Il Superuovo

Chi può salvarci dai nostri labirinti mentali se non noi stessi? Inception ed il mito d’Arianna

Chi può salvarci dai nostri labirinti mentali se non noi stessi? Inception ed il mito d’Arianna

Che cosa hanno in comune un antico mito cretese con un film di Christopher Nolan? E’ possibile metterli a confronto? Ecco come dare nuova vita ad un antico racconto.

Labirinto rappresentato in un mosaico romano conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Fin dall’antichità, il labirinto, un groviglio inestricabile di meandri, simboleggia il caos primordiale e costituisce il tentativo dell’uomo di imporgli un ordine: è dunque un viaggio fisico ma anche spirituale alla scoperta dei propri demoni interiori e sarà sorprendente scoprire, come ci ricorda Cicerone, che spesso siamo noi i peggiori nemici di noi stessi e a costruire gli ostacoli più grandi nel nostro cammino.

Planimetria del Palazzo di Cnosso a Creta.

Il mito: Teseo, Arianna e il Minotauro

Ci troviamo sull’isola di Creta, realtà ponte tra la Grecia e le coste dell’Africa settentrionale: qui, nel III millennio a.C. si sviluppa la civiltà cretese o minoica, dal nome del mitico re Minosse. Ed è proprio da lui, dal figlio di Zeus ed Europa, che parte il nostro racconto. Il thalassokrator aveva promesso a Poseidone di sacrificargli il toro più bello dell’isola: il dio, per metterlo alla prova, gli mandò uno splendido toro bianco venuto dal mare. Ed era così bello che Minosse decise di tenerlo per sé: lo nascose nei giardini del palazzo e ne sacrificò un altro. Ciò che non aveva considerato è che non si può nascondere nulla-o quasi- agli dèi: Poseidone se ne accorse e decise, forse con l’aiuto di Afrodite, di far innamorare la moglie del re, Pasifae, dell’animale. Apollodoro ci racconta che la regina incaricò Dedalo, il più grande inventore della mitologia greca, di costruirle una vacca di legno, in cui sarebbe potuta entrare e così sedurre il toro. Dalla loro unione nacque, come scrisse Plutarco, “un’ibrida forma, un frutto mostruoso”, ossia Asterione, il Minotauro, un essere con il corpo di un uomo e la testa di un toro. Minosse, adirato per la vergogna, dato che la gente per strada gli faceva il segno delle corna (probabilmente è proprio da questo episodio che le “corna” diventano simbolo di tradimento), decise di nascondere il frutto dell’infedeltà della moglie. Dedalo ricevette un nuovo incarico: avrebbe dovuto costruire una prigione sotterranea, piena di cunicoli e tortuosità, dalla quale fosse impossibile evadere e sarebbe stato molto facile perdersi, che prese il nome di Labirinto. Storicamente il termine pre-greco labýrinthos deriverebbe, secondo l’archeologo inglese Sir Arthur Evans che nel 1900 scoprì Cnosso, dal lidio labrys, l’ascia bipenne, simbolo del potere reale a Creta, dove ogni palazzo aveva una complessa struttura architettonica. Il labirinto mitico era infatti così intricato che lo stesso architetto non riuscì ad uscirne e dovette costruire delle ali di cera per evadere, da un punto senza soffitto, insieme al figlioletto Icaro, che volò così vicino al sole da far sciogliere le ali e precipitare. Era una tana perfetta per il minotauro, per nascondere qualcuno come se non fosse mai esistito. Ogni città sotto il dominio di Creta doveva provvedere a sfamarlo inviando, a turno, un tributo in carne umana. Quando toccò ad Atene, che ogni nove anni doveva inviare sette ragazzi e sette ragazze, entrò in scena Teseo, il quale promise al padre, il re Egeo, che sarebbe tornato presto in patria, facendosi riconoscere dall’alto dell’Acropoli issando la vela bianca al posto di quella nera, e partì alla volta di Creta. Giunto al palazzo Arianna, la figlia di Minosse, si innamorò perdutamente del giovane, tanto da donargli un gomitolo che avrebbe dovuto srotolare dietro di sé e con il quale avrebbe potuto ritrovare la via di fuga. In cambio, Teseo, le aveva promesso che l’avrebbe sposata, malgrado avesse già una fidanzata di nome Egle ad Atene. Il giovane ateniese entrò nel labirinto, nudo e senza armi, raggiunse il Minotauro e, usando gli altri fanciulli come esca, si nascose dietro un angolo, lo assalì alle spalle, strangolandolo, e seguì poi il filo di Arianna verso l’uscita.

Teseo uccide il Minotauro nel labirinto. Scena su un mosaico romano.

Il mito continua…

La principessa cretese lo attendeva alle navi e Teseo non ebbe scelta: la portò con sé. Durante il viaggio cercò di elaborare un piano per disfarsi di quella ragazza che aveva occhi solo per lui: l’occasione giunse nei pressi dell’Isola di Nasso, nelle Cicladi. Passarono qualche ora in quell’isola lussureggiante e fecero l’amore in un boschetto: quando Arianna si addormentò, Teseo scappò via, raccomandando il massimo silenzio alla ciurma, facendo rotta per Atene. La giovane si svegliò, da sola: non c’era nessuno su quelle spiagge di acqua cristallina. Quel giovane di cui si era fidata l’aveva “piantata in asso” (espressione che deriverebbe per corruzione linguistica proprio dall’espressione “piantare in Nasso“). Dieci giorni dopo, passò di lì Dioniso, con il suo seguito di Menadi e Sileni: la vide così disperata e decise di sposarla, offrendole come dote l’immortalità, mentre Teseo, arrivato ad Atene si dimenticò di cambiare le vele ed Egeo si gettò giù dalla rocca. Secondo un’altra variante fu il dio stesso a ordinare a Teseo di abbandonare Arianna per averla in sposa. Per le nozze, Dioniso fece dono ad Arianna di un diadema d’oro creato da Efesto che, lanciato in cielo, andò a formare la costellazione della Corona Boreale. 

Arianna, John William Waterhouse , 1898, olio su tela

Inception: una lettura in chiave moderna del mito del Minotauro

Numerosi sono i riferimenti al mito cretese in Inception, film scritto e diretto nel 2010 da Christopher Nolan, regista per eccellenza del racconto non lineare. Già la stessa trama, strutturata su più livelli, è un groviglio labirintico di cui lo spettatore deve sciogliere i nodi: Cobb, il protagonista interpretato da Leonardo Di Caprio, e la sua squadra si occupano di estrarre segreti dalla mente delle persone mentre queste dormono, infiltrandosi nei loro sogni tramite un apparecchio a orologeria, che permette a un gruppo di persone di partecipare a un “sogno condiviso”, che si può strutturare in una serie di “sogni concentrici” su più livelli. Osservando attentamente i personaggi del film è possibile tracciare dei parallelismi con le figure mitologiche. Il primo esplicito riferimento è proprio il personaggio di Arianna, una brillante studentessa di architettura, interpretata da Ellen Page, che ha il ruolo di creare gli scenari nei quali i membri della squadra si muoveranno durante l’esperienza onirica. Viene ingaggiata da Cobb, che la mette subito alla prova chiedendole di creare in due minuti un labirinto da risolvere in uno. Superato il test, viene reclutata come “architetto” che deve creare labirinti su più livelli: è essenziale che gli scenari dei sogni siano intricati proprio per impedire alle proiezioni dei sognatori di interferire. La giovane ragazza è dunque colei che conosce il labirinto, colei che è capace di uscirne, avendolo creato lei stessa, dato che Cobb non può più essere coinvolto nella realizzazione dei complessi ambienti. Arianna, a differenza del mito, entra nel labirinto e svolge un ruolo guida per tutta la squadra ma soprattutto per il protagonista. 

E chi potrebbe essere Dominic Cobb? Inizialmente era egli stesso l’architetto che costruiva i livelli dei sogni entro i quali muoversi ma che poi smise a causa delle interferenze della proiezione della moglie: potrebbe essere una versione moderna di Dedalo, l’architetto per eccellenza del mito cretese. Egli infatti, come lui, assiste alla morte della persona che ama: Dedalo perde il figlio Icaro e Cobb perde la moglie Mal. Ma Dominic è anche Teseo, l’eroe, il protagonista che si cala nel labirinto di ricordi e sensazioni, attraversando i vari livelli onirici per giungere poi nel livello più profondo, il limbo, e sconfiggere il Minotauro, ossia la sua paura più grande. E’ l’eroe, fortemente umanizzato, che rimane intrappolato nel labirinto dei sogni, che si aggrappa disperatamente ai ricordi e a ciò che in quel momento gli sembra reale.La presenza di Mal, la moglie defunta interpretata da Marion Cotillard, segue il protagonista come un fantasma, come una presenza ingombrante, un ricordo ancora troppo vivido che non si vuole lasciare andare: è una proiezione della mente dell’eroe stesso, del suo super-io, è il segreto più oscuro e il suo amore più grande, che però non porta gioia come un tempo ma solo dolore. Ed egli, pur lottando, è incapace di decidere di lasciarla andare, anche se lei non esiste più. E tutti quei ricordi passati e quell’amore consumato confluiscono in una figura idealizzata, in un fantasma persecutore: è il Minotauro. E dato che lei stessa è una proiezione della mente di Cobb, egli stesso incarna la bestia, egli stesso è il suo più grande nemico. Cobb è al tempo stesso Dedalo, Teseo e il Minotauro. E se, azzardando, anche Arianna fosse una sua proiezione? Se fosse la versione migliore di lui?

In una delle ultime scene Cobb e Arianna giungono nel “limbo”, il livello più profondo, il cuore del labirinto, e lì trovano Mal, che cerca di convincere il marito a restare con lei, facendogli dubitare della sua realtà. È qui che Cobb rivela di essere stato la causa involontaria del suicidio della moglie, con l’innesto dell’idea che l’aveva spinta a credere di dover suicidarsi per tornare alla realtà. Mal lo aggredisce con un coltello ma Arianna le spara, cancellandone così la proiezione dal subconscio di Cobb. Arianna, figura indispensabile che allontana i fantasmi e le paure, lo invita ad andare con lei, porgendogli la mano e indicandogli la via d’uscita, ma Cobb rimane. Per concludere possiamo notare che ogni personaggio tiene con sè un totem, un piccolo oggetto che all’interno del sogno infrange le leggi della fisica, e il cui reale peso ed equilibrio devono essere conosciuti solo dal suo possessore. Osservando il totem (una trottola per Cobb che nel sogno gira all’infinito, e un alfiere dorato per Arianna) si è in grado di capire se ci si trova in un sogno ed eventualmente uscirne, così come il filo d’Arianna indica la via d’uscita dal labirinto.

La locandina del film Inception scritto e diretto da Christopher Edward Nolan nel 2010.

 

Dominic (Leonardo di Caprio) e Mal (Marion Cotillard) in una scena del film.

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