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“À rebour” e il lockdown: come Jeans Des Esseintes affronta l’isolamento sociale e la nevrosi

“À rebour” e il lockdown: come Jeans Des Esseintes affronta l’isolamento sociale e la nevrosi

“À rebour” è un romanzo che tratta dell’isolamento sociale e della nevrosi.

Un’immagine dello scrittore Joris-Karl Huysmans (Google)

Oggi, per causa di forza maggiore, siamo costretti a relazionarci in maniera differente.

“À rebour ”

À rebour”, tradotto in italiano come “A ritroso”, “Contro corrente”, “A rovescio” o “Al contrario”, è un romanzo del 1884 di Joris-Karl Huysmans.
Il libro racconta del protagonista Jean Floressas Des Esseintes. Ricco di famiglia, il giovane che vive a Parigi, decide di trasferirsi a Fontenay poiché deluso della mondanità della grande città e di come la vivono i suoi coetanei.
Nella bella residenza, Des Esseintes si chiude in se stesso e comincia il suo eremitaggio lontano da tutti.
Il protagonista trova conforto nell’arredare la sontuosa dimora, circondandosi di opulenza e lusso.
La sua vita scorre tra alcolici, cura delle piante e lettura.
Poco a poco, Des Esseintes sviluppa allucinazioni e una nevrosi nei confronti del cibo.
Il medico, dopo avergli fatto visita, gli comunica che la sua vita è a rischio e che l’unico modo per riprendere in mano la propria vita è quella di tornare a far parte della società.
Des Esseintes, controvoglia è costretto a tornare a Parigi e ad accettare la realtà che sta cambiando.

Il lockdown

Recentemente siamo stati costretti a rimanere a casa a causa della pandemia. Questo periodo ci ha restituito il piacere di godersi la propria casa da una parte, ma dall’altra ci ha spinto verso una nuova forma di esasperazione. Molti medici hanno espresso il parere che questa chiusura imposta e questa quotidianità “a spot” e che si fatica a riconquistare, potranno causare problemi di socializzazione e depressione.

Una rappresentazione di come mantenere il distanziamento sociale (Google)

“À rebour” e il lockdown

Il romanzo “À rebour” e il lockdown hanno in comune l’isolamento dalla società. Il protagonista del libro sceglie coscienziosamente di isolarsi mentre noi siamo stati costretti. Il romanzo pone la questione della sensazione di inappropriatezza nei confronti della nuova società. Anche a noi spesso capita di non sentirci a proprio agio con il mondo e in questo periodo siamo obbligati a limitare i nostri rapporti sociali. La morale, però, è la stessa: non si può vivere isolati dal mondo e dalle persone senza ammalarsi sia da un punto di vista mentale, sia da un punto di vista fisico.
Noi siamo “animali sociali” e per quanto ci piaccia a volte restare da soli e rimanere in contatto con noi stessi, non possiamo impedirci di relazionarci, parlarci e toccarci.

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