Il Superuovo

A oltre 80 anni dalla nascita di Paolo Borsellino, il suo impegno rimane ancora indimenticabile

A oltre 80 anni dalla nascita di Paolo Borsellino, il suo impegno rimane ancora indimenticabile

Il 19 gennaio 1940 nasceva a Palermo Paolo Borsellino. Figura emblematica del panorama giuridico italiano, è ricordato ancora oggi per il suo impegno nella lotta alla mafia.

Il magistrato Paolo Borsellino (Radiortm)
Il magistrato Paolo Borsellino (Radiortm)

Figlio di Diego Borsellino e Maria Pia Lepanto, entrambi farmacisti, Paolo Borsellino visse assieme ai suoi fratelli e sorelle nel quartiere la Magione a Palermo. Rimase legato a questo luogo tutta la sua vita. Frequentò l’università di giurisprudenza a Palermo e sì laureò il 27 giugno 1962 ottenendo la votazione massima. Iniziò la sua attività di magistrato nel 1965 presso il tribunale di Enna.

Non solo colleghi: Borsellino e Falcone

Paolo Borsellino e Giovanni Falcone vengono ricordati ancora oggi come simboli della lotta alla mafia. Il loro rapporto non fu solamente lavorativo. I due erano amici di infanzia. Si conobbero nel quartiera la Kalsa di Palermo. Qui frequentarono lo stesso oratorio. Borsellino e Falcone scelsero gli studi giuridici e fin da subito si impegnarono nella lotta alla mafia. Non volevano essere eroi, il loro unico obbiettivo era quello di fare giustizia in Sicilia, in una terra ormai insanguinata, vittima dell’aggressività mafiosa. Volevano liberare la società con il loro lavoro. Rimasero uniti anche nella morte. La memoria indelebile viene celebrata nell’aeroporto di Palermo-Punta Raisi che venne loro dedicato.

Credo che quelle di Falcone e di Borsellino siano state due vite parallele, come due canarini che difficilmente sopravvivono a lungo alla morte dell’altro

Falcone e Borsellino
Falcone e Borsellino (Focus Junior)

La creazione del pool antimafia

La rivalità fra i Corleonesi e il gruppo mafioso di Gaetano Badalamenti avevano gettato nel disordine la città di Palermo. Erano gli anni Ottanta. Cosa Nostra aveva commesso più di 600 omicidi. Fra le vittime anche Carlo Alberto dalla Chiesa, generale e Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia e fratello dell’attuale presidente della Repubblica. Per combattere efficacemente questo fenomeno nacque il pool antimafia. Il progetto ideato da Rocco Chinnici, rimasto vittima di Cosa Nostra nel 1983, viene ampliato poi dal giudice Antonino Caponnetto. Quest’ultimo individuò nella persona Paolo Borsellino e Giovanni Falcone due alleati. I due divennero giudici istruttori ed iniziarono ad indagare su Cosa Nostra. I mass media lo rinominarono maxiprocesso dati i suoi numeri. Basti pensare che i giudici ascolatorono circa 476 imputati. Le testimonianze del pentito Tommaso Buscetta furono decisive per ricostruire l’organizzazione di Cosa Nostra. Tuttavia, dopo le dimissioni di Caponnetto, Antonino Meli divenne suo successore. Quest’ultimo non seguì il modus operandi di Caponnetto e dei suoi giudici istruttori. Gli omicidi commessi da Cosa Nostra non vennero considerati legati gli uni dagli altri e questo pose fine all’esperienza del pool antimafia.

La strage di via D’Amelio pose fine alla vita del giudice

In seguito all’uccisione del suo collega ed amico Giovanni Falcone, anche Paolo Borsellino rimase vittima di un attentato organizzato da Cosa Nostra. L’organizzazione mafiosa volle vendicarsi dei due giudici istruttori. Ad oggi, sono passati 29 anni dalla strage di via D’Amelio in cui Paolo Borsellino perse la vita insieme a cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Unico sopravvissuto l’agente della scorta Antonino Vullo. Il 19 luglio 1992 il giudice si stava dirigendo a casa della madre e della sorella Rita, ubicata proprio in via D’Amelio. All’arrivo di Borsellino, una Fiat 126 imbottita di tritolo esplose all’altezza del Civico 21. I funerali privati si svolsero nella chiesa di Santa Maria Luisa di Marillac a Palermo. La sua dedizione nella lotta alla mafia è un modello ancora oggi. Nella giornata di ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ne ha ricordato l’impareggiabile dedizione in Senato.

 

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