La solitudine umana spiegata attraverso i Green Day e le parole di Quasimodo

‏Boulevard of broken dreams è un pezzo dei Green Day, celebre band americana.

La canzone tratta il tema della solitudine umana e dell’atteggiamento ossimorico che l’uomo ha verso di essa. Imprigionato in una solitudine autoimposta l’uomo si avvicina al confine con la morte mantenendo però vivo il desiderio di essere compreso dagli altri.

“Boulevard of broken dreams”

Le prime parole della canzone ci conducono dentro una strada vuota, lastricata di sogni infranti, di fiori mai nati. L’uomo cammina solitario dove la città dorme e il movimento è assente. Gli orologi non hanno lancette, la solitudine porta a incastonarsi dentro un altrove senza tempo, a camminare nell’attesa del nulla. Incompresi, inadatti alla vita, cerchiamo rifugio in noi stessi, scappiamo camminando sui vetri del passato. La realtà perde consistenza, la scelta muore insieme alla libertà. La società moderna ci vincola alla solitudine, oggi avere un’identità significa avere una funzione nel mondo. Per riuscire ad autodeterminarsi, per trovare un vero senso alla propria esistenza l’uomo deve affogare dentro se stesso. Tutti giudicano l’etichetta, il biglietto da visita, poche volte riusciamo ad intravedere il cuore delle cose. La consapevolezza di non poter mai essere compresi fino in fondo ci porta ad isolarsi.  Siamo schiavi di un contrasto ossimorico; vorremmo essere compresi per ciò che veramente siamo, ma siamo i primi a fermare lo sguardo sulle apparenze ingannevoli. Eppure ricerchiamo disperatamente un contatto con l’altro, è un desiderio vano, solo la nostra ombra cammina accanto a noi. Il rinchiudersi fa sgretolare il senso stesso dell’esistenza umana avvicinando l’uomo al confine con la morte, egli infatti non conferisce più un peso alla vita reale annullando l’importanza della scelta. Essere soli porta ad un’alienazione non solo verso il mondo ma anche verso la propria esistenza vista come possibilità di realizzarsi attraverso il mondo. L’autorealizzazione è un’illusione, come lo è il tentativo umano di trovare un senso alla vita stessa.

Quasimodo e la solitudine vitale

Nella poesia Ed è subito sera il poeta fa una riflessione sul destino dell’uomo, sulla solitudine e sulla precarietà dell’esistenza. Ognuno sta solo/ sul cuore della terra/ trafitto da un raggio di sole/ ed è subito sera. Quasimodo ricerca essenzialità e concisione, i versi hanno un andamento decrescente che sottolinea il sopraggiungere della morte sulla vita. La solitudine è una caratteristica esistenziale che abbraccia tutti gli uomini accentuata nella poesia dalla vicinanza al cuore della terra. Il raggio di sole è un’immagine di vitalità e pienezza. L’uomo vive il proprio essere in una relazione profonda e viscerale con la terra dove le voci degli altri uomini sono rumori lontani. Il raggio di sole trafigge l’essere umano, crea una ferita. Il senso del dolore e della sofferenza si insinuano nelle crepe dell’esistenza smentendo l’apparente vitalità dei versi precedenti. In un attimo l’illusione della felicità si dilegua e sopraggiunge la sera, la morte. La vita è un qualcosa di fulmineo, che illumina e poi trafigge ma è anche un qualcosa di transitorio, un raggio di sole che affonda nella nostra solitudine e ci regala un fugace sguardo verso il mistero esistenziale. Attraverso il dolore della ferita percepiamo pienamente l’importanza e la brevità della vita. Tutti portano con loro un dramma, una croce sulle spalle,  siamo sette miliardi di uomini trafitti ognuno da un raggio di sole che ci dona vita attraverso la nostra solitudine, la nostra ombra.

La solitudine oggi è scomparsa?

La risposta è negativa, oggi siamo così soli. La solitudine ha un volto di un ragazzo con la testa bassa, gli occhi spenti, con il mondo tra le mani. La tecnologia crea dipendenza e corrode la genuinità dei rapporti umani. Nessuno parla, tutti affogano dentro lo schermo di uno smartphone. Vita e finzione si confondono, nessuno sa dove hanno inizio e fine. I valori sono stati sommersi dalla fiumana del progresso, l’utile è la sola parola che conta, i sentimenti sono fatti per essere calpestati. La falsità conduce i rapporti umani e molto spesso questa falsità non ha volto ma solo un’immagine di profilo Whatsapp. Famiglie ipnotizzate davanti a uno schermo subiscono passivamente milioni di stimoli senza dire una parola. L’empatia che si creava dall’intreccio di due sguardi ora è un emoji. Il pensiero e la riflessione esistenziale stanno morendo trafitti da milioni di stimoli, un diluvio di immagini che intrappola la nostra libertà. La solitudine non è più un dialogo con se stessi ma è assenza totale, è un essere estranei non solo verso la realtà ma anche verso il proprio cuore. Il dolce peso dell’ attesa dove è andato a finire, dentro l’ultimo modello di auricolari, dentro una nuova serie di Netflix?

Lascia un commento