Il Superuovo

Body modification nella storia: non solo tatuaggi e piercing

Body modification nella storia: non solo tatuaggi e piercing

Nonostante le sottoculture alternative abbiano reso più comune agli occhi del pensiero mainstream quelle forme di modificazioni fisiche volontarie che, solitamente, venivano associate con le categorie emarginate e pericolose della società, tuttora persistono diversi pregiudizi su di esse. Eppure nella definizione di ‘body modification’, ovvero l’alterazione deliberata del proprio aspetto fisico, non rientrano solamente gli scontati tatuaggi e piercing. Si può facilmente notare come alcune tipologie di body modification non siano neanche considerate tali dalla società occidentale (prime tra tutte le pratiche di bodybuilding e chirurgia estetica). Nondimeno esse traggono la loro origine dalla identiche ragioni di fondo che hanno spinto la nostra specie a dedicarsi a questa usanza da tempo immemore.

Un’arte antica quanto l’umanità stessa

Quella della body modification è certamente un’esperienza globale, oltre che dotata di testimonianze risalenti a diversi millenni fa. Per esempio, l’esistenza di piercing alla narice nel Mediorente è riportata più di 4000 anni fa, e appare anche nella Bibbia (Genesi 24:22, Isaia 3:21). Il famoso corpo di Otzi, ritrovato al confine tra Italia ed Austria e datato 3300 A.C.,  presenta diversi tatuaggi che ritraggono motivi geometrici e animali stilizzati. La stessa scoperta appare sulla pelle di alcune mummie egizie. Secondo diversi studiosi, la perforazione del lobo possiede radici ancora più antiche: avrebbe avuto inizio circa 10000 anni fa, e, attualmente, è la tipologia di piercing più comune per entrambi i sessi in tutto il mondo. A ciò si aggiungono le modificazioni tradizionali in uso nelle comunità tribali di ieri e di oggi, tra cui l’allungamento del collo, la scarificazione, l’inserimento di dischi nelle labbra e l’ingrandimento dei lobi con gioielli molto grandi o pesanti.

Motivazioni principali

Certamente i motivi per cui le persone si sottopongono alla body modification sono cambiati, nel tempo, per popolarità e diffusione. Se precedentemente i significati religiosi (protezione dalla sfortuna e dagli spiriti malvagi, devozione verso una certa divinità, riti di passaggio) e la volontà di identificare se stessi come appartenenti a un certo gruppo economico o culturale erano prevalenti, più di quanto accada oggi, ciò non toglie che ancora sopravvivano con modalità diferenti. Nella società moderna, i moventi individuali vanno per la maggiore, e possono rientrare in:

  • volersi avvicinare a degli ideali di bellezza sociali o personali
  • racccontare la propria storia e commemorare ricordi e persone importanti
  • aumentare l’autostima (rendere il proprio corpo un’opera d’arte unica)
  • esprimere creativamente e liberamente la propria interiorità
  • ribellarsi a degli standard o a dei valori con cui non si concorda
  • riprendere possesso di sè dopo eventi traumatici (violenze fisiche o psicologiche)

Perchè abbandonare i pregiudizi

Le argomentazioni più comuni di chi si oppone a qualsiasi forma di body modification (spesso prendendo in considerazione una definizione errata di quest’ultima) sono legate a concezioni infondate, che vengono sempre meno ascoltate dalle nuove generazioni. Che l’ostilità sia dovuta al fatto che in passato solo alcune categorie sociali, non sempre ben viste, si dedicassero alla pratica è abbastanza scontato. Ma le difficoltà affrontate dalle persone che si modificano non si possono ricondurre solo a questa semplice ragione. Non di rado influisce anche una certa visione della bellezza e della decenza, erroneamente ritenute oggettive e proprie solamente della cultura occidentale ‘avanzata’ e ‘non primitiva’ (e di conseguenza superiore ad ogni altra), oltre alla convinzione che sia un fenomeno dovuto ad una moda passeggera o ad un impulso irrazionale. Eppure questi ultimi casi sono rari e irrilevanti rispetto alla maggioranza, che non ha tratto altro che benefici dalla propria scelta, compiuta consapevolmente (impossibile non pensare alla classica domanda: ”E se poi un giorno te ne pentissi?”, come se non esistessero soluzioni per quel tipo situazione). In aggiunta a quanto detto sopra, bisogna riconoscere che tutt’oggi esistono forme di modificazione del corpo che involontarie, perchè imposte con la forza o ritenute necessarie per essere pienamente accettati da una data società, ed è innegabile che queste pratiche vadano a colpire soprattutto le donne. Basta pensare alla fasciatura dei piedi delle bambine in Asia, ai corsetti in Europa o alla mania delle diete in tutto il mondo. Però questo tipo di imposizioni e condizionamenti non dovrebbero essere inclusi nel concetto generale (e moderno) di body modification, in quanto, come suo presupposto, il consenso della persona coinvolta è fondamentale. In conclusione, quella della body modification è una tradizione artistica che sembra destinata ad accompagnare l’umanità per tutto il suo percorso futuro, e, si spera per il bene dell’originalità e della libertà d’espressione, a diffondersi e a diventare pienamente accettata.

Giulia Onorati

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