naturali e necessari, limitare quelli naturali e non necessari (come l’amore) ed escludere quelli considerati vuoti, ovvero quei desideri che non possono mai essere soddisfatti e portano ad una continua e morbosa ricerca di qualcosa in più (come la ricchezza, la fama e il potere);
  4. considera il dolore fisico facilmente tollerabile, o tale da scomparire con la morte stessa.

Saggio, e dunque felice, è colui che, applicando l’ideale del tetrafarmaco alla sua esistenza, raggiunge lo stato di imperturbabile tranquillità d’animo (atarassìa) e di assenza di dolore (aponìa).

 

Fabrizio De André e ”Il suonatore Jones”

De André è un cantautore italiano che, nel 1971, pubblicò l’album ”Non al denaro non all’amore né al cielo” a cui si ispirò ad alcuni personaggi dell’ ”Antologia di Spoon River”, una raccolta di poesie di Edgar Lee Masters.

Libertà l’ho vista dormire
Nei campi coltivati
A cielo e denaro
A cielo ed amore
Protetta da un filo spinato
Libertà l’ho vista svegliarsi
Ogni volta che ho suonato
Per un fruscio di ragazze
A un ballo
Per un compagno ubriaco
L’ultimo brano tratta di un suonatore di nome Jones che vive per la musica, rifiutando di lavorare coltivando i campi, in cui la libertà dorme protetta da un filo spinato. Non suona per mestiere, suona per gli altri e per sé stesso senza farsi pagare, perché lo rende libero e dunque felice. Il brano si conclude con la sua morte, povera e senza alcun rimpianto.
De André ad un’intervista disse:
”[…] ci sarà un personaggio, Jones il suonatore, che farà da contrappeso agli altri; sarà lui a indicare la vera via alla felicità. Vive in campagna, lontano da tutto e da tutti, assaporando la meravigliosa musicalità che si esprime dalla natura. La morale del “mio” Spoon River è quindi ‘contentarsi di poco per vivere felici’. Proprio come dice Jones il suonatore.”

Analogie tra i due e applicazioni nella società attuale

Da entrambi si deduce che per vivere felicemente è sufficiente vivere in modo temperato, esulando da tutto ciò che ci può turbare l’anima o sottrarre la libertà. Perciò, la felicità che qui si evince coincide con un edonismo ”moderato”,  cioè ricercando il piacere catastematico (o statico), che quindi, in assenza di turbamenti e sofferenze, garantisce una vita stabilmente felice.

Nella società odierna, in cui il consumismo è portato all’eccesso e siamo sommersi da pubblicità che ci spingono ad avere infiniti bisogni da colmare (che portano a soli ”picchi” di euforia, quindi a piaceri dinamici che svaniscono dopo un breve lasso di tempo) e lavorare almeno otto ore al giorno è la normalità, giungere ad una vita serena e felice sembra essere controcorrente.

https://www.youtube.com/watch?v=dqoM2V7dyTE

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: