Alla ricerca della felicità: Seligman e la canzone di Pharrell Williams ci spiegano come trovarla

Come facciamo ad essere felici? Esiste una formula della felicità? Proviamo a rispondere facendo riferimento a una canzone e alla psicologia positiva.

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Riflettiamo su cosa sia la felicità e come sia perseguibile nella vita di tutti i giorni, commentando la canzone di Pharrell Williams e ragionando sulla formula della felicità proposta da Seligman, fondatore della Psicologia Positiva.

Because I’m happy…

Sono moltissime le canzoni che affrontano il tema della felicità, tra le più famose troviamo quella di Pharrell Williams (1973-), cantautore e produttore americano.

Happy“, questo il titolo della canzone, appartiene all’album omonimo ed è uscita nel 2013: ha un ritmo coinvolgente e al contempo rilassante, le sue parole sono semplici, il ritornello è contagioso. É una canzone senza tempo che non annoia mai.

É una celebrazione continua della felicità, di una condizione di eterno benessere, una lode alla positività. Per Williams il segreto della felicità si nasconde dietro quello che è il nostro approccio alla vita: occorrerebbe affrontare i problemi sempre con il sorriso e provare gratitudine per quello che si ha.

La sua è una semplificazione del concetto di “felicità”, ma non una banalizzazione, perché -come vedremo- l’ottimismo, la gratitudine, l’atteggiamento positivo intervengono davvero nel processo emotivo della felicità.

L’autore sprona l’ascoltatore a superare le giornate “no”, senza lasciarsi abbattere dalle cattive notizie… Come? Con il sorriso. Infatti, solo sorridendo è possibile resistere ai “bring me down” che la vita ci pone davanti. La parola chiave del testo è “happy”, ossia “felice” e viene ripetuta quasi trenta volte.

Il video Happy di Pharrell è stato copiato? Diciamo ispirato (VIDEO)

Come studiare la felicità

Cosa vuol dire essere felici? Come facciamo a capire se lo siamo davvero?

La felicità è connessa al grado di soddisfazione della vita e, anche online, è possibile fare diversi test per capire quanto si è soddisfatti della propria vita e vedere se si supera o meno il cosiddetto punto di neutralità. Ma è possibile misurare la felicità in termini oggettivi? Secondo lo psicologo israeliano Kahneman sì, calcolando la media delle variazioni dell’umore in un arco di tempo.

E da cosa dipende la felicità? Da diversi fattori, come l’ottimismo, la gratitudine l’essere estroversi (e qui torniamo al brano di Pharrell Williams) la qualità delle relazioni interpersonali, la classe sociale di appartenenza, le passioni e gli hobby… E, contrariamente a quanto si possa pensare, essa non dipende dall’età, dal denaro, dal livello di istruzione o dal posto in cui si vive.

Molti studiosi, specialmente negli ultimi anni, si sono concentrati sullo studio scientifico della felicità e del benessere, tra questi anche Seligman.

Martin Seligman è Il fondatore della Psicologia Positiva

Sveliamo la formula della felicità

Martin E. P. Seligman (1942-) è un famoso psicologo americano e fondatore della cosiddetta psicologia positiva. 

Egli ha investito molto sul potenziamento di quest’ultima, la quale si occupa del benessere personale dell’individuo e della qualità della vita.

Fino a un certo momento la psicologia si era interessata quasi esclusivamente dei “malati”, non analizzando abbastanza le emozioni positive, come la gioia, la gratitudine, la speranza, l’amore… Solo nell’ultimo trentennio, la psicologia -oltre a occuparsi del recupero di chi sta male- ha promosso la cultura del benessere.

Seligman si è occupato, quindi, principalmente delle emozioni positive nella dimensione passata, presente e futura dell’individuo e, conducendo vari studi, è arrivato a elaborare una formula della felicità.

H= S+ C + V

dove:

  • H sta per happiness= felicità;
  • S sta per set range, ossia la quota fissa determinata geneticamente;
  • C sta per circostanze;
  • V  per Controllo volontario.

La felicità dipende per il 50% dal set range, legato essenzialmente a fattori genetici, che -dunque- non hanno a che vedere direttamente e consciamente con noi; in maniera controintuitiva, dipende per il solo 10% dalle circostanze oggettive della vita; e per il 40% da fattori che sono sotto il nostro controllo volontario.

Per essere felici, quindi, dobbiamo investire in quel 40% (perché il restante 60% è fuori dal nostro controllo): la nostra felicità dipende per il 40% da noi. Bene, e allora cosa dobbiamo fare concretamente per essere felici?

Innanzitutto, bisognerebbe concentrarsi sulle emozioni positive, ad esempio provando gratitudine e imparando a perdonare; porre l’attenzione sull’io trovando un momento per rompere la routine, vivendo esperienze nuove e gratificanti, non facendo paragoni con gli altri, investendo nei legami interpersonali stretti, facendo progetti e nutrendo speranze per il futuro; valorizzare i punti di forza per un crescita continua.

Ovviamente, la formula proposta da Seligman non è perfetta, ma offre comunque un ampio sguardo sulla complessa questione della “felicità”, che -come abbiamo visto- dipende per circa il 40% dal modo con cui affrontiamo le situazioni della vita e interagiamo con gli altri e l’ambiente.

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