Uno sguardo interiore rivolto al conoscersi e divenire consapevoli di sé. Tutta la  filosofia tra le righe di “Rocky Mountain High”.

In una realtà frenetica ed in continuo mutamento l’arte di conoscere se stessi viene spesso ignorata, ma chi di noi può veramente dire di conoscersi? La vita talvolta significa avere la maschera giusta per ogni occasione, non sempre però abbiamo veramente la consapevolezza di cosa si celi sotto i nostri stessi modi di apparire.

Dove ricercare sé stessi? La via secondo Socrate

Qual è la via per raggiungere la vera conoscenza di noi stessi e così il nostro io migliore? Socrate inizia col domandarsi come sia possibile arrivare a migliorarci se non riusciamo nemmeno a comprendere chi siamo realmente. Secondo il filosofo vi è un’unica via per arrivare ad osservarsi veramente: per vedere i nostri occhi dobbiamo guardarci in uno specchio, per vedere il nostro volto osservare il riflesso nella pupilla dell’altro, così se vogliamo conoscerci davvero dobbiamo solo specchiarci in qualcosa, l’anima.

La chiave è svelata: uno sguardo interiore rivolto verso le proprie potenzialità per far fiorire ciò per cui si è nati; l’ascolto della propria parte più oscura e nascosta, per comprendere ed essere consapevoli delle proprie azioni; ed uno sguardo rivolto all’altro per divenire sé stessi attraverso il confronto.

Riscoprirsi e riconoscersi, il viaggio di John Denver

È nato nell’estate del suo ventisettesimo anno
venendo da casa in un posto in cui non era mai stato.
ha lasciato il passato dietro di sé
tu potresti dire che era nato di nuovo,
potresti dire che aveva trovato la chiave per ogni porta.
Quando la prima volta è arrivato alle montagne
la sua vita era lontana

Si apre così il brano “Rocky Mountain High“, inciso da John Denver nel 1972. “E’ nato nell’estate del suo ventisettesimo anno”, questa frase ci riporta ad una particolare interpretazione spinoziana dell’esistenza: in una stessa vita possiamo nascere e morire più volte. Il problema della vita, infatti, non è tanto la morte, ma la rinascita. Rinascere significa avere la forza di lasciar morire ciò che sentiamo ingabbiarci e bloccarci in una vita che non è la nostra. Un’esistenza dominata da modelli educativi, dal giudizio altrui e da ciò che la società ci impone di essere.

Ha visto tutto fin dove il tuo sguardo può arrivare.
e dicono che ad un certo punto sia diventato pazzo e che abbia cercato di toccare il sole,
ed ha perso un amico, ma ha tenuto il ricordo.
ora cammina in quieta solitudine, la foresta e il fiume,
cercando la bellezza in ogni passo che compie,
il suo sguardo è rivolto dentro sé stesso, per cercare e
capire, la serenità di un limpido lago blu di montagna.

La ricerca della felicità

Per cosa vale la pena vivere? Conoscere profondamente sé stessi è la risposta a questa domanda. Per vivere una vita piena, infatti, è necessario liberarsi dai propri blocchi, dai propri limiti e dalle proprie paure; come è importante essere consapevoli delle proprie potenzialità e delle proprie virtù. Solo così avremo la possibilità di vivere l’esistenza nella sua completezza ed intensità. Tutto ciò che prescinde dalla conoscenza di noi stessi ci permette di affrontare solo una vita superficiale e limitata. La versione migliore di noi è racchiusa in una gabbia che abbiamo costruito con le nostre mani e di cui abbiamo nascosto la chiave. Bisogna uscire dai comportamenti collettivi, staccarsi dai modelli che per abitudine continuiamo a seguire e diventare chi siamo veramente. L’unica via per raggiungere la felicità.

Morire quanto necessario, senza eccedere. Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato.

Wisława Szymborska

 

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