Cambiare nome cambia la tua identità? Il caso di Muhammad Alì

Il documentario “What’s my name – Muhammad Alì”, ci riporta a riflettere sulla scelta del pugile di cambiare il proprio nome e identità. Con l’aiuto di Aristotele e Locke, scopriamo se sia possibile cambiare davvero identità.

Muhammad Alì (biography.com)

Il regista Antoine Fuqua ha presentato il documentario “What’s my name – Muhammad Alì” al Biografilm di Bologna e lo stesso verrà mandato in onda venerdì 21 giugno su Sky Arte. Attraverso registrazioni inedite, il regista ha ricostruito il percorso dello sportivo più famoso di tutti i tempi. Un percorso, quello di Alì, non solo sportivo, ma intriso di impegno sociale in un contesto ricco di fermento, in particolare per la lotta sui diritti civili degli afroamericani. La vita di Alì è stata segnata da una scelta radicale, dettata dalla sua conversione all’Islam e dal desiderio di abbandonare la precedente identità da “schiavo” per quella nuova della lotta per i diritti. Ma è veramente possibile cambiare identità? Il nome di una persona definisce chi è? Attraverso il pensiero di Aristotele e Locke, proviamo a fare chiarezza.

Da Cassius a Muhammad: conversione e diritti civili

Luoisville, Kentucky, Stati Uniti d’America. 1942. Nasce Cassius Marcellus Clay Jr, il più grande pugile che il mondo abbia conosciuto, uno degli sportivi più conosciuti di sempre a livello mondiale, sportivo del secolo, secondo Sport Illustrated, e non solo. Nel corso della carriera si rende protagonista di alcuni incontri che passeranno alla storia. Memorabile, in particolare, lo scontro per il titolo dei pesi massimi contro George Foreman. L’incontro, il cosiddetto Rumble in the Jungle, si tiene a Kinshasa, nel 1974. Mobutu, allora presidente dello Zaire riesce a portare nel suo Paese l’incontro per attirare notorietà. Finisce all’ottavo round, Alì in piedi, Foreman al tappeto.

Muhammad Alì sovrasta Sonny Liston (time.com)

Alì? Ma non si chiamava Clay? La svolta nel 1964, subito dopo la conquista del titolo dei pesi massimi contro il campione Sonny Liston. Clay si converte all’Islam e cambia nome in Muhammad Alì. L’anno dopo, 1965, Liston ottiene di giocare l’incontro per il titolo, ma il match finisce già alla prima ripresa. L’immagine di Alì che sovrasta Liston è una delle foto sportive più note della nostra epoca. Alì si afferma campione sul ring e diventa un’icona fuori. Rifiuta di partire per la guerra del Vietnam, perché “loro non mi hanno mai chiamato negro”. Diventa un simbolo per l’obiezione di coscienza, per le lotte per i diritti civili, per tutti gli afroamericani. Cambiare nome, per lui significa cambiare identità, abbandonare quella condizione di “schiavo” per poter sostenere la battaglia per i diritti civili. Alì ha disputato 61 incontri, vincendone 56 (37 per KO). Ma forse ancor più sorprendente è ciò che ha fatto fuori dal quadrato. Un’attenzione per il pubblico e per i contrasti sociali che difficilmente si può trovare nei grandi personaggi dello sport.

Che cosa fa di una cosa quella cosa?

Alì, dal giorno della sua conversione ha sempre rifiutato di farsi chiamare con il suo vecchio nome. “Il mio nome non è Cassius Clay”. Ma cosa definisce la nostra identità? Cosa definisce chi siamo? Nel quarto libro della Metafisica, Aristotele pone le basi per la logica moderna attraverso la triade composta dal principio d’identità, principio di non contraddizione e principio del terzo escluso. Attraverso questi principi risulta evidente che una cosa sia essa stessa e non possa essere un’altra. Inoltre Aristotele parla di sostanza, ciò che sta alla base, potremmo dire, di tutte le altre categorie, di tutte le altre caratteristiche che, unite, formano l’essere. La sostanza rimane sempre la stessa, mentre cambiano le caratteristiche incidenti. Un essere può cambiare in certe sue caratteristiche, ma resterà lo stesso essere.

La Scuola di Atene, affresco di Raffaello. Al centro, vestito di rosso, Aristotele (artspecialday.com)

Il concetto di sostanza sarà pesantemente attaccato da John Locke nel XVII secolo. Volendo stabilire cos’è l’identità di un uomo, Locke rifiuta l’idea che l’identità sia un’anima, ma una certa organizzazione della materia. Per Locke, quando si parla di una persona, si fa riferimento a un essere intelligente e che compie azioni delle quali è cosciente. Proprio la coscienza risulta essere la caratteristica fondamentale. Questo apre un profondo dibattito, perché nel momento in cui una persona ad esempio si addormenta o perde coscienza, non si può dire che sia ancora la stessa persona.

Godfrey Kneller: ritratto di John Locke (commons.wikimedia.org)

Il dibattito è tuttora aperto e il campo della bioetica è un mondo in continua evoluzione.

Si può davvero cambiare identità?

Concludendo, non sembra possibile cambiare realmente la propria identità. Tuttavia sono molti coloro che decidono di cambiare il proprio nome per simboleggiare un cambiamento radicale nella propria vita, in particolare quando questo cambiamento è legato a motivi religiosi. La conversione, in effetti, significa proprio questo, un cambio di rotta deciso, da cui non si torna indietro.

Cambiare nome non cambia ciò che sei, ma può cambiare quello che sei per gli altri.

Matteo Pavesi

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