Il Superuovo

Amore ed odio, due facce della stessa medaglia di cui Empedocle, Catullo ed il rap hanno parlato

Amore ed odio, due facce della stessa medaglia di cui Empedocle, Catullo ed il rap hanno parlato

L’opposizione e l’armonia dei contrari: per molte filosofie, questo sarebbe ciò su cui si basa il mondo. Amore-odio, di questi contrasti, è probabilmente il più celebre, di certo più sentito. Il primo a parlarne è molto lontano da noi nel tempo, eppure noi ancora indaghiamo questo tema.

Un tema millenario, quello del contrasto amore e odio. Perchè due cose così opposte sembrano essere così vicine? Perchè nelle più struggenti storie d’amore sempre questi due sentimenti si intrecciano? Non è semplice trovare una risposta che valga per tutti. Filosofi, poeti e cantanti si son posti queste domande, rimanendo, la maggior parte delle volte, inconsapevoli di come loro stessi potessero essere così profondamente affranti da un contrasto così radicale, così lacerante.

Empedocle: il precursore

Il primo in assoluto ad accorgersi e a parlare in un’opera della profonda correlazione degli opposti  è stato un filosofo del V secolo a.C., originario di Agrigento. Allievo di Pitagora, Empedocle è decisamente un innovatore nella filosofia greca antica, il primo a trattare di temi spirituali e metafisici elevandosi rispetto al piano fisico. Ed è proprio nella sua trattazione metafisica che compare il grande contrasto amore e odio. Empedocle, consapevole del potere che questi due sentimenti detengono tra gli umani, li ha posti niente meno che all’origine dell’universo, come principi regolatori. La loro opposizione e il loro ciclico alternarsi sono ciò che condizionano la storia, ciò che caratterizza ogni epoca. Il filosofo agrigentino parla dell’Amore (Φιλότης) come un principio ultraterreno, una grande potenza perfetta e unificatrice, e lo pone accanto all’Odio (Νεῖκος) che a sua volta disgrega, divide, porta la contesa. Sotto l’azione dell’Odio si sarebbe generato il mondo come lo conosciamo, un mondo pieno di opposizioni: esso avrebbe portato il caos nell’originaria sfera perfetta. Empedocle ci parla in particolare dell’opposizione maschile/femminile, non presente nell’Origine: una volta nati i contrari, però, sotto l’azione dell’Amore, gli umani sono spinti a cercarsi, a ritrovarsi, a ricomporre nel loro piccolo quell’originaria armonia.

Catullo e Baudelaire: due grandi poeti e il loro dolore

Odio ed amo. Perché lo faccia, forse mi chiedi / non lo so, ma sento che succede e mi struggo

Ci troviamo nell’Impero Romano. Questi famosissimi versi, che tutt’oggi ci colpisce leggere, vengono dalla penna di uno dei più importanti poeti del mondo antico: Valerio Catullo.  Egli li dedica a Lesbia, la donna da lui amata, ma da cui continua a ricevere risposte contrastanti. Alcune volte, l’amore per lei lo porta a un’estrema felicità, altre, i suoi rifiuti e il suo comportamento libertino lo portano a provare un incolmabile dolore. Una relazione difficile e tormentata, dove odio e amore non solo si alternano, ma vengono anche spesso provati in simultanea, lasciando il poeta in preda a una lacerazione interiore,  a cui non sa porre rimedio.

T’odio quanto t’amo, pazza di cui vado pazzo.

Questi versi, che ci richiamano così tanto quelli del poeta romano, sono in realtà stati scritti molti secoli dopo, da un altro, importantissimo poeta. Siamo nella Parigi dell’800, e parliamo del “maledetto” Charles Baudelaire. Anch’egli ha a che fare con una donna che gli fa provare fortissime emozioni, ma che allo stesso tempo non gli da certezze. Questa “pazza” però, proprio per questa sua essenza, lo coinvolge completamente, l’amore che prova per lei è totalizzante, anche se tale è anche l’odio che prova per i suoi comportamenti. Un’altra storia di lacerazione, un altro tormento irrisolto in cui possiamo riflettere il dolore forse anche da noi provato.

L’eredità dei rapper

Il tema amore e odio, in età contemporanea, è passato dall’essere affrontato nella poesia all’essere trattato nella musica. In un genere che potrebbe sembrare non aver niente di sentimentale, ovvero il rap, il contrasto è stato ripreso più e più volte, se ne è parlato nelle sue diverse sfumature, il dolore è stato descritto in modo del tutto accurato. Guè Pequeno (ex membro dei Club Dogo) ha scritto una canzone intitolata proprio “Amore/Odio”:

Amore e odio li confondo
Il bene e il male sullo sfondo
Il loro scontro antico più del mondo
Sei tutto ciò di cui ho bisogno
E nello stesso tempo ciò che infrange ogni mio sogno

Amore e odio come bene e male, sempre in contrasto ma indivisibili: senza l’uno non ci può essere l’altro. Anche in questo caso, l’altra persona lo getta nella totale insicurezza, le emozioni provate sono intense, ma l’interiorità  resta spezzata. Nella canzone “Come me” (la prima, del 2013), invece, il rapper romano Gemitaiz parla di una storia, ricca di passione ma anche di litigi e contrasti, dove regna l’instabilità. Il legame tra odio e amore è quanto più stretto possibile, il primo nasce dal secondo, che genera dunque, indirettamente, anche l’ostilità.

E penso spesso a
Come sarebbe la terra
Senza l’amore e tutti i colpi bassi che sferra
Senza l’amore non c’è odio, senza odio non c’è guerra

Una canzone in cui il rapporto amore-odio prende invece una forma nuova è “Boheme” di Rosa Chemical, rilasciata appena poche settimane fa. Qui il cantante prova rancore nei confronti del passato della ragazza, del suo amore precedente, e vorrebbe in qualche modo espiarlo con l’intenso sentimento d’amore che prova nei suoi confronti. Ma alcune volte ancora vacilla, perchè lei sfugge: solo la sua presenza lo fa sentire al sicuro.

Perché c’hai il cellulare spento?
Dimmi che vuoi salvarmi
Proteggermi dal mio bad mood
Che fa male tenersi tutto dentro
Sempre meglio di sapere che non mi vuoi più.

 

 

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