Call of Duty Warzone: come vincere il battle royale grazie ad Aristotele

La nota casa videoludica Activision espande il suo videogameCall of Duty con una sezione battle royale gratis per tutti

Il Cpt. John Price in azione

Il Battle Royale è un genere di videogame che ha spopolato su tutte le piattaforme negli ultimi anni, soprattutto grazie al successo di colossi come PUBG e Fortnite, ma ora sul podio riesce a salire anche Call of Duty che, nonostante il fallito esperimento del Battle Royale in Black ops 4, vuole riprovare ad attirare nuovi giocatori di tutte le età (visto che il Battle Royale piace a grandi e piccini), questa volta però Activision usa la strategia adottata per Fortnite, cioè mettere il gioco free to play, gratis per tutti i giocatori senza la possibilità di dover spendere per costi aggiuntivi. In cosa consiste lo scopo del gioco?

Il Battle Royale

La prima fase del gioco

Il Battle Royale consiste in una lotta di sopravvivenza a squadre (di 3 persone in Call of Duty), dove lo scopo della squadra è sconfiggere le altre 20-30 squadre su una mappa di gioco enorme e rimanere l’ultimo team ancora in piedi. Se ciò lo ritenete difficile dovete pensare che oltre alla ferocia lotta tra squadre bisogna anche sfuggire alla cosiddetta Tempesta, una sorta di fumo velenoso che durante il corso della partita restringe l’area di gioco obbligando così i superstiti a battersi in uno scontro finale. Tutto ciò può sembrare molto frenetico ma è proprio questo il ritmo del gioco, soprattutto all’inizio, quando i giocatori devono paracadutarsi in una zona della mappa e armati solo di pistola devono riuscire a trovare i rifornimenti prima che il nemico li intercetti, questa meccanica sembra la selezione naturale darwiniana della cosiddetta “legge del più forte“, infatti dopo questa fase rimangono in piedi solo i team più forti, cioè quelli che sono riusciti a collaborare con cooperazione e coordinazione. Il divertimento è proprio questo, non tanto il vincere, ma provare strategie con gli amici o anche persone appena conosciute online, tant’è che chi non viene eliminato dopo la prima fase con il paracadute deve giocarsela con astuzia e lavoro di squadra se vuole sopravvivere.

L’uomo come animale politico

Il genere del Battle Royale per quanto sia recente può essere anche utile per ricordarci le origini della nostra convivenza sociale-politica, perché dalla teoria Homo homini lupus di Hobbes, che riteneva l’uomo un lupo che viveva con altri lupi, quindi un uomo che pensa solo al suo interesse ed è egoista verso gli altri; bisogna fare un ulteriore salto nel passato, in particolare nella Grecia del IV secolo a.C., dove il filosofo di Stagira, Aristotele, aveva formulato quella tesi socio-politica secondo la quale l’uomo ha bisogno della socialità per prevalere e sopravvivere contro le difficoltà che la natura ci scaglia contro, per questo considera l’uomo un “animale politico“. Per politico in realtà non si intende il termine che noi usiamo oggi riferendoci a qualcosa che riguarda il governo, ma si tratta invece della visione individuale del singolo, delle azioni morali che compie quando vive con altri uomini legati insieme dalla polis che hanno costituito.

La Politica

Busto di Aristotele

Da dove deriva quindi questo patto sociale di pacifica convivenza e collaborazione tra gli uomini? Aristotele nella sua opera esoterica, la Politica, descrive come si formano le comunità umane: come primo rapporto c’è quello della comunità famigliare, composta dal padre capofamiglia seguito poi da mogli, figli ed infine gli schiavi che si occupano delle mansioni più pratiche; poi una volta che le famiglie si riuniscono si forma il villaggio, governato dalla tribù di anziani che per i loro poteri decisionali sono paragonati a Zeus; quando il villaggio si espande e diventa abbastanza grande si ha finalmente l’ultimo livello del rapporto sociale, la polis, che deve avere una costituzione giusta in modo che i cittadini saranno invogliati a rispettare le leggi dal fatto che queste siano fondate sulla Giustizia. La visione sociale di Aristotele si fonda sulla cooperazione sociale per avere l’autosufficienza, senza la quale l’uomo non sopravvivrebbe. Il Battle Royale quindi non è da sottovalutare perché ha questa importante funzione sociale, spingere alla collaborazione (anche tra sconosciuti) per riunire le persone in un mondo dove ormai sembra prevalere l’egoismo teorizzato da Hobbes.

 

 

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