Christmas is coming! Alla scoperta delle tradizioni natalizie con Charles Dickens

Siamo ormai a Dicembre e Natale sta arrivando, portando con sé l’albero di Natale, i regali, le città decorate da festoni e luminarie… Ma quando e come sono nate tutte queste tradizioni? 

Il merito va soprattutto a Charles Dickens, celebre scrittore inglese dell’epoca vittoriana: egli rimase talmente folgorato dal Natale, che decise di farne il protagonista di uno dei suoi più grandi romanzi, “Canto di Natale”, andando a valorizzare in questo modo tradizioni che si erano perse con il tempo.

A Natale siamo tutti più buoni, persino il vecchio Scrooge!

Charles Dickens fu uno degli scrittori più importanti dell’Ottocento vittoriano: nato a Portsmouth nel 1812, cresciuto successivamente a Londra, iniziò ad avere presto successo come giornalista, e poi come scrittore di romanzi. Tra i suoi più grandi meriti vi è l’aver riportato in auge il Natale con la sua opera “Canto di Natale”. Il libro parla della conversione del vecchio Ebenezer Scrooge, un vecchio avaro che ha consacrato la sua vita al lavoro in banca. Alla vigilia di Natale, gli fanno visita tre spiriti del Natale: il natale passato, presente e futuro; i quali mostrano a Scrooge i suoi ricordi felici, il suo presente vuoto e il suo futuro, in cui nessuno si ricorderà di lui. Così, attraverso questa riflessione nel tempo, il banchiere inizia a realizzare com’era stata la sua vita, che cosa ne aveva fatto e cosa sarebbe successo. Sembra tutto perduto, quando Scrooge si rende conto che può salvarsi, così il giorno di Natale si riunisce alla sua famiglia, che ne rimane inizialmente sconvolta e successivamente piacevolmente sorpresa. Tutt’ora è piuttosto diffuso il detto “a Natale siamo tutti più buoni”, possiamo cambiare, diventare persone migliori. Forse, è Dickens che ci ha ispirato a riflettere su noi stessi e a reinventarci in arrivo del Natale, a prenderlo come un momento di crescita personale e felicità collettiva. Insomma, forse è proprio il vecchio Scrooge ad aver ispirato noi.

Le tradizioni natalizie salvate da Charles Dickens

Ma come nacque questa fantastica storia di fantasmi natalizi? Siamo nell’Ottobre del 1843: lo scrittore è sconsolato per via degli insuccessi dei suoi ultimi tre libri, che gli causano inoltre forti problemi finanziari. Ispirato dallo “spirito del Natale”, comincia a scrivere l’opera. Nel riadattamento cinematografico “Dickens: l’uomo che inventò il Natale” ci viene presentato uno scrittore alle prese con il suo genio creativo, che si manifesta sotto forma di personaggi immaginari con cui lo stesso autore parla.

Con la sua formidabile immaginazione, lo scrittore vide ciò che passava inosservato agli occhi degli altri: le tradizioni natalizie si stavano spegnendo con il passare del tempo, e riuscì a valorizzarle di nuovo con il suo libro. In primis, i canti di Natale erano ormai passati di moda all’epoca, quando Dickens decise di descriverli nel suo libro, sottolineando l’atmosfera magica che essi portavano. Al giorno d’oggi non sono in voga gli stessi canti di Natale, ma se pensiamo alle canzoni natalizie, sicuramente è un enorme genere musicale: dagli anni Cinquanta ad oggi, tutti i musicisti si sono reinventati con le hit del Natale, da Louis Armstrong a Micheal Bublé, dagli Wham! a Mariah Carey. In più, ai tempi dello scrittore la tradizione dello scambio dei regali non avveniva a Natale, bensì a Capodanno, infatti in alcuni paesi – ad esempio in Russia – è ancora così. Da quando uscì “Canto di Natale” divenne una tradizione scambiarsi i regali il Venticinque di Dicembre. Infine, il cenone di Natale non era visto di buon occhio all’epoca: per i vittoriani era sinonimo di ostentamento di ricchezza. Ma, le cose cambiarono quando uscì il bestseller dickensiano, ed ecco perché tutti noi, chi più, chi meno, mettiamo su qualche chilo durante le feste.

Perché oggi facciamo l’albero di Natale?

Tra luminarie, festoni, regali, cenoni e canti, c’è un elemento fondamentale che fa da sfondo a tutto ciò: l’albero di Natale. Potrebbe sembrar strano, perché oggi abbiamo tutti un albero di Natale in casa, chi più grande e chi più piccolo; ma all’epoca, nel Regno Unito, “fare l’albero” era considerata una tradizione “pagana”, infatti  quest’usanza è originaria della Germania. Nel 1840 il Principe Albert, marito della regina Vittoria, portò in Inghilterra una tradizione del suo paese d’origine, che fu subito apprezzata dallo stravagante scrittore. Addirittura, Dickens ne decantò le lodi nel racconto “L’albero di Natale”:

 Sono stato lì a guardare, questa sera, un’allegra brigata di bambini riuniti attorno a quel bel giocattolo tedesco: un albero di Natale. L’albero era piantato al centro di un gran tavolo rotondo, e torreggiava alto sopra le loro teste. Era illuminato da una gran quantità di candeline; e ovunque vi splendevano e ammiccavano oggetti sfavillanti.

Così descriveva Charles Dickens l’albero di Natale ottocentesco, e sembra proprio lo stesso dei nostri giorni, anche se con luminarie al posto di candele. Se vi siete mai chiesti da dove venga l’atmosfera natalizia, ora lo sapete!

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.