Dimmi dove sei e rileverò il tuo umore: l’app che svela nuovi retroscena delle emozioni

Uno studio internazionale dell’Alma Mater di Bologna ha dato vita a MyMood, l’app nata dall’unione di informatica e psicologia. Sarà in grado di leggerci nella mente meglio dell’anello cambia-colore?

MyMood. Da non confondere con il cantante vincitore del festival di Sanremo 2019. Il suo superpotere è quello di inferire, sulla base di una fotografia che ritrae l’ambiente fisico circostante, il nostro stato umorale. Ne parla, in una recente pubblicazione, il coordinatore dell’internship Mirco Musolesi. L’utilità di questa nuova applicazione per smartphone (ma non solo) non potrebbe rivelarsi più puntuale, considerato lo stress emotivo del periodo. Ansia e depressione, attente a voi: MyMood è sul punto di stanarvi e distruggervi.

Tastiera del computer, non mi stressare.

All’origine dello sviluppo di questa tecnologia, una ricerca accurata e brillante. Ad un campione di 22 persone sono stati sottoposti 3305 questionari totali, volti ad indagare il loro stato emotivo in orari casuali nel corso della giornata. Alla fine di ogni questionario, veniva chiesto ai soggetti di scattare con il proprio smartphone una foto dell’ambiente fisico in cui si trovavano in quel momento. Analizzando i questionari e le relative fotografie grazie a un software di intelligenza artificiale, i ricercatori sono riusciti ad associare agli elementi presenti nelle foto delle indicazioni sugli stati emotivi delle unità del campione. Si è notato, ad esempio, che oggetti come il divano e la televisione, emblemi delle dolci mura di casa, rispecchiano uno stato di rilassatezza e un conseguente livello inferiore di “prontezza fisica”. Una tastiera da computer sarebbe, invece, indice di stress perché comunemente associata a un ambiente d’ufficio. La presenza di facce, d’altro canto, è collegata a uno stato di felicità più intenso (permettetemi di supporre: sempre che voi non siate dei sociopatici serial killer).

Così, agli utenti che vorranno giovare di questa applicazione innovativa, verrà chiesto in momenti diversi lungo l’arco della giornata di compilare un breve questionario sulla loro condizione emotiva e di scattare una foto del luogo che occupano. Conoscere la relazione tra ambiente e stato psicologico può essere d’aiuto non solo per controllare ansia, depressione e altri disturbi emotivi, ma può essere applicato negli ambiti dell’architettura e del design. Il giorno che verrà riconosciuta l’importanza necessaria della Jacuzzi sul luogo di lavoro come comprovato rimedio allo stress emotivo dei dipendenti, sapremo di dover ringraziare anche MyMood.

Rilevazione di stati emotivi: c’è sempre una prima volta

Sarebbe, questa, “la prima volta che viene realizzata un’analisi di questo tipo, basata sulla rilevazione automatica di oggetti estratti da immagini della vita quotidiana degli utenti”, secondo Aexandru Darvariu, del team di ricercatori. La psicologia punta i riflettori sulle emozioni praticamente dalla sua nascita e cerca di rispondere ad interrogativi sull’attivazione fisiologica, sulla cognizione e su una miriade di altri aspetti relativi ad esse. Si potrebbero definire le emozioni come un mix di esperienza conscia (pensieri e sentimenti consapevoli), comportamenti espressivi (azioni e reazioni fisiche non sempre controllabili) e attivazione fisiologica o arousal (cambiamenti che avvengono nel nostro corpo). Per studiare queste componenti le hanno provate tutte, da semplici osservazioni a tecniche di neuroimaging cerebrale. Grazie all’Elettro Encefalo Gramma si è scoperto che il disgusto attiva la corteccia prefrontale destra più di quella sinistra, che la depressione denota una maggiore attività nel lobo frontale destro e che le emozioni positive stimolano soprattutto l’attività del lobo frontale sinistro. Da diversi anni, allo studio delle emozioni vengono applicati anche dati rilevati in tempo reale dai dispositivi mobili, come la localizzazione o le attività sui social. Mai prima d’ora, però, l’ambiente circostante è stato in grado di definire lo stato d’animo delle persone.

È sempre un Blue Monday, ma il buongiorno si vede dal mattino

Altre ricerche ancora si sono concentrate sulla misurazione degli alti e bassi emotivi. A quanto pare non sono solo i luoghi che frequentiamo ad essere indice di analisi per il nostro umore, ma anche, ad esempio, gli aggiornamenti di stato su Facebook. Lo psicologo sociale Adam Kramer ne ha visionati a miliardi per capire il nesso tra le parole con valenza emotiva citate negli stati e i giorni della settimana. Niente di nuovo nell’affermare che nel weekend ci si dà alla pazza gioia e in settimana bisogna tenere a freno gli istinti suicidi, ma è comunque interessante osservare come gli aggiornamenti di stato rispecchino il livello di felicità dei più.

Anche nel corso della giornata siamo soggetti a svariati sbalzi emotivi, chi più e chi meno. David Watson analizzò circa 4500 rapporti compilati da 150 persone sul proprio stato d’umore, rilevando dei pattern medi di variazione delle emozioni (positive o negative). In generale si è osservato che le emozioni positive crescono di intensità nella mattinata fino a raggiungere un picco a metà giornata, dopodiché calano drasticamente. Le emozioni negative mantengono, invece, un livello abbastanza stabile, con un lieve aumento di intensità nelle ultime ore della giornata. Sarà che, per quanto il risveglio sia ottimista, è sempre molto probabile che lo scorrere delle ore ammazzi l’allegria con una serie di spiacevoli agguati alla sanità mentale.

Se l’idea che, nelle difficoltà del gestire gli sbalzi d’umore propri e altrui, siamo un po’ tutti sulla stessa barca non sembra poi così felice, non ci resta che riporre speranza nei progressi della tecnologia. Chissà che non ci stupiscano, un giorno, trovando la soluzione ai nostri squilibri emozionali. Possibilmente che sia meno calorica del cioccolato.

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