Bacone come Eva: è la tecnologia il peccato originale della scienza?

Come la Bibbia insegna, l’uomo ad un certo punto cede alla debolezza. Ma questa debolezza, era una semplice mela, o piuttosto il sogno di una vita più semplice, raggiungibile tramite la macchina?

Prima rivoluzione industriale, Londra.

Aristotele ha sempre sostenuto il suo disprezzo per tutte le arti pratiche ed utilitaristiche, così per secoli si è solo apprezzata la matematica e non la meccanica. Solo Bacone, nel XVII secolo riuscirà a cambiare le sorti della scienza.

Francesco Bacone, filosofo e politico vissuto tra il XVI e il XVII secolo.

La scienza divina

Prima del mitico arrivo di Gesù sulla terra e della scrittura della Bibbia, gli uomini dell’antichità avevano un altro personaggio di riferimento: Aristotele. Il filosofo, capo (allora) indiscusso di tutte le scienze era fermamente convinto della superiorità delle discipline astratte -matematica e geometria-, su quelle pratiche -meccanica e ingegneria-, che non potevano che condurre al desiderio di ricchezza. Cosí nell’antichità tutto ciò che necessariamente implicava la pratica veniva lasciato al lavoro dello schiavo, già disprezzato per la sua condizione sociale.

Le arti, secondo Aristotele, dovevano essere mera speculazione scientifica e per nessun motivo dovevano mutilare l’opera d’arte che è il mondo.

Allo stesso modo Adamo ed Eva vengono accolti nel giardino dell’Eden: sotto indicazione di Dio,infatti, ai due abitanti viene dato il diritto di mangiare tutti i frutti di tutti gli alberi, eccetto uno. Se avessero mangiato i frutti dell’albero del bene e del male, infatti, avrebbero saputo che cosa era buono e cosa cattivo e sarebbero stati obbligati a lasciare per sempre il giardino dell’Eden. La scelta era nelle loro mani.

La scienza diabolica

Cosí per decenni la tecnica scientifica non progredí quanto avrebbe potuto. Lo storico della scienza Pierre Maxime Schuhl chiamò “blocco mentale” l’idea aristotelica che rallentó lo sviluppo della tecnica.

Solo nel XVII secolo la mentalità inizia a cambiare, quando Bacone condivide col mondo le sue idee rivoluzionarie: al contrario di Aristotele, egli pensava fosse compito dell’uomo correggere il mondo, anche a costo di trasformarlo in una miniera a cui attingere senza ritegno.

Motivo per cui la scrittrice Carolyn Merchant pubblica nel 1988 lo studio eco-femminista: “La morte della natura, donne, ecologia e rivoluzione scientifica” dove in modo metaforico sostiene che la donna, simbolo della natura, sia stata sottoposta a violenza e sfruttamento dalla società del consumo, dall’uomo, da Bacone.

Come Bacone, Satana porta nel giardino dell’Eden il desiderio: mangiando la mela, infatti, Eva sarebbe stata saggia, avrebbe conosciuto bene e male. Convinta dal diavolo, Eva mangia il frutto e convince anche Adamo a seguirla.

Desiderio d’indipendenza

Inutile dire che l’intenzione di Bacone ebbe successo e velocemente si svilupparono meccanica e tecnologia. Il sogno era quello cartesiano: avere il controllo, tramite la macchina, delle forze della natura maligna.

Tristemente le rivoluzioni industriali non mantennero la promessa e si dimostrarono una disillusione: la garanzia di libertà si rivelò invece schiavitù nel confronti della macchina, e la speranza di ricchezza sola miseria dovuta alla mancanza di leggi che tutelassero i diritti e le necessità dei lavoratori: aumentò la disoccupazione, nonostante aumentasse anche la produzione e aumentarono le ore lavorative malgrado la diminuzione del salario.

Adamo ed Eva furono cacciati dal giardino paradisiaco. Raggiunsero la terra, conobbero la fatica, la vecchiaia ed eventualmente la morte.

Aristotele, come Dio, aveva previsto l’effetto della macchina e sapeva che l’uomo sarebbe stato portato a conseguire un solo obiettivo: il guadagno.

Adamo ed Eva conoscevano il bene e il male. Ebbero figli. Qualche volta erano felici, qualche volta erano tristi.” (Mosè 5:6-8)

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