Il Superuovo

“Amen e Awoman”: la condanna della fissità binaria ? A rispondere ci pensa Butler

“Amen e Awoman”: la condanna della fissità binaria ? A rispondere ci pensa Butler

Le parole, che da sempre sono state il modo per comunicare, si rivelano non più sufficienti.

 

In un mondo che evolve alla velocità della luce c’è bisogno di un maggior numero di parole oppure un ritorno alle più semplici che abbiamo?

Amen o A-Woman ?

Un gioco di parole, come ha giustificato Emanuel Cleaver, il deputato USA, il quale ha chiuso il suo discorso di domenica 3 gennaio 2021 con una “battuta” che ha provocato un grande scontento a livello internazionale.

Cleaver ha affermato di essere rimasto sconcertato per il clamore suscitato da una chiusura che si pretendeva solo simpatica.
Successivamente ha dichiarato essere un omaggio alle presenze femminili che con il nuovo presidente stanno aumentando sempre più,  due semplici parole che, forse inconsapevolmente, hanno portato a galla una questione sempre più dibattuta oggigiorno: la fissità di genere.

Simone de Beauvoir

”Donne non si nasce, lo si diventa”

L’attivista e femminista Simone de Beauvoir porta avanti con grinta la teoria per la quale le differenze di genere siano dettate dalla società e non dalla “natura”.

Il sesso identificato come l’insieme delle proprietà biologiche stabili di un individuo, si distacca da quello che invece è il genere, che secondo Simone de Beauvoir può avere duplice accezione: la prima come identità percepita-vissuta, la seconda come ruolo assegnato socialmente.

È importare sottolineare che le preferenze sessuali possono prescindere sia dal sesso che dal genere.

 

Judith Butler

Judith Butler, sulla fissità biologica, ritiene che sia necessario mettere in discussione il carattere non culturale del corpo sessuato, infatti la riaffermazione di una specificità sessuale stabile ha inevitabilmente portato a scontri nel movimento femminista stesso.

La realtà è, infatti, molto più ampia rispetto alla dicotomia sessuale e di genere che viene presentata come unica possibile e necessita di maggiori distinzioni.

Ci si interroga dunque se le parole attualmente presenti siano davvero sufficienti oppure necessitiamo di frontiere nuove anche nel nostro linguaggio; una risposta è certa: affidandoci al linguaggio affettivo non corriamo il rischio di sbagliare, infondo é l’unico idioma che non trascina con sé errori grammaticali.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: