Addio alle etichette: Eddie Redmayne ci spiega le identità sessuali con “The Danish Girl”

Il film diretto da Tom Hooper con protagonista l’attore britannico Eddie Redmayne ci parla delle identità sessuali in un’epoca in cui, di identità sessuali, non se ne poteva neanche parlare.

Eddie Redmayne interpreta Einar/Lili in The Danish Girl, fonte: COMINGSOON.it

Un dibattito più che attuale è quello relativo alle identità sessuali, di cui bisogna ancora comprenderne appieno il significato. Il film The Danish Girl è riuscito a coglierlo, portando sul grande schermo la storia di Lili Elbe, la seconda persona nella storia a sottoporsi a un intervento chirurgico di affermazione di genere e a essere identificata come donna transessuale.

LA STORIA DI LILI

Nella pittoresca Copenaghen degli anni venti, una giovane coppia di neo sposi, Einar e Gerda Wegener, mettono su il loro studio per poter avviare la loro carriera nel mondo dell’arte. Lei, una talentosa ritrattista ma poco conosciuta, e poi lui, un paesaggista, che rende la Danimarca la protagonista indiscussa dei suoi quadri. Ma la loro armonia di coppia comincerà a frantumarsi nel momento in cui Gerda chiederà ad Einar di posare con degli abiti da donna per un dipinto, poichè la ballerina che avrebbe dovuto essere al suo posto era impegnata con uno spettacolo. Tra un leggero imbarazzo ed una ritrovata armonia, nasce Lili Elbe, ricordata per essere stata la seconda persona ad essersi sottoposta ad un intervento di orchiectomia. Morirà tre mesi dopo un’intervento di vaginoplastica a causa di alcune complicazioni, tra atroci sofferenze dovute all’operazione. Ma ancor più doloroso della morte stessa fu il percorso di assegnazione di genere che Lili dovette affrontare: per gli psicologi era schizofrenica, per i passanti un fenomeno da baraccone. E mentre Lili moriva fra le braccia di Gerda, quest’ultima si ritrovò ad affrontare due lutti, fra la morte del marito con cui sognava di passarci tutta la vita, e quella di Lili, una sognatrice esattamente come Gerda. Una vita difficile la loro, il cui percorso di transizione intrapreso dal marito non ha potuto far altro che incrinare i rapporti. A questo si aggiunge anche l’omotransfobia di cui il compagno è stato vittima, venendo spesso percosso anche per strada. Se oggi argomenti quali le identità sessuali sono considerati come tabù, nell’epoca di ambientazione del lungometraggio erano avvolte dal velo d’ignoranza della comunità, velo che portò Lili ad essere considerata non come donna. bensì etichettata come una travestita.

Lili Elbe in una fotografia dell’epoca

I PUNTI CHIARI

Quando parliamo del sesso intendiamo principalmente una distinzione biologica tra maschi e femmine. Il genere invece si basa su quelle che, dato il sesso di una persona, sono considerate le caratteristiche fisiche, comportamentali e di personalità adeguate.Mentre il sesso si basa principalmente su differenze biologiche, il genere su costrutti sociali. In questo caso, cominciano a nascere le prime problematiche di tipo sociale che ogni persona appartenente alla comunità LGBTQ+  deve affrontare quotidianamente. Anche se abbiamo la tendenza a pensare esclusivamente ai due sessi biologici, c’è un continuum tra anatomia maschile e femminile. La cultura ci offre modelli, regole e codici per gestire le nostre sessualità e la loro espressione e la preoccupazione maggiore, ad esempio,  di Max Weber era proprio la razionalizzazione di questi istinti irrazionali, che vedeva come una gabbia di ferro. Ma nessuno conosce così bene queste gabbie di ferro come le persone transgender, coloro che nascono con un sesso biologico diverso da quello con cui si identificano, sentendosi imprigionati all’interno del loro stesso corpo: se da un lato devono affrontare un percorso di assegnazione di genere attraverso l’assunzione di ormoni e sottoponendosi a delicate interventi come la nostra Lili, da un lato devono trovare la piena libertà di decidere chi amare. Un altro elemento da analizzare in riferimento all’identità sessuale è l’orientamento sessuale, che include chi desideriamo amare. L’orientamento sessuale è generalmente diviso in quattro categorie: eterosessualità, desiderio di avere relazioni con il sesso opposto; omosessualità, desiderio sessuali verso qualcuno del proprio sesso; bisessualità, desiderio di relazioni con entrambi i sessi e, infine, l’asessualità, la mancanza di desiderio sessuale. Anche se le differenze biologiche svolgono un ruolo nelle differenze di genere nella sessualità, il punto di vista sociologico è che i fattori sociali e culturali possano influenzare quest’ultime. Questo perché oggi è anche possibile poter parlare di questione di genere: “So bene di essere una donna, ma potresti darmi del voi?”.

CRONACHE DI ORDINARIA OMOFOBIA: I DATI E GLI EPISODI

Nell’ultimo periodo è diventato oggetto di dibattito il come porsi ad una persona che preferirebbe non essere data del lei nonostante si tratti di una donna. Se da un lato si vorrebbe apportare una modifica del linguaggio tale da portare ad una rivoluzione del sistema comunicativo con la finalità di creare un linguaggio più inclusivo, dall’altro c’è chi la ritiene una vera e propria esagerazione. Ciò comporterebbe l’annullamento del maschile e del femminile nella grammatica, sostituendo la lettera finale con la schwa. Tale dibattito sta accadendo però in un paese dove ancora si ha difficoltà nell’accettare l’omosessualità. Un paese che non riconosce come omofobe frasi come “Non mi danno fastidio i gay, ma…”“Basta che non vi baciate davanti a me”, mentre il tasso di suicidi causati dall’omofobia risulta essere ancora fra più alti d’Europa. Secondo il sito Omofobia.org, nel periodo che va dal 1/05/2021 al 30/04/2022, almeno 148 persone, soprattutto ragazzi al di sotto dei 30 anni, hanno denunciato di essere state vittime di omofobia, riscontrando quindi un aumento del fenomeno rispetto agli altri anni. Al drastico quadro vanno aggiunti chi, a causa dell’omofobia, non ha più retto, come il caso di Cloe Bianco, professoressa transgender che si è tolta la vita dandosi fuoco. Un dato che, come non ha trovato risoluzione da un punto di vista sociale, non ha trovato riscontri neanche da un punto di vista politico.

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