“Che fai a capodanno?” Un viaggio attorno al mondo attraverso le tradizioni di questa festa

“Cosa fai a Capodanno?” Questa è una delle domande che tutti gli anni ci assillano. Chi di voi si è mai chiesto quale sia l’origine dei festeggiamenti dell’ultimo giorno dell’anno? Attraverso la storia e le tradizioni facciamo un viaggio per il mondo.

Le origini dei festeggiamenti

Il 1° gennaio non è sempre stato il primo giorno dell’anno. L’antenato del nostro attuale calendario, il calendario di Numa segnava il primo di marzo come primo giorno del nuovo anno. Fu Giulio Cesare a decidere di anticipare la data a gennaio, e con il calendario gregoriano (quello in uso nel nostro Paese) la tradizione è continuata. Quando il calendario giuliano entrò in vigore non decretò comunque un cambio universale: si dovrà aspettare il 1691 perché il 1° gennaio diventi definitivamente il primo giorno dell’anno.
Quando e perché si è iniziato a festeggiare il primo giorno di gennaio?

Capodanno
Raffigurato con due volti, il dio Giano è conosciuto anche come Giano Bifronte

I festeggiamenti erano in uso già tra gli antichi romani per onorare il dio Giano, la divinità degli inizi. Questa divinità, tra le più antiche diffuse tra i Romani, era raffigurata spesso con due visi: uno tende al passato, l’altro al futuro. Festeggiare in suo onore significava quindi auspicare un buon inizio.

Le tradizioni in Italia

Quindi le tradizioni legate al capodanno sono associate alla scaramanzia e alla fortuna. In Italia molte di queste sono legate al cibo. Ad esempio durante la cena di capodanno si è soliti consumare le lenticchie perché (a causa della loro forma) ricordano il denaro; sono quindi simbolo di abbondanza. Un’altra abitudine tutta italiana è quella di regalare dei piccoli sacchetti di sale alle persone che ci stanno a cuore. Il motivo? Indovinate un po’: si dice che portino fortuna! La tradizione di indossare indumenti rossi in questa serata deriva invece da una consuetudine romana: i Romani indossavano il color porpora per simboleggiare la loro forza, ricchezza e fertilità.
Un’altra tradizione del nostro Paese è quella dei fuochi d’artificio. I “botti” di capodanno sono uno spettacolo bellissimo, ma il loro significato è strettamente legato alla scaramanzia; il rumore ha infatti l’obbiettivo di spaventare gli spiriti malvagi che aleggiano tra il vecchio ed il nuovo anno. Una consuetudine (ormai in disuso) che ha lo stesso scopo è quella che prevede di rompere vecchie stoviglie allo scoccare della mezzanotte.

Capodanno nel mondo

Prima di avventurarci nel nostro viaggio intorno al mondo, è bene specificare che non tutti i Paesi del festeggiano il capodanno secondo il calendario gregoriano. In Cina ad esempio le festività vengono festeggiate seguendo il calendario lunisolare; il capodanno si festeggia alla seconda luna nuova seguente al solstizio di inverno. La data cade quindi tra il 21 gennaio e il 19 febbraio. In Giappone invece i festeggiamenti del Toshigami (la divinità del nuovo anno) finiscono il 3 gennaio. Famosissima tradizione della terra del Sol Levante è la cerimonia dei 108 rintocchi delle campane dei tempi buddisti. In Oriente le tradizioni legate al culto degli antenati e alle leggende sono ancora molto importanti e diffuse; la tradizione legata agli indumenti rossi, ad esempio in Cina è legata alla leggenda del Niàn, una bestia mangia uomini. Il colore rosso spaventa la bestia e per questo è un colore molto diffuso durante i festeggiamenti.

Capodanno
Il capodanno in Cina cambia giorno ogni anno

In Spagna invece è popolare una tradizione legata all’uva: si mangiano 12 chicchi, uno per volta, per ogni rintocco d’orologio che segna la mezzanotte. Questa tradizione ha origine contadina ed è un buon augurio per l’anno nuovo. Si dice infatti che chi riuscirà a mangiare gli acini seguendo il tempo dei rintocchi avrà un anno fortunato e prospero.
In Russia invece il capodanno si festeggia in compagnia attorno ad una tavola imbandita. Non mancano ovviamente i brindisi, ma il momento più atteso (soprattutto dai più piccoli) è lo scambio dei regali. C’è anche chi trova dei modi per “disfarsi” del vecchio anno come accade in Perù, dove si bruciano dei fantocci simili a spaventa passeri. Una romantica tradizione francese vuole invece che baciarsi sotto al vischio sia di buon auspicio.
A Sydney invece nella notte di capodanno si assiste ad uno degli spettacoli pirotecnici più belli del mondo: i fuochi vengono accesi ad ogni ora dalle sette di sera fino all’alba per accompagnare i festeggiamenti.

Ora che abbiamo scoperto un po’ di nuove tradizioni, magari il prossimo anno qualcuno di noi si troverà in viaggio per capodanno e potrà evitare la fatidica domanda: ” E tu? Che fai a capodanno?”

Valentina Brina

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