Come l’Amore ci fa trovare la bellezza: ideale in Platone e collaterale in Collateral Beauty

È possibile trovare la bellezza nella vita anche in momenti atroci? I personaggi di Eros e Howard Inlet ne vanno alla ricerca 

Il filosofo Platone

Howard Inlet, protagonista di Collateral Beauty, lotta con la depressione dopo la scomparsa della figlia, provando a riscoprire la bellezza della vita attraverso l’Amore, figura presentata da Platone come necessaria al raggiungimento della bellezza.

Howard Inlet

Howard ed Eros

Alla ricerca della bellezza nella propria vita è il protagonista di Collateral Beauty, Howard Inlet (impersonato da Will Smith), dirigente pubblicitario caduto in depressione dopo la morte prematura della piccola figlia. Incapace di rassegnarsi, il protagonista indirizza ai concetti astratti di Amore, Tempo e Morte lettere in cui parla della propria condizione mentale: vengono però trovate dagli altri soci dell’azienda, che decidono di ingaggiare alcuni attori teatrali affinché impersonino le tre entità e incontrino Howard. L’obiettivo è di dimostrare il suo precario stato mentale e convincerlo a cedere l’azienda, sull’orlo del fallimento a causa del suo comportamento irregolare e pervaso da tendenze suicide. Ma nonostante le apparenze, nelle sue conversazioni Howard si allontanerà dalla Morte e si avvicinerà all’Amore.

Un esito improbabile per molti, ma non per chi guardi attraverso il pensiero di Platone, che nel Simposio racconta proprio la storia di Eros: concepito da Poros (risorsa) e Penia (povertà) durante il banchetto degli dei per la nascita di Afrodite, era questo un demone divenuto aiutante di Afrodite e amante del bello, astuto e ricercatore come suo padre, ma privo di bellezza come sua madre. E chi, se non Eros, può salvare Howard dalla vita che aveva preso a condurre, facendogli ritrovare la bellezza dell’esistenza, anche se da questa colpito duramente? Howard ed Eros vivono nella continua aspirazione al bello, che per Platone non è solo fisico, ma rappresenta una vera e propria entità, un modello per ogni cosa, bella, presente al mondo: la Forma del Bello in sé, incorruttibile e rappresentante il massimo grado della bellezza stessa, di cui tutte le cose che consideriamo tali non sono che una imitazione. Un elemento che Howard Inlet ricerca invece nelle cose, in quella realtà piena di sofferenze e ingiustizie, per ritrovare quella vita che aveva ormai dimenticato.

L’Amore e la bellezza 

Nella visione di Platone, Eros o Amore non è solamente un personaggio mitico, ma colui che ci fa entrare in contatto con la bellezza: e l’energia erotica è ciò che fa riconoscere il bello intorno a noi, imitazione di quell’ideale assoluto, di quella Forma ideale di cui tutto è imitazione. Ma per il filosofo non è solo attrazione fisica verso qualcosa o qualcuno: è anche essere giusto, virtuoso, avere un corretto atteggiamento nei confronti delle cose e negli affari della città. Bellezza non è dunque solo un fatto estetico, ma riguarda anche l’interiorità dell’uomo, la sua anima ed ha dunque uno scopo educativo e morale. Come per Howard Inlet che, nonostante le vicissitudini, ha ancora la capacità di amare e di trovare qualcuno che lo spinga a riprendere in mano la propria vita: ed è sempre l’Amore ad aiutarlo ad affrontare il Tempo e la Morte, le altre due figure destinatarie delle sue lettere. È soltanto l’Amore che attraverso il Tempo può far comprendere meglio la Morte e farla accettare al protagonista come un evento della vita, spostando l’attenzione dalle ragioni dell’infelicità verso quanto, nel frattempo dimenticato, può fargli ritrovare bellezza anche in una vita segnata.

 

La bellezza collaterale

L’Amore e la ricerca della bellezza, come in Platone, forgiano anche il carattere di Howard che, da sbandato e inaffidabile, riesce a riprendere in mano la sua vita personale: il sentimento amoroso non serve solamente ad amare in maniera carnale qualcuno, ma ha anche la capacità di stabilizzare il comportamento di Howard riportandolo a una condizione migliore sia nella sfera personale che in quella professionale. Chiuso nel dolore e nella perdita è l’Amore a salvargli letteralmente la vita, ma il risultato a cui giunge Howard è completamente diverso da quello auspicato da Platone: mentre il filosofo spiega che l’energia erotica è solo un passaggio che  porta alla contemplazione della Forma del Bello in sè, una bellezza ideale che può essere conosciuta da pochi e con grande fatica, la bellezza raggiunta da Howard è solamente collaterale, cioè la capacità di ritornare ad apprezzare qualcosa nella vita in momenti di sofferenza profonda, di ritrovare un sorriso nelle difficoltà. Mentre la prima è una bellezza elitaria che può essere raggiunta solo nella sua perfezione, la seconda può essere trovata nella quotidianità, e, per quanto nascosta, ogni uomo può raggiungerla e scovare la luce anche nell’oscurità. È una bellezza imperfetta poiché nasce dall’accettazione degli eventi atroci della vita, ma molto più alla nostra portata, se solo ci si ricorda di portare Eros con noi.

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