Il Superuovo

Arte e satira: i murales Neopop di Tvboy sberleffano i nostri politici

Arte e satira: i murales Neopop di Tvboy sberleffano i nostri politici

Tvboy, tramite 6 famosi murales Neopop ci spiega in modo irriverente la situazione politica italiana, soprattutto del 2020, ma non solo.

“Italia morta vivente”

Durante questo tragico anno pandemico, la crisi è sanitaria, economica ed infine politica; ciò fa tristezza, poiché in un momento storico così difficile, la coesione dovrebbe ovviamente prevalere sulla disunità, e questo è fattuale; Tvboy, nome d’arte di Salvatore Benintende, tramite i suoi Murales appartenenti allo stile Neopop (corrente artistica postmoderna), denuncia e di fatto satirizza le principali figure politiche italiane.

1. “Le Tre Grazie”

Così si intitola questo murales, esso rappresenta il Premier Conte, ad oggi uomo più odiato d’Italia e fantomatico “Ladro del Natale”, intento in un gesto affettuoso verso Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, leader della coalizione di maggioranza. La scenetta si svolge con un Matteo Renzi rappresentato nelle vesti di Cupido intento a scoccare una freccia alle spalle del Premier, quasi a rappresentare la pugnalata alle spalle che l’ex premier sta architettando assieme al suo partito scissionista, Italia Viva; opportunista o fautore di amori e sodalizi governativi? Mah.

“Le Tre Grazie”

2. “La Guerra dei Socials”

Il Conte I trovò la coalizione di maggioranza formata da Lega e Movimento 5 Stelle, con Matteo Salvini e Luigi Di Maio Vice-premier.

TvBoy rappresentò Salvini e Di Maio di spalle l’uno dall’altro in “La Guerra dei Socials”, intenti a dare inizio ad un duello telematico stile far-west, che ancora va noiosamente avanti; quest’opera è in opposizione palese ad un precedente Murales rappresentante Di Maio e Salvini legati in un appassionato  bacio, opera dal titolo “Amor Populi”.

Questo “Amore Politico” tra Salvini e Di Maio, si spense senza dubbio in quel 20 agosto 2019, quando Conte si cimentò in una mitragliata dialettica infinita verso un Salvini palesemente imbarazzato e stucchevolmente gesticolante, durante questo per molti sublime episodio, Di Maio sghignazzava, probabilmente compiaciuto, Salvini rosicava, come oggi, reminiscenze rancorose.

“Le Guerra dei socials”

3. “The influenzers”

A febbraio/marzo scoppia la pandemia, i virologi sono sempre più spesso ospiti su tutte le reti televisive a presentare dati e informazioni sul neonato COVID-19.

Appare nel centro di Roma un murales ritraente Roberto Burioni e Ilaria Capua, noti virologi, mentre reggono un cartello con scritto “Virus is not over”, nulla di più vero, ma, negli ultimi tempi, la cosa disturbante è il fatto che i virologi, non tutti ma molti, inizino ad assumere grosse simpatie ed antipatie politiche, diventando dei veri e propri influencers a livello anche politico (Bassetti in primis), dando sfogo ad una minzione fuori dal vaso, tanto che San Maurizio Crozza la sentenziò, dicendo che Burioni a momenti sta diventando co-conduttore di Fazio a “Che tempo che fa”, showman.

4. Mamma Giorgia

Giorgia Meloni è particolarmente nota ai più per i suoi panegirici comiziali e per i suoi interventi in Parlamento, non tanto per il contenuto di essi, ma per i toni da cantante Heavy Metal che non ci ha creduto abbastanza, in uno squarciarsi di corde vocali stonato, stridulo e dissonante, Auto-Tune.

Apparve un murales ritraente la leader di FdI, circa due anni fa, da due anni a questa parte, non è cambiato niente, e quindi ciò rende quest’opera ancora attualissima, Giorgia Meloni venne rappresentata in via Panellari con in braccio un bambino di colore, e subito si pose sulla difensiva dicendo di apprezzare molto quest’opera, salvo poi scrivere Tweet e post infelici ed offensivi sugli immigrati, sulle cosiddette “minoranze” e sull’operato dell’attuale Governo durante la crisi pandemica, con toni aggressivi che ovviamente incitano all’ odio ed all’intolleranza, indecisa.

Murales ritraente Giorgia Meloni con in braccio un bambino di colore, relativa risposta della leader di FdI a fianco.

5. “La dittatvra del selfie”

Tvboy realizzò tempo fa un murales intitolato “La dittatura del selfie”, vicino a Piazza Venezia, il quale rappresenta un Matteo Salvini selfarsi (consueto) fuori da un balcone con un gatto di nome Tobia, che fu il nome del gatto di Mussolini; visti i riferimenti al Fascismo, l’opera fu rimossa, ma qualche tempo dopo, essa si ripresenta, nella tristissima realtà.

È il 2 giugno, festa della Repubblica, due settimane dopo il decreto che allentò la briglia delle restrizioni dovute all’emergenza-Coronavirus, Salvini, assieme a Meloni e Tajani organizza un maxi-assembramento in cui stringe mani e prende telefoni di tutti per selfarsi, fregandosene completamente delle norme sul distanziamento sociale; cosa che per altro gli valse una figuraccia fantozziana da Giovanni Floris a “Dimartedì” nel nazionalpopolare e  generatore di meme “Ah no? Ah non posso?!”, Error 404: Salvini not found.

6. “Italia Morta vivente”

Il titolo e la raffigurazione grafica (sotto al trafiletto) dell’opera parlano da sole, un murales che zombifica Renzi, un Renzi che oggi sta mettendo in crisi una maggioranza di Governo con il suo manipolo di scissionisti, il tutto durante la seconda ondata di una pandemia globale, il tutto quando l’unità e la coesione dovrebbero prevalere sulle bieche scaramucce politiche, beh, dalla brace alla brace.

Quindi?

La situazione politica italiana zoppica più del Dottor House.

I murales sopra presentati, non tutti risalgono all’anno corrente, anzi, alcuni risalgono ad un paio di anni fa, e ciò è ancora più triste, poiché la satira che manifestano queste opere potrebbe denunciare la situazione politica attuale, per farla breve, non è cambiato nulla.

A livello di corrente artistica, non c’è molto da dire, i murales di Tvboy, tramite allegorie e simboli, tendono a denunciare in modo irriverente le malefatte (e non solo) delle nostre figure politiche, quindi qui l’arte diventa satira, denuncia e provocazione.

Quest’anno ha fatto emergere il meglio (perché c’è stato) ed il peggio (perché c’è indubbiamente stato) della nostra classe politica.

Non è un segreto che questo è un Natale diverso, più sobrio e meno socialite; ed è altresì indubbio, che per il Natale del 2021, il regalo che tutti vogliamo, è senz’altro ripartire più forti che mai, e magari meno confusi politicamente.

 

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