Nasce Vittorio Alfieri: ecco i concetti di libertà e tirannide per il poeta piemontese

Il 16 Gennaio 1749 nasce Vittorio Alfieri, uno dei più importanti poeti del Settecento.

 

Di Bernardo Bellotto – The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=148697

Come ricordato in un articolo di RaiCultura si celebra, il 16 Gennaio, la nascita di Vittorio Alfieri, ad Asti, in Piemonte. Poeta, drammaturgo e scrittore segna la storia della letteratura italiana.

Vita scritta da esso: competenze linguistiche

Vittorio Alfieri presenta sé stesso nella sua autobiografia come nato da “[…] nobili, agiati ed onesti parenti”. La sua attività letteraria non fu molto lunga, ma può essere di certo ricordata come intensa. Dal carattere tormentato e incline alle visioni romantiche, sebbene fosse madrelingua piemontese – accadeva spesso in quel periodo – non mancò dall’apprendere il francese, ma anche il toscano e, ovviamente, l’italiano. L’assimilazione dell’italiano non fu così semplice come possa sembrare, dato che risentiva dell’influsso delle altre due lunghe. Per questa motivazione, si immerse completamente nella lettura dei classici italiani e latini, così da incrementare conoscenze e competenze, oltre che acquisire, contemporaneamente, una visione razionalista e classicista, derivante da autori come Voltaire e Montesquieu.

Di Claudio Cavallero – [1], FAL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14836811

Le opere

Dopo aver frequentato l’Accademia militare a Torino e dopo aver vagabondato per l’Italia, rientrò nella capitale piemontese, dandosi allo studio della letteratura. Da questo momento in poi, dal 1775 in poi, si dedicherà alla stesure di tragedie, la cui prima sarà Antonio e Cleopatra. Un grande successo abbraccerà questa opera e anche quella a seguire. Il successo deriva dal nucleo centrale delle stesse tragedie che si basano principalmente sul rapporto tra libertà e potere, soffermandosi anche sulla questione della tirannia. Ciò non toglie al poeta la possibilità di vagliare e approfondire l’animo e i sentimenti umani, anche in relazione alla società.

Libertà e potere, insieme alla tirannide

Affascinato dalla libertà e fortemente accanito nei confronti della Tirannide, l’entusiasmo di Alfieri in tali ambiti fu più che notevole. La sua idea di libertà rimane comunque molto particolare, dato che non può essere definita in maniera oggettiva. È un concetto astratto, forse più legato a un certo eroismo, forse nato dalle letture effettuate durante la sua vita. A fuoco è però l’obiettivo della libertà di Alfieri che si condensa nella realizzazione dell’io, fuori da ogni limite a da ogni costrizione. Nasce così l’eroe “alferiano”, il quale viene ostacolato da una serie di forze, definite “oscure”. Mosso dalla fame della ricerca di emozioni, cerca questa grandezza.
Qui sorge, però, una controindicazione. Questa affannata ricerca della realizzazione di sé può portare l’eroe a un forte senso di colpa, fino a raggiungere forti dosi di irrequietezza, che trova sfogo nelle sue opere. I due concetti di tirannide e libertà diventano, tra le pagine di Alfieri, due rappresentazioni mitiche.

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