Il 25 settembre gli italiani sono chiamati anticipatamente al voto per il rinnovo del Parlamento. Tra partiti storici e nuovi non mancano quelli bizzarri; ma come funzionano davvero le elezioni?
Ci son cascato di nuovo. La citazione a Achille Lauro è un obbligo, vista la situazione politica in cui ci ritroviamo. Niente di inedito per gli italiani, che sono ormai abituati a presentarsi alle urne ogni tre o quattro anni, in barba alla durata canonica quinquennale della legislatura. Queste elezioni politiche, però, sono forse fra le più sentite di sempre. Infatti, tra la pandemia che ancora non vuole lasciare in pace i cittadini del mondo, crisi energetica e inflazione, eccoci qui. Di partiti ce ne sono tantissimi, alcuni veterani e altri più giovani, ma sappiamo come funzionano davvero delle elezioni?
Il sistema elettorale for dummies
E’ una parola chiave dell’attualità, tutti abbiamo più o meno presente come funziona, ma è giusto fare un ripassino prima di entrare nello specifico. Il sistema elettorale è il meccanismo attraverso il quale i voti espressi dagli elettori vengono trasformati in seggi parlamentari. Ne esistono di tantissimi tipi e questi ultimi dipendono principalmente da tre variabili. Importante è, innanzitutto, la tipologia di scelta che il votante può compiere, quindi se categorica (una scelta secca) o ordinale (può inserire un ordine di preferenze). Dopodiché, si considera la dimensione del collegio, ossia l’unità minima che ripartisce i seggi in base ai voti. In ultimo, si considera la formula elettorale, cioè il meccanismo attraverso cui si procede alla vera e propria ripartizione dei seggi. I due principali sistemi elettorali sono il maggioritario e il proporzionale.
Il Rosatellum e l’odio/amore per il proporzionale
L’Italia ha una lunghissima tradizione elettorale di tipo proporzionale. Ciò significa che i seggi sono distribuiti a seconda della quota di voti ottenuta da ciascuna lista in competizione, tenendo conto di tutte le liste di candidati che abbiano ottenuto un certo numero di voti pari al quoziente elettorale, ossia una percentuale minima. I seggi sono ripartiti tra le liste in relazione alla consistenza numerica, per poi, in seconda battuta, considerare quali candidati singoli saranno eletti. Dal 1993, però, il nostro Paese adotta un sistema elettorale misto, miscelando, in quote differenti, il tipo maggioritario e quello proporzionale. Sebbene le leggi elettorali siano cambiate molto spesso, a oggi si usa ancora un sistema misto, soprannominato Rosatellum. Prevalentemente proporzionale, la l. elettorale 165/2017 prevede una soglia di sbarramento e seggi sia uni- che plurinominali.
Le elezioni politiche 2o22
Ci ritroviamo davanti a una delle campagne elettorali più stravaganti (tristemente) della storia repubblicana. Ad affiancare compagini politiche storiche, come Lega, Partito Democratico e Forza Italia, si affiancano alcune novità, come Unione Popolare e Insieme per il futuro. Ma andiamo a scovare i partiti più particolari. Possiamo iniziare da Sacro Romano Impero Cattolico e Pacifista, che propone un tuffo nel passato, ma anche Partito della Follia Creativa, fautore di lezioni di corteggiamento e di distribuzione di preservativi a ogni cittadino. Su una linea tragicamente più seria stanno Italexit, favorevole all’uscita del nostro Paese dall’Unione Europea, e Alternativa per l’Italia, compagine ultra-conservatrice e di ispirazione fascista.