Si definisce Ghostwriting quella pratica in cui uno scrittore anonimo realizza testi, libri o discorsi per un altro individuo che ne usufruirà facendoli suoi. Gli esempi possono andare dal mondo della politica, dove il Ghostwriter scrive discorsi per i leader, al mondo dello sport, dove gli atleti utilizzano il Ghostwriter per scrivere libri. Il GW è talmente ricercato che la sua remunerazione è più che cospicua. Per farsi un’idea, la voce di GW di Wikipedia dice: “Gli scrittori ombra spendono spesso mesi o interi anni nella ricerca, nella scrittura e nel montaggio di lavori per un cliente e vengono pagati in diverse maniere: per pagina, con un forfettario, con una percentuale delle royalties delle vendite o con una combinazione di questi. Farsi scrivere un articolo può costare 4 dollari per parola o più, in base alla complessità dell’articolo. L’agente letterario Madeline Morel afferma che la media degli anticipi richiesti dai ghostwriter per un lavoro varia tra 30.000$ e 100.000$. Nel 2001, il New York Times affermò che la parcella che riceverà il ghostwriter per le memorie di Hillary Clinton è probabilmente di 500.000$ dell’anticipo di 8 milioni di dollari per il suo libro, che “è quasi la più alta parcella pagata a dei collaboratori”. Secondo la Ghostwriters Inc, un’azienda di ghostwriting professionale, questa parcella fissa è solitamente vicina a una media che va da 12.000$ a 28.000$ per libro. Assumendo il ghostwriter per questi prezzi fissi, i clienti tengono per sé tutte le royalities post-pubblicazione e i profitti. In Canada, la Writer’s Union (un’associazione di scrittori) ha stabilito un tariffario minimo per il ghostwriting. Il pagamento minimo per un libro di 200-300 pagine è di 25.000$, pagati a vari stadi della bozza del libro. Le tariffe per la ricerca sono un extra, al di fuori di questo minimo. In Germania, la tariffa media per un servizio di scrittura ombra confidenziale è di circa 100$ per pagina.

Ora che abbiamo chiaro chi è il GW, la vera domanda è: fare il GW è morale? Ed ancora, è moralmente giusto avvalersi di un GW?

Diritto d’autore

Il rapporto tra GW e diritto d’autore è complicato perché avvalersi dell’opera di uno scrittore è tecnicamente un plagio. A tutela di questa situazione, vi è il fatto che le due parti firmano un contratto in cui i diritti d’autore del GW vengono “acquistati dal committente. Per cui, il GW viene pagato e rinuncia di sua spontanea volontà ad ogni forma di paternalismo nei confronti di quanto scritto. I contratti sono variabili ed a volte il GW può comparire come “contributor” dell’opera, altre volte, invece, deve mantenere tassativamente il silenzio. Tuttavia, siccome i diritti sulla paternalità dell’opera non possono essere accantonati così facilmente, il GW avrebbe anche la possibilità di riprendere possesso di quanto scritto. Se ciò dovesse accadere, il GW deve risarcire il committente per aver violato il contratto.

Il Ghostwriter è morale?

Bisogna distinguere almeno tre livelli di azione per quanto concerne il GW:

1)L’azione morale nei confronti di se stessi;

2)L’azione morale del committente;

3)L’azione morale del GW e del committente nei confronti del pubblico.

Nel primo caso, il GW è pienamente legittimato ad offrire un servizio dietro compenso. Se liberamente, decide di rinunciare alla paternalità di uno scritto, allora non si può dire che l’azione sia moralmente sbagliata. Nel secondo caso la questione è leggermente diversa. Se il committente si avvale di uno scritto del GW, di fatto, sta ingannando prima di tutto se stesso. L’unica moralità che può celarsi dietro alla richiesta del committente è quella dell’avvalersi di qualcuno che possa comunicare al meglio  il messaggio preposto da se stesso. In quel caso, il GW aiuta il committente ad esprimere un qualcosa che è già nella mente dello stesso. Diversa è la questione riguardante il terzo caso. Se è vero che possiamo giustificare moralmente i primi due casi, è anche vero che il pubblico non può essere tenuto all’oscuro dell’esistenza del GW. Il pubblico associa spontaneamente l’opera al nome dell’autore, essendo ignaro della questione. E’ quindi moralmente giusto tenere all’oscuro di tutto il pubblico? Probabilmente no, l’unica soluzione potrebbe essere quella di spiegare la situazione nell’introduzione. Ma allora il Gw dovrebbe essere lasciato libero o andrebbe proibito? Lasciate un commento!

Giacomo Di Persio

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