Il film “Come ti divento bella”(in lingua originale “I feel pretty”) si basa sulla storia di una ragazza chiamata Renè, la quale dopo aver sbattuto la testa inizia a vedersi con il corpo di una modella.

Questa ragazza continuava a focalizzarsi sui suoi difetti, nello specifico sul peso, mentre dal momento esatto in cui inizia a sentirsi bellissima nasce in lei una nuova confidenza e un nuovo approccio alla vita. Nel momento in cui si comportava come se fosse invisibile tendeva a risultarlo davvero, mentre quando inizia a essere sicura di sé, comincia a mostra il suo carattere spumeggiante e le sue qualità, facendosi notare.

Ovviamente nel film il fenomeno viene reso in modo un po’ parodistico e comico, in modo da rendere la pellicola più divertente, ma viene resa l’idea di come la visione che abbiamo di noi stessi possa incidere drasticamente sul nostro comportamento e su quello degli altri nei nostri confronti.

Come influisce il modo in cui ci si vede sul comportamento?

Il modo in cui pensiamo a noi stessi si riflette molto sul nostro comportamento: un basso livello di autostima porterà a essere più insicuri, a tentennare e a risultare nervosi. Al contrario, una buona autostima porta a mettersi in gioco, a risultare più carismatici e a mostrare più di sé stessi. Pertanto, una persona con una buona autostima tenderà a risaltare e a farsi notare, spesso nonostante l’aspetto fisico, mentre una persona con poca autostima potrebbe essere poco considerata.

Inoltre, come abbiamo detto, una persona con poca autostima tenderà a preferire le situazioni conosciute e in cui si trova a proprio agio, privandosi in questo modo della possibilità di migliorare, mentre una persona con una buona autostima, mettendosi in gioco e uscendo dalla sua comfort-zone, è più propensa a svilupparsi ulteriormente.

Ovviamente il collegamento tra autostima e comportamento non è univoco e non da vita a un solo comportamento. Non tutte le persone con poca autostima sono schive e non tutte quelle con una buona autostima sono aperte e socievoli, entra in gioco anche il carattere dell’individuo. Tuttavia è anche vero che conoscendo una persona, è possibile notare la differenza tra qualcuno che è amichevole ed estroverso perché piace a se stesso e si vede in modo positivo e qualcuno che si comporta in modo socievole per avere una conferma dagli altri. Come d’altro canto si può vedere la differenza tra una persona che sta da sola perché non si ritiene abbastanza interessante  e una persona che sta da sola perché gli piace passare del tempo in solitudine e pertanto sta gli altri solo se pensa che ne valga davvero la pena.

Idee sull’intelligenza e approccio alla sfida

A differenza di quanto crede la protagonista della pellicola, l’idea che si ha di sé stessi è più complessa della propria immagine corporea:  comprende sì le proprie caratteristiche fisiche, ma anche il proprio carattere e le proprie capacità intellettuali. Le idee riguardanti la propria intelligenza e l’intelligenza in generale influiscono profondamente sul comportamento e sullo sviluppo della persona. Se ci si ritiene intelligenti, si tendono ad accettare le sfide e a cercare di imparare sempre di più, mentre se ci si ritiene stupidi tendenzialmente si cerca di “evitare di dimostrarlo”, mettendosi in gioco il meno possibile.

Tuttavia, vi sono dei pattern in cui ci si vede sotto una luce positiva, ma si risulta comunque disfunzionali: dipende tutto dal fatto che si consideri l’intelligenza come statica o come dinamica. Una persona con una percezione statica della propria intelligenza penserà che il proprio livello di intelligenza sia stabile e predeterminato, mentre una persona con un’idea dinamica dell’intelligenza pensa che questa sia una caratteristica variabile col tempo e soprattutto sviluppabile.

Quando si arriva ai fatti, una persona con una idea statica della propria intelligenza tenderà a non mettersi mai in condizioni di vera e propria sfida poiché, se si ritiene poco intelligente, crede di non poter far niente al riguardo, mentre se si ritiene intelligente ha paura che un fallimento riveli che in realtà non è così. Invece, una persona con un idea dinamica di intelligenza sarà più propensa a mettersi in gioco e a sfidarsi in modo da poter imparare di più e sviluppare le proprie abilità cognitive.

Relazione tra idea di sé e idea degli altri su di sé.

Come abbiamo visto sopra, un idea sul proprio aspetto o sulla propria intelligenza può portare  comportarsi in modo più spontaneo e sfidante o in modo più impacciato e abitudinario. Non c’è da sorprendersi che a risaltare siano le persone più propense alla sfida e a mettersi in gioco. Si può azzardare l’affermazione che questa sicurezza renda una persona affascinante.

Tale idea è avvalorata, tra le altre cose, da uno studio svolto nel 2017 nell’università di Palermo, in cui si è verificato che l’immagine corporea e l’autostima in adolescenza possono predire problemi relazionali successivi.

Tale concetto è chiamato in psicologia profezia che si auto avvera: fenomeno per cui una persona, ritenendosi in un certo modo, si comporterà come se anche gli altri la vedano in quel modo, finendo per influenzare la visione che gli altri hanno di lei.

Per esempio, se una persona si ritiene affascinante e divertente, tendenzialmente si comporterà con le altre persone in modo più estroverso, sicuro e amichevole, risultando effettivamente affascinante e divertente. Invece, un’altra persona che si ritenga poco interessante e non degna di nota si comporterà in modo più schivo, non mostrerà molto di sé e delle proprie qualità, finendo per far si che gli altri non la notino.

Quando l’idea di sé è troppo alta

Fino a questo punto si è parlato di come una buona autostima tenda a far risultare una persona più interessante e piacevole. Tuttavia, è importante notare che è stato usato il termine “buona”, non “alta” autostima. Questo perché un buon livello di autostima fa risultare una persona piacevole, mentre un livello di autostima troppo alto diventa disfunzionale.

Per esempio, nel caso del disturbo narcisistico, la persona ha un’idea estremamente elevata di sé, tanto da risultare irrealistica. Tende a voler confermare a tutti i costi la sua superiorità, sia pilotando le situazioni in modo da mettersi in gioco solo quando sa di risultare il migliore, sia ignorando deliberatamente qualsiasi segnale esterno che rischi di smentire questa idea. Tuttavia queste persone in realtà hanno un altissima autostima solo in apparenza, si comportano in modo da dimostrare di essere i migliori perché hanno il timore costante di non essere davvero così bravi come pensano.

Senza sfociare nel narcisismo, è stato verificato che un’autostima troppo alta può portare a non ascoltare le opinioni altrui, mentre le persone con una bassa autostima tendono a risultare più aperte mentalmente, probabilmente perché tengono in considerazione che le loro idee possano non essere giuste o possano essere migliorate.

Conclusione

È importante mettere in chiaro che il mondo non si divide tra persone con poca autostima e persone con tanta autostima. Ognuno di noi ha un diverso livello di confidenza riguardante sé stesso e soprattutto ha idee di sé più o meno elevate a seconda dell’ambito e del compito. Magari una persona si ritiene brava negli sport e pertanto è più propensa a mettersi in gioco, ma nello studio ha una bassa opinione di sé e preferisce fare il minimo indispensabile poiché crede di non poter migliorare.

Allo stesso tempo, il comportamento della persona (a meno che non si pari di disturbo narcisistico) è modulato dalla risposta degli altri, per cui l’idea di sé stessi e l’idea che hanno gli altri di sé si influenzano reciprocamente. Se ci si ritiene divertenti, ma nessuno ride alle proprie battute, magari ci si renderà conto che non si è molto spiritosi, ma la risposta degli altri potrebbe farci intuire che ci vedono come socievoli e affabili.

Inoltre, bisogna tenere in considerazione che ognuno interpreta determinati comportamenti a modo suo e preferisce alcune qualità ad altre, non si potrà mai piacere a tutti. Magari qualcuno preferisce una persona spumeggiante ed estroversa, mentre qualcun altro predilige la compagnia di gente calma e riflessiva.

Quello che si intende dire non è che bisogna cambiare il proprio comportamento per piacere agli altri e men che meno che l’atteggiamento che hanno gli altri verso di noi sia completamente legato a come ci si vede, ma che in generale approcciarsi agli altri con una buona idea di sé porta a mettere in luce le proprie caratteristiche positive, rendendo una persona più attraente e interessante, sia dal punto di vista delle relazioni amorose e di amicizia, sia dal punto di vista lavorativo.