“Basta un papagno per farla innamorare!” Le conseguenze della violenza assistita su Nelson nei Simpson

La violenza assistita può portare il bambino che la subisce ad avere comportamenti violenti anche con le persone che ama

Nelson Muntz è il bulletto principale della serie animata “I Simpson” e nell’episodio 17 della ventesima stagione si può ben notare come i suoi modelli relazionali siano disfunzionali e rischiosi, probabilmente dovuti al suo vissuto difficile, povero e violento

Nelson Muntz

Nelson Muntz, personaggio della serie che molti hanno amato, amano e ameranno “I Simpson”, rappresenta il classico stereotipo del bulletto della scuola che se la prende sempre con più deboli senza alcuna ragione apparente. Quello di Nelson è un personaggio che riesce ad evocare nel pubblico sentimenti tra loro molto contrastanti, perché sì vorremmo odiarlo per le sue cattiverie, ma la sua condizione ci provoca solo molta pena e compassione. I suoi comportamenti nascono probabilmente dalla difficile infanzia che ha vissuto e da un’adolescenza coronata di problematiche, con un padre uscito di casa per comprare le sigarette e mai più tornato, una madre che ha tanta poca cura di sé quanto del suo bambino, costretta, nonostante la sua veneranda età, a lavorare come spogliarellista e una roulotte sgangherata come casa che il povero Nelson deve trasportare con la sua bicicletta malandata.

Il buono, il triste e il drogato

Il diciassettesimo episodio della ventesima stagione può essere un episodio importante per comprendere a pieno ciò che il bulletto della scuola elementare di Springfield rappresenta e la sua condizione psicologica. In questo episodio, dal titolo “Il buono, il triste e il drogato”, Nelson è un personaggio assolutamente circostanziale nella vicenda, il cui protagonista è Bart. Nello specifico Bart, dopo aver fatto ricadere le colpe delle sue malefatte sul povero Milhouse, promette di far visita al ragazzo lungo tutto il periodo della punizione, ma il piccolo della famiglia Simpson si prende una bella cotta per una ragazza di nome Jenny e fa di tutto per conquistarla dimenticandosi dell’amico dai capelli blu. Nelson compare solo poche volte durante la puntata e solo per dare alcuni “consigli” a Bart su come conquistare la dolce Jenny, consigli che in realtà otterrebbero solo un effetto negativo: appiccicarle della gomma da masticare nei capelli o darle un bel “papagno”.

Perché proprio un papagno?

Come può un bambino pensare di poter conquistare una persona con un pugno? Le cause di questo comportamento bisogna ricercarle nel triste vissuto del povero Nelson, forse prima che il suo papà scomparisse. Per poter credere che un pugno sia la soluzione più plausibile per iniziare o portare avanti una relazione il bambino deve aver interiorizzato un modello relazionale disfunzionale osservando la relazione, probabilmente violenta, dei suoi genitori, il che lo rende vittima di violenza assistita.

Violenza assistita

La violenza assistita consiste nelle esperienze che un minore di età fa di qualsiasi forma di maltrattamento (violenza fisica, psicologica, sessuale ecc.) nei confronti di una figura importante per il suo sviluppo. Di solito a subire queste violenze sono le donne, maltrattate dal loro compagno, perché si, ancora viviamo in un mondo che porta con sé li strascichi di una cultura maschilista e becera. L’insegnamento che viene fornito alle piccole vittime, in questi casi, è ricco di stereotipi sessisti che porteranno il bambino, a sua volta, a provare un profondo disprezzo verso le donne, convincendosi che il maltrattamento, i papagni, siano una risposta efficace per risolvere conflitti o magari ricevere le attenzioni che si desiderano.

 

Conseguenze violenza assistita

Le conseguenze della violenza assistita nei bambini possono essere a breve o a lungo termine. Le prime comprendono ansia, aggressività, crudeltà verso gli animali, autolesionismo, problematiche legate al sonno, depressione, problemi motori e scarse capacità relazionali, mentre le seconde comprendono un comportamento sociale violento, delinquenza, bullismo ed infine uso di sostanze stupefacenti. Escludendo l’uso di stupefacenti, le restanti conseguenze a lungo termine sono l’esatta descrizione degli atteggiamenti che il piccolo Nelson assume durante le puntate delle serie animata. Possiamo quindi presupporre che i papagni che Nelson propone a Bart di utilizzare siano solo il risultato dell’introiezione di schemi relazionali violenti osservati dal ragazzo all’interno di quell’ambiente che avrebbe dovuto solo garantire pace, benessere, supporto e qualche limite.

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