Biennale di Venezia: ecco perché la sua bellezza è dovuta a Giuseppe Volpi

Un evento sempre incanalato nella politica nazionale, ma è negli anni Trenta che si costruiscono le prime basi.

Siamo all’Ottantesima edizione del Festival del cinema di Venezia, ma scopriamo in breve com’è nato il festival cinematografico più importante d’Italia

Esposizione internazionale d’arte

A cavallo tra il XIX e XX secolo non era ancora ben definito ciò che oggi definiamo “festival”, e difatti la biennale nasce nel 1895 inizialmente come un’Esposizione internazionale d’arte con il solo scopo di esporre le migliori opere d’arte contemporanea. Nei primi anni non ha nulla di diverso rispetto ad altre esposizioni del tempo, preferendo rimanere su un’arte già consolidata e ignorando le avanguardie di inizio Novecento. Il pubblico era prettamente quello aristocratico e borghese della “città del bello”, Venezia.

La perdita dell’indipendenza

Negli anni Venti, a Biennale abbandona la sua indipendenza e si apre ad un periodo di rinnovamento che le porrà le basi di quel che troviamo ancora oggi. Si avvicina ad altri ambiti artistici come il teatro, la poesia, la musica e, dal 1932, al cinema.

Di fondamentale importanza a livello politico e burocratico, sono stati i Disegni di Legge in cui si stabilivano la disposizione finanziaria e la composizione amministrativa della Biennale. Nel 1928 si arriva al D.d.L. definitivo: viene tolta l’autonomia finanziaria e organizzativa dell’Ente della Biennale e vi sarà l’intervento statale. Fino a quando non viene costituito l’Ente Autonomo Biennale di Venezia e l’istituzione veneziana entra definitivamente nella cultura fascista. Da quanto momento in poi, per tutto il Novecento, la Biennale di Venezia sarà oggetto e mediatore delle politiche nazionali e internazionali, andando a incidere sulla scelta degli spettacoli in concorso e nella loro premiazione.

Giuseppe Volpi

Durante il periodo in cui si strutturavano i disegni di legge, Giuseppe Volpi era quel ministro delle finanze che sosteneva l’autonomia veneziana invano. Nel 1930 si dimette dalla politica per ritrovarsi a capo del riformato Ente Biennale: è adesso che avviene la vera nascita del Festival Cinematografico.

Durante la sua presidenza si scontra spesso con le cariche statali per difendere i privilegi della “città del bello” e, nonostante questo, l’Ente attraversa un periodo di rinnovo e prestigio internazionale, conferendo alla Biennale la libertà durante il periodo del regime fascista. Secondo Volpi, Venezia era la città dove svago e impegno culturale potevano convivere in armonia, attirando il turismo aristocratico e borghese grazie alla sua architettura e al panorama che regalava. Comprende che il successo dell’Ente si basa sulla sua capacità di guardare e accogliere i nuovi movimenti artistici internazionali.

1932 Volpi conferisce a Luciano De Feo l’incarico di allestire la prima edizione del festival del cinema.

Ad oggi, tra le varie premiazioni, in onore di quest’ultimo, troviamo la Coppa Volpi assegnata al migliore attore/attrice.

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