La trama  

La storia del film è incentrata sulla figura di Alessandro, figlio di Filippo II e della Regina Olimpia. Dopo l’assassinio del padre diventa Re di Macedonia: da qui parte alla testa del suo esercito contro l’Imperatore persiano Dario III. Una volta conquistata la Persia, Alessandro prosegue la sua inarrestabile marcia attraverso l’Asia centrale e riporta una lunga serie di vittorie; nel corso della campagna, però, dovrà domare le ribellioni dei propri soldati. Per Oliver Stone, il protagonista Alessandro è stato il più grande rivoluzionario, considerato comeil primo vero cittadino del mondo nella sua totalità. Si presenta come un condottiero invincibile, dall’animo pacifista e sensibile.

L’Astuzia della Ragione

La figura dell’eroe cosmico storico viene introdotta da Hegel quando parla di processo d’inveramento nella storia. Nella storia vediamo il rivelarsi de “l’astuzia della ragione”. Essa adopera le passioni degli individui per raggiungere il fine universale. Gli individui grazie alla loro indole e ai loro istinti, sono mezzi e strumenti dello Spirito, i quali li utilizzano a proprio vantaggio. Gli uomini, gli individui, sono  quindi   dotati   sia   di   riflessione,   sia   di   passioni   e   grazie   a   queste perseguono scopi determinati, ma  nello stesso momento, realizzano i fini dello Spirito Universale.

Chi sono gli eroi cosmico storici?

Gli eroi sono coloro che spezzano la sussistenza dello spirito di un popolo, diventano protagonisti di crisi e rivoluzioni. in questo contesto smettono di seguire vecchi schemi conservatori  per  utilizzarne di  nuovi. Entrano, però, in contrasto con gli interessi del sistema precedente. Essi guidano i popoli della nazione in cui nascono, per poi successivamente cadere in disgrazia una volta portato a termine il loro compito. Cercano di abbattere e sostituire i sistemi vigenti.  Vengono definiti come condottieri di anime, sono gli anticipatori che realizzano l’acceleramento del processo di mutazione. Le azioni di questi individui cosmico-storici cominciano da esigenze personali, dalle loro passioni, ma realizzano l’universale. Dal loro temperamento viene dato il via ad una dialettica tra universalità e particolarità.  Sono quei grandi uomini che hanno voluto e realizzato una realtà giusta e necessaria, non semplicemente una loro fantasia.

Alessandro Magno secondo Hegel

Nell’opera  Le lezioni di Filosofia della storia, Hegel descrive la figura di Alessandro Magno.  Fu allievo di Aristotele e  grazie a lui entrò appieno nella metafisica. Questa gli permise di purificare la sua indole dall’opinione, dalla rozzezza e dal vuoto rappresentare.  Alessandro si trova ad operare in una monarchia effettiva, dopo il regno di suo padre Filippo. Egli si discostò padre e dal suo modo di regnare: gli rimproverò la sua durezza, la violenza, il mercimonio e l’inganno politico che utilizzava quando era a capo della monarchia. Quando si mise al comando, Alessandro aveva vent’anni e il suo scopo era quello di vendicare la Grecia contro l’Asia e tutte le cose che gli aveva inflitto, mettendo cosi fine al dissidio tra Occidente e Oriente.

Alessandro e la bramosia 

Proprio perché conquistò parte della Grecia e poi l’Asia, possiamo affermare che è stato bramoso.  Per Alessandro, ma anche per gli altri eroi, giocano un ruolo fondamentale le passioni e quella che Hegel chiama bramosia. Quest’opera di conquista fu possibile grazie al suo genio. A livello militare infatti, fu grande nelle battaglie, negli spostamenti e nelle disposizioni,  a livello del coraggio e del valore, venne considerato come il soldato più valoroso nelle lotte, e queste qualità si unificavano tutte e si innalzavano grazie ad un’umanità ed individualità bella.

Gli eroi muoiono giovani

Prova ancor più grande della sua grandezza, è la sua morte a trentatré anni. La vita dell’eroe è breve ed intensa. Una morte necessaria per farlo rimanere giovane per i posteri.  Grazie alle sue imprese Alessandro fissò la sua immagine nella storia e non possiamo giudicarlo da un punto di vista morale secondo un criterio moderno e, a coloro che adducono al fatto che non abbia lasciato successori, Hegel risponde che proprio i regni greci formatesi dopo di lui in Asia furono la sua dinastia.

Serena Gottardi

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