Il Superuovo

Come si manifesta la follia nell’uomo? Rispondono Norman Bates e Catilina

Come si manifesta la follia nell’uomo? Rispondono Norman Bates e Catilina

Il tema della follia è una delle costanti del genere umano e se ne sono registrati esempi fin dall’antichità.

La celebre scena della doccia di Psyco (Fonte: Ciak Magazine)

Il protagonista di Psyco, Norman Bates, è chiaramente un folle e ha dei comportamenti che lo avvicinano a quanto descritto da Sallustio per Catilina, nella sua monografia “De Catilinae Coniuratione”.

Chi è Norman Bates?

Norman Bates all’apparenza è un normalissimo cittadino americano. Gestisce un motel nei pressi di una strada e abita con la madre nella casa affianco ad esso. Fin dalle sue prime apparizioni nel film però si inizia a notare qualcosa di strano in lui. Dapprima pare gentile e premuroso verso Marion Crane, la ragazza che capita in una notte di temporale presso il suo motel. Già il suo aspetto, in particolare gli occhi un po’ scavati, può però avere qualcosa da dire in contrario. È inoltre scostante, si innervosisce rapidamente e termina questa climax ascendente arrivando a spiare la sua ospite mentre si cambia. Fin qui solo stranezze. Nella notte però una misteriosa figura pugnala a morte Marion e sarà Norman a seppellire il cadavere. Nel frattempo la sorella di Marion e un investigatore privato presumono sia la madre l’assassina, teoria che sembra confermata quando l’investigatore non fa ritorno dalla dimora di Norman. La verità e la follia dell’uomo si scoprono solo avanti nel film. Norman in non vive con la madre, come sosteneva, ma completamente solo. La presenza della madre è una sua proiezione mentale, nata dal suo legame con lei e dal senso di colpa per averla uccisa, insieme al suo nuovo compagno, dopo la morte del padre. Si è trattato dunque della personalità della madre che ha ucciso Marion, incapace di accettare che il figlio potesse provare una qualche attrazione per un’altra donna. La sua follia sta in questo sdoppiamento della personalità, che lo rende da innocuo all’apparenza, violento e pericoloso.

Catilina, solo in senato, nel celebre affresco di Cesare Maccari (Fonte: Cronistoria-Altervista)

Chi era Catilina?

Lucio Sergio Catilina era un aristocratico romano, deciso a tutti i costi a diventare console. Dopo aver fallito con i mezzi della democrazia decise quindi di ricorrere alla violenza e di progettare un colpo di stato. Sallustio nel suo resoconto vaglia attentamente tutta la vicenda, soffermandosi in particolare sulla figura di questo anti-eroe. Celebre è il ritratto che ne dà nel capitolo V: fin dalla giovinezza è dedito alla violenza e alla discordia; interessante è la doppia aggettivazione “simulator ac dissimulator” che può essere reso alla lettera come dissimulatore e simulatore, colui che finge prima una cosa, poi un’altra, mostrando non solo poca coerenza ma anche una certa incostanza. Poco dopo si parla del suo “vastus animus”, animo vasto. Questo aggettivo ha in questo caso una connotazione negativa, non si intende un animo grande ma che non conosce limiti, né spaziali, né di moderazione, tanto inquietante quanto appunto vasto. Per concludere il ritratto Sallustio riporta come “lubido maxuma invaserat rei publicae capiendae”, ossia come un’enorme desiderio di prendersi lo Stato lo aveva invaso. La lubido non è solo un desiderio, bensì un attaccamento morboso e colmo di istinto primitivo, senza freni, verso un obiettivo. Da qui si evince già come Sallustio, al lettore attento, volesse presentare un nemico dello stato non solo pericoloso, ma anche distante dalla normalità di un qualsiasi cittadino. Più avanti si dirà anche della sua incostanza, non solo mentale con preoccupazioni e paranoie che non lo lasciavano riposare, ma anche fisica, nell’aspetto e nell’andatura.

I tratti comuni

Tra queste due figure ci sono diversi punti di contatto. In primis nell’aspetto: entrambe le figure hanno gli occhi scavati, primo indice di instabilità. Sono entrambe scostanti, poco coerenti, dedite all’ira e alla paranoia. Tanto Norman, quanto Catilina non trovano tregua da diverse preoccupazioni: il primo dal senso di colpa che lo ha fatto impazzire, il secondo dal suo folle piano di distruzione e dalle nefandezze che sta realizzando per attuarlo. Entrambi nella loro visione distorta e folle del mondo sono pronti a incriminarsi e anche ad andare incontro alla propria fine pur di soddisfare i loro istinti interiori e la loro follia. Norman Bates sarà arrestato senza difficoltà e la sua parte razionale sarà completamente distrutta a favore di una totale vittoria della parte-madre. Catilina sarà vinto dall’esercito romano, ma pur consapevole di ciò in senato non esita a dire che estinguerà il suo fuoco con la rovina dello stato.

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