Il Superuovo

“Amore tossico”: la condanna già prevista da Epicuro spiazza Emis Killa e Jack La Furia

“Amore tossico”: la condanna già prevista da Epicuro spiazza Emis Killa e Jack La Furia

La stabilità emotiva che ci affascina e al contempo ci distrugge: anime smarrite in cerca di una felicità fuggevole.

Epicuro già nel 300 avanti Cristo circa aveva dipinto un quadro completo di quello che noi chiamiamo amore: un’arma a doppio taglio di cui nessuno riesce a fare a meno.

 

Tossico e indelebile

Due carriere più che affermate quelle di Jack La Furia e Emis Killa che hanno deciso di unirsi, nell’album “17”, formando un sinolo titanico, dove entrambi sono sia forma che materia, esattamente come vorrebbe Aristotele.
Jack ed Emis, nonostante la differenza di età, si sono trovati ad affrontare vicende pressoché identiche dove violenza, droga, e rapporti malati sono stati pane quotidiano e da cui, forse, il successo li ha salvati.

Un passato che rimane attaccato alle ossa  e da cui non è possibile liberarsi, mai, esattamente come il ‘17’ che hanno deciso di tatuarsi sul volto in vista dell’ultimo album, segnando una svolta definitiva a quel vissuto che li ha corrosi dentro.

 

L’instabilità epicurea 

Epicuro ha basato la sua filosofia su un principio limpido agli occhi di tutti: ciò che produce piacere è bene e ciò che non lo fa è male.
Un concetto che sembra sfiorare il limite della banalità ma la cui effettiva applicazione nella vita fa vacillare ogni uomo.
Epicuro afferma che seppur il bene corrisponda al piacere, quest’ultimo deve risultare stabile; contrariamente ben presto si tramuterà in dolore.
L’amore è un piacere indiscusso, ma ha un difetto enorme: è per natura instabile.
Epicuro, proprio per questo, fonda i suoi “Giardini” sulla “philia”, l’ amicizia, che mostra di avere tutte le caratteristiche per poter essere longeva e duratura: è un amore “freddo”, dove l’esistenza di un individuo non dipende da quella di un altro; è una relazione tiepida che vince su quella carnale.

Amore tossico

“Amore tossico” è il titolo della quinta canzone dell’ultimo album di Jack La Furia e Emis Killa, un tema sentito e sofferto a cui però solo Jack decide di dare voce, forse per maggiore maturità sull’argomento.
“Eri fascino e paura
Come le cose che non capisco”,
un dualismo da cui sembra impossibile liberarsi: è l’attrazione fatale da sempre al centro delle tematiche umane; ne è un esempio lampante la “Femme fatale” la cui figura ha riempito da sempre pensieri ed opere.
“E se mi stringevi le mani, mi mancava il sangue nel corpo
Vivo, ma camminavo come un morto”,
un amore di cui bisogna imparare a conoscere i limiti, perché è una danza sull’orlo del baratro.

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