Il Superuovo

Ancora proteste in Colombia: vediamo quali sono le ragioni principali di questo malcontento

Ancora proteste in Colombia: vediamo quali sono le ragioni principali di questo malcontento

Nel paese, la situazione sembra essere fuori controllo. Il caos regna sovrano e i cittadini sono in contestazione da tre settimane.

Non c’è un attimo di pace per la Colombia. Le proteste che si susseguono esprimono chiaramente ciò che nel paese si richiede assiduamente. Vale a dire una ricrescita economica rapida, che “interrompa” questa povertà sempre più incisiva. Ma ci sono altre ragioni: scopriamole.

Il difficile momento economico che vive la Colombia

Non è ormai una notizia che il Sudamerica sia stata messa in ginocchio dalla pandemia. Dopo la seconda ondata, la Colombia sembrò mettersi in sesto con il settore relativo alle industrie. Ma la terza ha rimesso purtroppo il paese in una stretta condizione di povertà che anzi aumentò del 10%. Ed è qui che il governo colombiano è entrato in gioco nel peggior modo possibile. Come? Approvando una riforma che prevede l’aumento dell’Iva e delle imposte, ai danni soprattutto del ceto medio. E prevedibilmente, la popolazione colombiana non ha potuto di certo gioire davanti a questa notizia.
Di conseguenza, il presidente Ivan Duque si è trovato davanti all’ennesimo paro nacional, una serie di contestazioni che hanno tutte come unico obiettivo, lo sciopero ad oltranza. L’economia quindi sta diventando sempre più statica. E non si può dire di certo del malcontento che ormai si diffonde a macchia d’olio nel paese. L’epicentro da dove partono questi scioperi fu Calì, la città dove sembra la povertà sembra intensificarsi di più. Ma le proteste non si limitano ad azione democratiche.

Sangue e rivolte nelle grandi città colombaine

Vale la pena ricordare che la riforma non si è attuata. Il governo colombiano l’ha appena ritirata, e il ministro dell’economia Alberto Carrasquilla ha rassegnato le proprie dimissioni. Ma quella che preoccupa di più non è la ormai crisi governativa, che sembra imprescindibile. Quanto il fatto che durante le proteste, soprattutto nelle maggiori città, le forze dell’ordine non hanno di certo arretrato, dinnanzi al popolo. E con “non hanno arretrato”, si intende che sono morti 41 civili negli scontri! Le forze di sicurezza devono aver sicuramente dimenticato di non essere né Rambo né Action Man. Le motivazioni di cotanta violenza si legano al fatto che, secondo le autorità, tra la gente si nascondevano delle cellule terroristiche pronte a colpire. Tesi ovviamente smentita, anche grazie agli innumerevoli video che testimoniano poliziotti picchiare cittadini inermi. A Calì si denuncia addirittura la scomparsa di ragazzi portati via di peso dalle autorità. A Bogotà, la capitale, il massacro sembra essere terminato. Ma le recenti proteste contro la Copa America, il torneo di calcio sudamericano, potrebbero portare a nuovi scontri.

Ivan Duque, Presidente de Colombia | © Colombia Productiva /… | Flickr
Ivan Duque, presidente conservatore della Colombia. La sua impopolarità sta aumentando soprattutto tra il ceto medio.

La condanna degli altri paesi al governo colombiano

A peggiorare la situazione, ci si mettono anche il problema degli immigrati venezuelani, il cui numero sembra aumentare, e il narcotraffico che spesso sfocia in una guerriglia tra governo e FARC. Tra entrambe le fazioni, risulta valido ancora l’accordo di pace stipulato nel 2016. Ma sembra che ultimamente, organizzazioni quali l’ELN e parte della FARC abbiano tentato di scontarsi con altre personalità, quali ad esempio i controlli di frontiera venezuelana. L’illegalità aumenta, così come la probabilità di un conflitto diplomatico.
L’UE, l’Onu e gli Stati Uniti hanno condannato sia questa ingerenza governativa, sia l’eccessiva forza utilizzata dalla polizia nel sedare le proteste. Madrid è stata l’unica città europea dove si è organizzata effettivamente delle iniziative a favore del popolo colombiano.
Ma nonostante ciò, il governo colombiano elogia le forze dell’ordine, affermando anche che molti di loro hanno compiuto il loro dovere. Non c’è da stupirsi ecco. Ma c’è sempre una linea ben visibile tra chi fa il suo mestiere, e chi abusa della propria divisa ai danni del popolo.

Una strage di cui non si ha abbastanza informazioni

Ebbene sì. I principali media europei non sembrano dire molto riguardo a ciò che sta succedendo in Colombia. I canali ufficiali scrivono tutt’ora assai poco a riguardo. Come se il conflitto fosse passato, e che di conseguenza l’interesse potesse affievolirsi da un momento all’altro.
Certamente il periodo non è dei più pacifici. Anche a Gaza abbiamo uno scontro ben più grave. E il Covid ha ormai occupato l’80% circa delle notizie che sentiamo in tv. Ma se provassimo ad andare oltre a queste notizie egualmente importanti, ci si accorge che la situazione in Colombia non è certo come la immaginiamo noi.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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