Anakin Skywalker sarebbe stato il perfetto eroe tragico per Aristotele

Nella Poetica, Aristotele delinea le principali caratteristiche dell’eroe tragico. Una visione attenta della ‘esalogia’  lucasiana di Star Wars permette di capire che Anakin Skywalker incarna in pieno tutti i caratteri dell’eroe tragico descritti dallo Stagirita. 

Il filosofo greco Aristotele

Aristotele è universalmente conosciuto per il suo grande contributo nello sviluppo della filosofia greca, ma anche la Poetica è una pietra miliare nella produzione dello Stagirita: ci aiuta a comprendere la struttura della tragedia, la sua articolazione, lo svolgimento della trama e le caratteristiche dei personaggi che agiscono sulla scena.

Aiace Telamonio che prepara il gladio per il suicidio

L’eroe tragico nella Poetica

L’eroe tragico deve essere innanzitutto dominato dall’amore. Questo fa di Oreste e Antigone, per citarne alcuni, dei perfetti eroi tragici: il primo ama suo padre Agamennone, la seconda suo fratello Polinice. Aristotele scrive anche che l’eroe tragico non può essere né completamente buono, né totalmente malvagio. Restando sui due eroi precedentemente citati, il primo possiede questa caratteristica in quanto egli vuole uccidere la madre, ma il desiderio è dettato dalla volontà di vendicare l’uccisione di suo padre da parte della moglie. Antigone invece vuole imporre i suoi ideali di fronte al re Creonte, ma la sua ostinazione porterà alla morte non solo lei, ma anche tutti quelli a lei più vicini. Ciò che risulta evidente in queste tragedie è che da questo conflitto bene/male nessuno degli opposti prenda definitivamente il sopravvento sull’altro. L’eroe tragico deve poi possedere una grande potenzialità, caratteristica che è facilmente ravvisabile in Aiace Telamonio: egli  è descritto come il più grande eroe acheo che prenda parte alla guerra di Troia, secondo solo ad Achille, e come l’unico uomo, non imparentato con gli dei, in grado di far tremare il grande Ettore. Insito nella natura dell’eroe tragico è però il fallimento, nonostante le sue grandi abilità: proprio Aiace fallisce nel suo intento di ricevere le armi di Achille, dopo la morte del Pelide. Il protagonista di una tragedia greca pecca di ‘hybris’, di tracotanza, che spesso lo porta a compiere azioni al di là della volontà e del rispetto divino, causandone la morte tragica, che l’eroe incontra consapevolmente e con onore: la ‘hybris’ di Aiace emerge quando, deluso perché Odisseo con un inganno era riuscito ad accaparrarsi a svantaggio del Telamonio le armi di Achille, egli decide di uccidere tutti i capi dell’esercito acheo, sfidando di fatto anche Atena, protettrice dello ‘stato maggiore’ acheo. Per questo la dea infonderà in Aiace la pazzia, che lo spingerà ad uccidere le greggi. Tornato in sé Aiace si accorge dell’errore commesso e, vergognandosi per la sua follia, si getta sul gladio, suicidandosi.

Anakin e Padmé

Anakin Skywalker: l’eroe tragico moderno

Abbiamo descritto le caratteristiche dell’eroe tragico che emergono dalla Poetica di Aristotele e ci siamo preparati il campo per applicarle al personaggio di Anakin Skywalker. Egli è un ragazzo, nato su un pianeta remoto ai confini della galassia, schiavo ed estremamente povero. Fin dal primo episodio di Star Wars (secondo l’ordine cronologico della storia, quindi da La Minaccia Fantasma a Il Ritorno dello Jedi) Anakin ci viene presentato come dominato dall’amore: da bambino sul natio pianeta di Tatooine egli ama sua mamma e fa di tutto per salvarla e portarla con sé ad una vita migliore. Fallendo nel suo tentativo, prima di separarsi definitivamente da lei, giurerà di tornare a salvarla un giorno, dopo essere finalmente diventato uno Jedi. Proprio su Tatooine, prima di essere liberato dalla schiavitù, Anakin incontra Padmé, che da quel momento gli entrerà nel cuore, per non uscirci mai. Allontanatosi da mamma Shmi, Anakin dunque comincia a provare amore verso Padmé, infrangendo le regole imposte dal Consiglio dei Jedi. Infine Anakin, solo e triste, dopo aver perso tutto, compresa la sua essenza, soffocata dalla maschera di Darth Vader, ritroverà l’amore verso il figlio Luke. Altra caratteristica insita nella natura di Anakin è il conflitto interiore tra bene e male: da Jedi compie anche azioni malvagie, come la strage dei rapitori di sua mamma, donne e bambini inclusi. Diventato il temibile Darth Vader, da Sith talvolta ha comportamenti e pensieri tipici di Anakin Skywalker: appena passato al Lato Oscuro, egli implora il suo nuovo maestro, Darth Sidious, di aiutarlo a salvare Padmé, poiché non avrebbe potuto vivere senza di lei. Il Sith, quando ancora non ha indossato il costume di Darth Vader, piange per le stragi che ha dovuto compiere e fin da subito dichiara il suo obiettivo: è passato al Lato Oscuro per diventare più potente così da salvare Padmé. Sulle grandi potenzialità di Anakin non spendo molte parole: esse sono evidenti fin dal primo episodio, in cui egli viene dichiarato potenzialmente più forte del migliore dei Jedi, il maestro Yoda. Come tutti gli eroi tragici, come Aiace, come Oreste, come Antigone, anche Anakin fallisce spesso nella sua vita. Tre sono le promesse fondamentali pronunciate da Anakin/Darth Vader nel corso della ‘esalogia’, tutte disattese. Promette di salvare sua mamma dalla schiavitù e dai pericoli presenti su Tatooine. Shmi morirà invece tra le sue braccia, evento che porterà il giovane a passare al Lato Oscuro per salvare Padmé, che Anakin aveva sognato morisse, come era successo con sua madre poco prima che il giovane Jedi la ritrovasse e la vedesse morire tra le sue braccia. Ovviamente Anakin fallirà anche nel tentativo di salvare Padmé, proprio a causa della sua metà malvagia, Darth Vader. L’ultima promessa che Darth Vader fa non è una promessa d’amore o di salvezza: anni dopo, quando ormai Darth Vader sembra aver preso il sopravvento su Anakin, egli giura al suo maestro che il loro nuovo nemico, il figlio inaspettato di Anakin Skywalker, sarebbe morto se non si fosse unito a loro. Anche in questo intento Darth Vader fallirà: alla fine, vinto da Anakin egli salverà suo figlio, dandosi la morte. Più volte Anakin pecca di ‘hybris’, che lo porterà, dopo un duello alla pari con il suo maestro Obi Wan Kenobi, a perdere due gambe e un braccio e a bruciarsi vivo, dovendo indossare il costume nero di Darth Vader. Sicuramente la morte è affrontata onorevolmente da Anakin Skywalker: vedendo che il figlio Luke, vittorioso nel duello spada a spada contro il padre che si è visto mozzare un braccio, viene torturato dalla scossa lanciata da Sidious e ridotto in fin di vita, sotto il costume nero la maschera di Darth Vader crolla e si fa strada la vera essenza, Anakin Skywalker, che per molto tempo era stata soffocata dal dolore e dalla malvagità di Vader. Anakin a questo punto solleva di peso il suo maestro, ricevendo parte della scossa sul circuito che sostituiva i suoi polmoni, permettendogli di respirare, morendo dopo aver scagliato il suo maestro in uno scarico dell’astronave. Anakin così va incontro al suo ultimo fallimento, non aver ucciso il figlio, fallimento che però si rivelerà, al momento della sua morte, il suo più grande successo: egli ha adempiuto alla profezia che lo riguardava, distruggendo i Sith, lui stesso e il suo maestro Darth Sidious, e portando equilibrio nella Forza.

Anakin Skywalker uccide Darth Sidious

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