Another Brick in the Wall e Ivan Illich: può esistere una società senza scuola?

I Pink Floyd sembrano trarre spunto dal rivoluzionario saggio di Ivan Illich Descolarizzare la società, che denuncia la logorante istituzione.

Alunni in fila per entrare in aula senza più alcuna identità

Another Brick in the wall part II, con l’eloquente video musicale, radicalizza un’esasperazione esistenziale provata nei confronti di un sistema scolastico ormai asfissiante. Il protagonista della canzone, già segnato da disagi personali, vi trova una semplice industria.

Per Pink la scuola non rappresenta un riscatto, ma l’ennesima umiliazione

I Pink Floyd, il celeberrimo gruppo britannico, pubblicano il brano Another Brick in the wall nel 1979, suddividendolo in tre parti il cui filo rosso è la narrazione della vita del protagonista Pink. Allo sconcerto dopo la scoperta della morte del padre in guerra, segue un ripiegamento interiore che si manifesta con la costruzione di un “muro”: mattone dopo mattone Pink crea uno spazio di sicurezza personale per via negativa, neutralizzando la vita che lo circonda con tutti i suoi pericoli.
La seconda parte del brano si concentra sul ruolo che la scuola ha nella vita del ragazzo: niente a che fare con il luogo di sviluppo individuale, di confronto e relazione serena che ci si aspetta. L’istituzione appare come un tritacarne di bambini, tolti al mondo della fantasia per essere ammaestrati, controllati e trasformati in pezzi da inserire in un puzzle anonimo che parla la lingua dell’economia e della politica dei pochi.

Miniatura di inizio XX secolo

Ivan Illich pubblica il suo manifesto per una scuola veramente egualitaria

Otto anni prima dell’uscita del brano, il filosofo-pedagogista austriaco Ivan Illich, sull’onda delle proteste sessantottine, scrive il saggio Descolarizzare la società. Nonostante egli provveda ad esporre un’alternativa pratica all’eliminazione dell’istituzione scolastica, lo scopo del testo sembra essere piuttosto quello di rendere pubblico e quindi far prendere coscienza dell’esistenza di un programma occulto intrinseco alla scuola: essa presiede alla costruzione dell’uomo-consumatore, il cui fine è quello di inserirsi nella macchina sociale, produttrice di beni di consumo, e di auto-schiavizzarsi annichilendo in essa le proprie potenzialità individuali. I primi capitoli del saggio tracciano una panoramica dei motivi per i quali è auspicato, se non addirittura necessario, ribaltare lo status quo educativo. Ciò che si nasconde realmente dietro i programmi scolastici e le iniziative didattiche è l’obbiettivo di creare e perpetuare la disuguaglianza sociale, etichettando i soggetti con un pedigree scolastico. Esso è la conseguenza logica di una premessa che associa il valore della persona alla quantità di anni spesi sotto i libri, a prescindere dalla considerazione delle reali possibilità singole o familiari del soggetto. Le uniche volontà accolte sono quelle che rispecchiano un andamento conformista, utile ai progetti superiori di chi detiene le redini del potere economico consumista.

 

Alla base di entrambe le visioni il protagonista è l’individuo particolare

Il dialogo tra Another brick in the wall e Descolarizzare la società si svolge sul piano della denuncia di un’istituzione incapace di intervenire sulle reali esigenze personali e sociali dei cittadini, presi in quanto singoli. Sulle note della protesta, i Pink Floyd, con un ritmo incalzante che rasenta la marcia militare, mettono in luce quelle che sono le crepe di ciò che agli occhi di tutti appare acriticamente un’opera di carità cristiana da parte dello Stato. In termini altrettanto aggressivi si espone Illich, che propone l’alternativa di una rete di collaborazioni sociali in cui c’è chi mette in piazza le proprie capacità al servizio di chiunque voglia approcciarsi, l’accesso pubblico per la consultazione di materiali didattici (libri, audio, video, film, ecc…), figure specializzate per il consulto e la direzione di chi è incerto, mezzi di comunicazione per il confronto e la ricerca di compagni di esperienze. La base di entrambe le opere sta in una rinnovata attenzione per il soggetto da educare, trascurato e reso anonimo dalla scuola. Essa infatti appare agire per i propri fini, quelli economici e quelli politici, manovrando e reindirizzando le competenze e i talenti dei singoli in favore di beni superiori che si sostituiscono al soddisfacimento di sé. Una nuova considerazione per il bambino, lo sviluppo della sua personalità unica e irripetibile dovrebbe essere lo scopo di una società sana, giusta ed egualitaria: la produzione in serie di figure identiche, carne macinata e resa omogenea, termina in un accumulo alienato che ha bisogno di costante direzione, incapace di dare spirito alla naturale tendenza umana del creare, sperimentare e scoprire.

Brainwashing (http://www.eoht.info/page/Brainwashing)

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